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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 290/2025 del 03/01/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il ricorrente impugna la sentenza per tre motivi principali: 1) mancata o insufficiente motivazione e vizio di valutazione sull'idoneità degli atti a realizzare l'evento, deducendo l'esistenza di un reato impossibile ai sensi dell'art. 49 c.p. in quanto, secondo lui, era impossibile regolarizzare i contratti di locazione necessari per consentire l'affitto del ramo d'azienda; 2) errata applicazione delle norme relative al tentativo e alla partecipazione (artt. 56 e 512-bis c.p.), sostenendo che l'assenza di collaborazione del soggetto interposto Michelangelo Cammisa avrebbe interrotto la sequela causale e reso la condotta non idonea a produrre l'evento; 3) insufficiente motivazione e carenza dell'elemento soggettivo, ossia l'assenza del dolo specifico richiesto dall'art. 512-bis c.p., posto che l'imputato agiva per salvare animali e posti di lavoro e si basava su pareri legali che avrebbero dimostrato la sua buona fede.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto manifestamente infondati tutti e tre i motivi: ha richiamato la consolidata giurisprudenza secondo cui la costituzione di una societa' con prestanome e la proposta di affitto del ramo d'azienda possono integrare il trasferimento fraudolento di valori (art. 512-bis) anche mediante contratto di affitto; ha affermato che gli ostacoli giuridici richiamati dal ricorrente (necessita' di rinnovo/ autorizzazione dell'amministratore giudiziario e del giudice delegato) non erano insuperabili e non escludevano l'idoneita' ex ante degli atti, quindi non configuravano reato impossibile; ha ritenuto non decisiva la successiva mancata collaborazione o il ravvedimento del presunto interposto, poiche' la proposta era stata effettivamente sottoposta al giudice delegato ed era stato avviato l'iter; ha inoltre precisato che finalita' ulteriori o 'buone' (salvare animali e posti di lavoro) non escludono il dolo specifico di eludere le misure di prevenzione e che la convinzione della liceita' della condotta basata su pareri legali non scusa l'ignoranza della legge penale. Conseguentemente il ricorso e' stato dichiarato inammissibile e il ricorrente condannato alle spese, ai sensi dell'art. 616, comma 1, c.p.p.

Norme richiamate

  • art. 512-bis cod. pen. (trasferimento fraudolento di valori)

    La norma puo' ricomprendere anche attribuzioni apparenti di disponibilita' tramite affitto di ramo d'azienda; il dolo specifico di eludere misure di prevenzione puo' coesistere con finalita' concorrenti non esclusivamente economiche

  • art. 49 cod. pen. (reato impossibile)

    Il reato impossibile richiede un'inefficienza strutturale assoluta del mezzo usato; ostacoli giuridici non insuperabili non determinano reato impossibile se gli atti sono idonei ex ante

  • art. 40, comma 3-bis, d.lgs. 6 settembre 2011 n. 159

    Consente all'amministratore giudiziario, con autorizzazione scritta del giudice delegato, di locare o concedere in comodato beni immobili; quindi la locazione tra societa' amministrate dallo stesso giudice delegato e amministratore giudiziario e' possibile previa autorizzazione

  • art. 56 cod. pen. (tentativo)

    In tema di tentativo, l'idoneita' degli atti si valuta ex ante con riferimento alla capacita' di realizzare lo scopo; l'esistenza di atti idonei anche se l'evento non si e' concretizzato puo' integrare il tentativo

  • art. 616, comma 1, cod. proc. pen.

    Norma che disciplina la condanna alle spese processuali per ricorso dichiarato inammissibile

Massime di principio

  • La costituzione di societa' con soci prestanome e la proposta di affitto di un ramo d'azienda sottoposto a sequestro possono integrare il tentativo di trasferimento fraudolento di valori se, ex ante, gli atti sono idonei a realizzare l'obiettivo dell'agente
  • L'esistenza di ostacoli procedurali o la necessita' di autorizzazioni (es. dell'amministratore giudiziario o del giudice delegato) non esclude automaticamente la punibilita' per tentativo quando quegli ostacoli non siano insormontabili e quando l'iter sia stato avviato
  • La mancata o successiva rinuncia alla collaborazione da parte del soggetto interposto non neutralizza necessariamente la responsabilita' dell'organizzatore; l'intervento dell'amministrazione giudiziaria e la sottoposizione della proposta al giudice delegato sono elementi indicativi dell'avvio dell'iter idoneo
  • La presenza di finalita' apparentemente lecite o socialmente rilevanti (salvare animali, preservare posti di lavoro) non esclude il dolo specifico richiesto dall'art. 512-bis quando tali finalita' concorrono con il proposito di eludere misure di prevenzione
  • La convinzione soggettiva di agire secondo pareri legali non esime dalla responsabilita' penale quando si tratta di errore sulla legge penale; la buona fede dedotta non sostituisce l'assenza del dolo richiesto dalla norma

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