Salta al contenuto
Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 50250/2023 del 15/12/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione della sentenza che aveva applicato la pena concordata (4 anni e 4 mesi di reclusione e 12.000 euro di multa) per reati di detenzione di stupefacenti (art. 73, commi 1 e 4, D.P.R. 309/1990) e aveva disposto la confisca parziale del denaro sequestrato (confisca di 13.200 euro e restituzione di 30.000 euro). Il ricorrente contestava violazioni di legge (artt. 240, 240‑bis c.p. e art. 85‑bis D.P.R. 309/90) e la mancanza/illogicità della motivazione, sostenendo che il giudice non aveva considerato adeguatamente la documentazione prodotta (ricevute di vincite al lotto, dichiarazioni dei redditi e attestazioni del datore di lavoro) che proverebbe redditi leciti e disponibilità finanziarie, né l'attività lavorativa della moglie, ritenendo invece le somme come provento di attività illecita senza un rapporto di pertinenzialità con il reato.

La decisione

La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso. Ha ritenuto legittima la confisca dei 13.200 euro ai sensi dell'art. 240‑bis c.p. richiamato dall'art. 85‑bis D.P.R. 309/90, poiché non si verifica l'ipotesi lieve prevista dal comma 5 dell'art. 73 D.P.R. 309/90. Il giudice di merito ha motivato in modo lineare e non contraddittorio il dissequestro dei 30.000 euro (documentati come provento della vendita di un immobile in Albania) e la confisca della somma residua per la sproporzione fra la disponibilità effettiva di denaro e la capacità reddituale dichiarata dall'imputato (stato di disoccupazione, modesto stipendio come calciatore semiprofessionista, basso reddito della moglie, oneri famigliari e spese di affitto), nonché per la consistenza della sostanza stupefacente sequestrata (oltre 1 kg di cocaina e oltre 9 kg di marijuana) che giustifica l'applicazione della presunzione relativa di accumulazione illecita. La Corte ha ritenuto ammissibile la valutazione di incongruenza patrimoniale e l'inattendibilità delle giustificazioni fornite dall'imputato; non è richiesto il nesso di pertinenzialità diretto tra il denaro confiscato e il reato per l'applicazione dell'art. 240‑bis.

Norme richiamate

  • art. 73 D.P.R. n. 309/1990

    Norma che disciplina le fattispecie relative alla detenzione e cessione di sostanze stupefacenti; il comma 5 reca l'ipotesi lieve che, se ricorrente, esclude la confisca obbligatoria di denaro. Nel caso non ricorrendo l'ipotesi lieve, restano applicabili le misure patrimoniali previste.

  • art. 85‑bis D.P.R. n. 309/1990

    Prevede la confisca del denaro in caso di detenzione illecita di stupefacenti richiamando l'art. 240‑bis c.p.; consente la confisca obbligatoria salvo ipotesi previste dalla legge (es. lieve).

  • art. 240 c.p.

    Norma generale sulla confisca per i reati in materia di stupefacenti; la sentenza segnala la corretta applicazione dell'art. 240‑bis piuttosto che dell'art. 240 nella fattispecie concreta.

  • art. 240‑bis c.p.

    Regola la presunzione relativa di accumulazione illecita e la confisca per sproporzione: se ricorre la sproporzione tra capacità reddituale e beni posseduti e non viene fornita giustificazione della provenienza lecita, è legittima la confisca anche senza nesso di pertinenzialità diretto col reato.

  • art. 444 c.p.p.

    Riferimento alla sentenza emessa in abbreviato o per patteggiamento (accordo) e al relativo procedimento di esecuzione di pena concordata; la Corte ha comunque ammesso il ricorso di cassazione in relazione a questioni patrimoniali e misure di sicurezza.

  • art. 448, comma 2‑bis c.p.p.

    Norma che limita i motivi di ricorso per sentenze emesse ai sensi dell'art. 444 c.p.p.; la Corte ha ritenuto applicabile il ricorso in relazione alle misure patrimoniali e di sicurezza, richiamando giurisprudenza in materia.

  • art. 606 c.p.p.

    Dispositivo procedurale che disciplina i motivi di impugnazione in cassazione; citato in relazione all'ammissibilità del ricorso per le questioni patrimoniali/di sicurezza.

Massime di principio

  • In casi di detenzione di importanti quantitativi di stupefacenti il giudice può applicare la presunzione relativa di accumulazione illecita (art. 240‑bis c.p.) e disporre la confisca per sproporzione tra beni posseduti e capacità reddituale, senza necessità di provare un nesso di pertinenzialità diretto col reato.
  • La confisca del denaro rinvenuto è legittima ex art. 85‑bis D.P.R. 309/90, salvo il caso dell'ipotesi lieve prevista dal comma 5 dell'art. 73 D.P.R. 309/90; l'assenza dell'ipotesi lieve rende possibile la confisca obbligatoria o per sproporzione.
  • Spetta all'imputato fornire adeguata giustificazione della provenienza lecita delle somme; documentazione dichiarativa (ricevute, attestazioni) può essere valutata ma può risultare insufficiente se contraddetta da elementi concreti di sproporzione e dallo stile di vita o dall'entità della sostanza sequestrata.
  • Il giudice di merito può ritenere inattendibili le spiegazioni dell'imputato e valutare la capacità reddituale sulla base delle dichiarazioni, delle fonti di reddito dichiarate (anche se modeste) e delle esigenze familiari; una motivazione lineare e coerente sulle ragioni dell'incongruenza patrimoniale è sufficiente a legittimare la confisca.
  • Nei procedimenti con pena concordata o sentenze ex art. 444 c.p.p. l'accesso alla cassazione può comunque essere ammesso per questioni relative a misure patrimoniali e di sicurezza, nonostante i limiti ordinari di impugnazione.
  • La restituzione parziale del denaro è possibile se alcune somme risultano documentate come provenienti da fonti lecite (es. vendita di un immobile), mentre la parte non giustificata può essere confiscata.

Testo integrale

Continua a leggere gratis

Crea il tuo account Trovanorma: leggi il testo integrale della pronuncia, apri l’originale e chiedi all’AI di applicarlo al tuo caso, con ogni fonte citata.

7 giorni di prova · Nessuna carta di credito

Hai già un account? Accedi

La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giurisprudenza penale, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.

Dal documento al tuo caso

Chiedi a Trovanorma cosa dice per il tuo caso

Descrivi i fatti: Trovanorma trova le norme, la prassi e le sentenze pertinenti, le mette in relazione e cita ogni fonte, che puoi aprire e verificare.