Cassazione Civile, Ordinanza n. 14681/2022 del 09/05/2022
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente (banca)
La controversia
Il fallimento di una società proponeva ricorso per cassazione contro la sentenza della Corte d'appello che, in riforma del primo grado, aveva respinto la domanda revocatoria fallimentare ex art. 67 l.fall. avente a oggetto un pagamento di euro 54.962,94 eseguito in favore della banca. Secondo la tesi del fallimento, la Corte territoriale avrebbe errato nel negare la sussistenza della scientia decoctionis in capo alla banca: il giudice di merito avrebbe dovuto valorizzare unitariamente gli indizi offerti, e cioè gli sconfinamenti nei rapporti bancari, le criticità delle posizioni debitorie della società, alcune revoche di affidamenti, l'andamento del conto corrente con versamenti finalizzati a ridurre l'esposizione, oltre alle segnalazioni in Centrale rischi e ai protesti. Con il primo motivo veniva dedotta la violazione degli artt. 67, secondo comma, l.fall. e 2729 c.c. per errata valutazione delle presunzioni; con il secondo motivo si denunciava l'omesso esame di un fatto decisivo e controverso e l'insufficienza/incoerenza della motivazione, sostenendo che i fatti indiziari non erano stati apprezzati nel loro complesso.
La decisione
La Corte di cassazione ha rigettato il ricorso. Ha ritenuto infondato, per la parte dedotta, il primo motivo, osservando che la Corte d'appello aveva correttamente valutato gli indizi in modo complessivo e non atomistico, escludendo che fossero idonei a integrare la prova presuntiva della scientia decoctionis, anche perché alcuni elementi richiamati erano posteriori al pagamento contestato. Ha dichiarato inammissibile il secondo motivo, poiché dopo la riforma dell'art. 360, n. 5, c.p.c. non è più deducibile il vizio di insufficiente o illogica motivazione e perché la censura, in sostanza, mirava a contestare la mancata considerazione di deduzioni difensive, non l'omesso esame di un fatto storico decisivo. Il fallimento è stato condannato alle spese e all'ulteriore contributo unificato.
Norme richiamate
art. 67, secondo comma, l.fall.
Per la revocatoria fallimentare il pagamento può essere dichiarato inefficace solo se è provata la scientia decoctionis del convenuto; la prova può essere presuntiva ma deve risultare da indizi gravi, precisi e concordanti.
Le presunzioni semplici devono essere tratte dalla valutazione complessiva degli indizi, non da un esame atomistico dei singoli elementi.
art. 360, primo comma, n. 5, c.p.c.
Dopo la riforma del 2012 il sindacato di legittimità è circoscritto all'omesso esame di un fatto storico decisivo e controverso; non è più denunciabile il mero vizio di insufficienza o illogicità della motivazione.
Il ricorso è stato trattato in camera di consiglio secondo il procedimento camerale previsto dalla norma.
art. 13, comma 1-quater, d.P.R. 30 maggio 2002, n. 115
In caso di rigetto del ricorso sussistono i presupposti per il raddoppio del contributo unificato, se dovuto.
Massime di principio
- Nella revocatoria fallimentare del pagamento, la scientia decoctionis del convenuto può essere dimostrata anche per presunzioni, ma gli indizi devono essere valutati nel loro insieme e non separatamente.
- La Corte di cassazione non sostituisce il proprio apprezzamento a quello del giudice di merito sulla gravità, precisione e concordanza delle presunzioni, salvo il limite del vizio motivazionale nei ristretti confini dell'art. 360, n. 5, c.p.c.
- Il motivo di ricorso che lamenti una motivazione insufficiente o incoerente è inammissibile se non individua l'omesso esame di un fatto storico decisivo, ma si limita a contestare la mancata adesione alle argomentazioni difensive.
- Elementi conoscibili solo in epoca successiva al pagamento contestato non possono, da soli, fondare la prova della consapevolezza dello stato di insolvenza al momento dell'atto.
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