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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 121/2025 del 03/01/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione della dichiarazione di non doversi procedere per particolare tenuità del fatto (art. 14, comma 5-ter, d.lgs. n.286/1998) relativa alla permanenza nel territorio dello Stato in violazione di ordine di allontanamento; dedotta violazione ex art. 606, comma 1, lett. e) c.p.p. per motivazione assente, illogica e contraddittoria e mancata considerazione della negativa personalità dell'imputato e di precedenti di polizia

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso. Ha confermato i principi secondo cui la declaratoria di improcedibilità per particolare tenuità richiede l'esiguità del danno o del pericolo come requisito basilare e una valutazione congiunta degli altri indici (occasionalità della condotta, basso grado di colpevolezza, eventuale pregiudizio sociale). Ha ritenuto che il Giudice di pace avesse adeguatamente motivato la decisione soprattutto sulla base dello stato di incensuratezza dell'imputato e che il ricorso fosse mera rivalutazione dei fatti, senza efficacemente contestare il punto decisivo

Norme richiamate

  • art. 14, comma 5-ter, d.lgs. 25 luglio 1998, n. 286

    La norma punisce la permanenza nello Stato in violazione di provvedimenti di allontanamento; la Corte non ha annullato la valutazione del giudice di pace secondo cui, nella fattispecie concreta, il fatto rientrava nella particolare tenuità secondo gli indici valutati

  • art. 606, comma 1, lett. e), cod. proc. pen.

    Ground di impugnazione per motivazione assente, illogica o contraddittoria; la Corte ha ritenuto che il ricorso non avesse indicato in modo efficace tale vizio ma si fosse limitato a una rivalutazione dei fatti

  • art. 34, d.lgs. 28 agosto 2000, n. 274

    Regola la causa di improcedibilità per particolare tenuità nel processo davanti al giudice di pace; la giurisprudenza interpretativa richiede esiguità del danno o del pericolo come requisito essenziale e la valutazione congiunta degli altri indici

Massime di principio

  • La particolare tenuità davanti al giudice di pace richiede necessariamente l'esiguità del danno o del pericolo; gli altri indici (occasionalità, basso grado di colpevolezza, pregiudizio sociale) concorrono ma non sostituiscono questo requisito
  • Lo stato di incensuratezza dell'imputato può avere rilievo decisivo nella valutazione della tenuità, salvo che il ricorrente dimostri efficacemente elementi contrari (precedenti, condotte ripetute, elementi di pericolosità)
  • La Suprema Corte dichiara inammissibile il ricorso quando esso è sostanzialmente una rivalutazione dei fatti o delle prove e non indica in modo concreto e argomentato un vizio di motivazione rilevante ai sensi dell'art. 606 c.p.p.
  • Per contestare una declaratoria di improcedibilità è necessario dimostrare l'assenza dell'esiguità del danno o del pericolo o l'esistenza di indici che alterino la valutazione complessiva (pregressi comportamenti criminali, reiterazione, pericolosità sociale)

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