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Sentenza

Sentenza n. 3916/2026 - Milano, Sezione 4

per l'annullamento - dei provvedimenti della Prefettura di -OMISSIS- del 24.03.2025 con cui è stata disposta la revoca dei nulla-osta all’ingresso rilasciati in favore degli odierni ricorrenti su istanza del richiedente sig. -OMISSIS- e di ogni altro atto preordinato, connesso e consequenziale.

Giustizia amministrativa202601842

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lombardia - Milano, Sez. IVSentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: Provvedimenti prefettizi di revoca dei nulla osta al lavoro subordinato rilasciati ai ricorrenti

Esito

IRRICEVIBILITA

Favorevole al resistente (ministero)

Prevale l’amministrazione

La controversia

I ricorrenti hanno impugnato i provvedimenti della Prefettura che avevano revocato i nulla osta al lavoro subordinato, deducendo violazione di legge, violazione delle disposizioni applicabili al Decreto Flussi ed eccesso di potere per carenza assoluta dei presupposti. La revoca era stata motivata dall’inidoneità dell’asseverazione prodotta dal datore di lavoro: l’asseverazione proveniva da un indirizzo PEC non riconducibile al datore, non comprendeva tutti i lavoratori interessati, riportava dati anagrafici incompleti, indicava CCNL e mansioni diversi da quelli dichiarati, riferiva luoghi di lavoro e alloggio differenti, indicava un DURC scaduto e non era corredata dalla documentazione identificativa del professionista. Il Ministero ha eccepito la tardività del ricorso, rilevando che i provvedimenti erano stati conosciuti dai ricorrenti il 18 e il 23 aprile 2025, mentre il ricorso era stato notificato il 18 aprile 2026. I ricorrenti hanno sostenuto di poter applicare il termine di 120 giorni previsto per il ricorso straordinario al Presidente della Repubblica, decorrente dal rigetto di una precedente istanza di autotutela. Il Ministero ha inoltre riferito, senza tuttavia fornire prova ritenuta sufficiente dal Collegio, della pendenza di ricorsi straordinari aventi il medesimo oggetto.

La decisione

Il TAR ha definito il giudizio con sentenza in forma semplificata ai sensi dell’art. 60 c.p.a., dichiarando il ricorso irricevibile per tardività, senza esaminare nel merito i vizi dedotti contro la revoca dei nulla osta. Il Collegio ha ritenuto incontestato e documentato che i ricorrenti avessero avuto conoscenza dei provvedimenti il 18 e il 23 aprile 2025 e che il ricorso al TAR fosse stato notificato soltanto il 18 aprile 2026, oltre il termine decadenziale di 60 giorni previsto dall’art. 29 c.p.a. Il termine di 120 giorni dell’art. 9 del d.P.R. n. 1199/1971 riguarda esclusivamente il ricorso straordinario al Presidente della Repubblica e non è applicabile all’azione di annullamento proposta davanti al giudice amministrativo. Inoltre, la presentazione di un’istanza di autotutela non sospende né interrompe il termine per impugnare l’atto lesivo. Le spese sono state compensate in ragione della particolarità della fattispecie.

Norme richiamate

  • art. 60 c.p.a.

    eventuale quote, SOLO SE PRESENTE

    Consente la definizione del giudizio con sentenza in forma semplificata quando, nel rispetto del contraddittorio, emerge una manifesta ragione di definizione della controversia; nella fattispecie è stato applicato per la manifesta tardività del ricorso.

  • art. 29 c.p.a.

    l’azione di annullamento per violazione di legge, incompetenza ed eccesso di potere si propone nel termine di decadenza di sessanta giorni

    Fissa il termine decadenziale di 60 giorni per proporre davanti al TAR l’azione di annullamento di un provvedimento amministrativo; il termine non è stato rispettato.

  • art. 9 d.P.R. n. 1199/1971

    centoventi giorni dalla data della notificazione o della comunicazione dell'atto impugnato o da quando l'interessato ne abbia avuto piena conoscenza

    Prevede il termine di 120 giorni per il ricorso straordinario al Presidente della Repubblica e non si applica all’impugnazione giurisdizionale davanti al TAR.

  • art. 24-bis, comma 2, d.lgs. n. 286/1998

    eventuale quote, SOLO SE PRESENTE

    È richiamato dal Ministero in relazione alla necessità dell’asseverazione e ai requisiti del datore di lavoro per la richiesta del nulla osta e la successiva sottoscrizione del contratto di soggiorno; il TAR non esamina tali profili per l’irricevibilità del ricorso.

Massime di principio

  • L’azione di annullamento proposta davanti al giudice amministrativo deve essere notificata, a pena di decadenza, entro 60 giorni dalla notificazione, comunicazione o piena conoscenza dell’atto lesivo, ai sensi dell’art. 29 c.p.a.
  • Il termine di 120 giorni previsto dall’art. 9 del d.P.R. n. 1199/1971 riguarda esclusivamente il ricorso straordinario al Presidente della Repubblica e non può essere utilizzato per rendere tempestivo un ricorso giurisdizionale davanti al TAR.
  • La presentazione di un’istanza di riesame o di autotutela non sospende né interrompe il termine decadenziale per l’impugnazione dell’atto amministrativo; il termine continua a decorrere fino alla sua scadenza.
  • Quando la tardività dell’impugnazione risulta manifesta dagli atti e il contraddittorio è integro, il giudice amministrativo può definire il giudizio con sentenza in forma semplificata ai sensi dell’art. 60 c.p.a., senza esaminare i motivi di merito.

Come è indicizzato

MaterieEmersione, decreto flussi e nulla ostaTermini e notificazione del ricorsoDecisione e riti speciali
RamiImmigrazione e cittadinanzaProcesso amministrativo
IstitutiDecadenza e tardivitàAutotutela decisoria

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