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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 19704/2024 del 17/05/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Il ricorrente era stato condannato per due violazioni degli obblighi inerenti alla sorveglianza speciale con obbligo di soggiorno (art. 75, comma 2, d.lgs. 159/2011): in data 22/10/2017 per essersi allontanato dal Comune di Fiumefreddo e in data 14/11/2017 per non essersi presentato a firmare presso la Stazione dei Carabinieri. Ha proposto sei motivi di ricorso: 1) annullamento senza rinvio in quanto la Corte di cassazione aveva già annullato il decreto di sottoposizione alla misura per incompetenza territoriale (nullità assoluta); 2) vizio di motivazione sull'attendibilità del riconoscimento da parte del maresciallo Leonardi; 3) vizio di motivazione e prova che il mancato appuntamento era dovuto a un problema di salute; 4) mancata applicazione della causa di non punibilità per particolare tenuità ex art. 131-bis c.p.; 5) mancata motivazione sull'aumento di pena per recidiva ex art. 99 c.p.; 6) omissione nella concessione delle circostanze attenuanti generiche.

La decisione

La Corte di cassazione ha accolto il ricorso per la fondatezza del primo motivo, ritenendolo assorbente. Ha preso atto della sentenza della Cassazione (annullamento senza rinvio del decreto di sottoposizione alla sorveglianza speciale per incompetenza territoriale) e ha concluso che, essendo il provvedimento genetico della misura annullato senza rinvio per ragioni di legittimità (nullità assoluta), le violazioni delle prescrizioni imposte in forza di quel provvedimento non possono essere penalmente contestate. Perciò ha annullato senza rinvio la sentenza impugnata ai sensi dell'art. 620, comma 1, lett. a), c.p.p., statuendo che il fatto non sussiste. Le restanti questioni non sono state esaminate essendo assorbite.

Norme richiamate

  • d.lgs. 6 settembre 2011, n. 159, art. 75, comma 2

    Norma che disciplina le violazioni degli obblighi inerenti alla sorveglianza speciale con obbligo di soggiorno; i reati contestati erano diretti a sanzionare l'inosservanza delle prescrizioni previste da tale misura.

  • codice penale, art. 131-bis

    Causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto; il giudice di legittimità non ha valutato la sua applicabilità perché ha ritenuto assorbente l'annullamento del provvedimento di prevenzione.

  • codice penale, art. 99

    Disciplina la recidiva come circostanza aggravante; la sua applicazione contestata in motivi di ricorso non è stata esaminata in virtù dell'esito favorevole al ricorrente sul primo motivo.

  • codice di procedura penale, art. 620, comma 1, lett. a)

    Prevede l'annullamento senza rinvio quando il fatto non sussiste; è il titolo giuridico addotto dalla Corte per pronunciare l'annullamento definitivo della sentenza impugnata.

  • Giurisprudenza: Sez. 6, n. 20566 del 09/05/2019 (Coppola, Rv.275753)

    Principio secondo cui l'annullamento o la revoca del decreto di sottoposizione alla misura opera ex tunc se dichiara la mancanza di pericolosità sociale all'epoca dell'adozione, mentre ha efficacia ex nunc se dipende da sopravvenute ragioni che fanno venire meno la pericolosità; tale principio è stato richiamato per affermare l'effetto retroattivo dell'annullamento per illegittimità.

  • Sentenza della Corte di cassazione (annullamento del decreto di sottoposizione, decisione depositata in motivazione dalla difesa)

    Il decreto che aveva sottoposto l'imputato alla sorveglianza speciale è stato annullato per incompetenza territoriale del giudicante, circostanza che integra nullità assoluta e impedisce che le prescrizioni contenute in quel decreto costituiscano base penalmente rilevante per addebiti successivi.

Massime di principio

  • Se la misura di prevenzione che impone prescrizioni è stata annullata senza rinvio per vizi di legittimità (es. incompetenza territoriale) e la decisione è definitiva, le violazioni delle prescrizioni contenute in quel provvedimento non possono formare oggetto di responsabilità penale: l'annullamento ha effetto retroattivo (ex tunc) quando dichiara la mancanza di legittimità del provvedimento all'epoca dell'adozione.
  • Quando il motivo che incide sul presupposto fattuale o giuridico della norma sanzionatrice (es. nullità assoluta del provvedimento che impone obblighi) è fondato, esso può essere assorbente e portare all'annullamento senza rinvio per 'il fatto non sussiste' ai sensi dell'art. 620 c.p.p., rendendo superflua la disamina delle altre questioni.
  • La distinzione tra effetti ex tunc ed ex nunc è cruciale: revoche o cessazioni derivate da sopravvenienze (mutamento di pericolosità) hanno efficacia ex nunc e non estinguono automaticamente responsabilità pregresse, mentre l'annullamento per vizi di legittimità può estinguere le pretese penali basate sulle prescrizioni del provvedimento.
  • Il difensore che intenda contestare addebiti fondati su una misura di prevenzione annullata deve depositare e far valere tempestivamente la decisione che ha annullato il provvedimento genetico, perché può determinare l'estinzione del fatto o l'assoluta inapplicabilità della norma sanzionatrice.
  • Se l'annullamento del provvedimento non è intervenuto o è intervenuto per ragioni non retroattive, restano invece aperti i profili di valutazione delle questioni processuali e sostanziali (attendibilità delle fonti di prova, stato di salute, tenuità del fatto, recidiva, attenuanti), che vanno esaminate dal giudice di merito o di legittimità.
  • Prima di procedere penalmente per violazioni di prescrizioni imposte da misure di prevenzione, l'accusa deve verificare la definitiva efficacia e la validità del provvedimento che ha imposto quelle prescrizioni.

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