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Cassazione Penale, Ordinanza n. 16995/2026 del 12/05/2026

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (pubblico ministero)

La controversia

L'imputato era stato giudicato responsabile, con rito abbreviato, di detenzione e cessione di sostanze stupefacenti e di evasione; la Corte d'appello aveva solo parzialmente riformato la condanna del G.u.p. di Torre Annunziata. In cassazione la difesa ha dedotto vizio di motivazione, lamentando il mancato riconoscimento dell'ipotesi lieve in materia di stupefacenti. Secondo il ricorso, la Corte territoriale non avrebbe adeguatamente distinto tra le condotte detentive relative a cocaina e droga leggera, così da non procedere alla richiesta "scissione" delle due fattispecie e al conseguente più favorevole inquadramento giuridico.

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso. Ha ritenuto la censura reiterativa e comunque diretta a sollecitare una rivalutazione di merito di una motivazione già ampia e puntuale, che aveva escluso la parcellizzazione delle condotte illecite. In particolare, la Corte territoriale aveva valorizzato la piena sinergia dell'attività dell'imputato con quella del coimputato per la vendita della droga pesante, evidenziando anche un episodio in cui il ricorrente indirizzava un acquirente verso il coimputato per l'acquisto dello stupefacente. Conseguentemente, il ricorso è stato dichiarato inammissibile con condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma di Euro tremila in favore della Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 73 d.P.R. 9 ottobre 1990, n. 309

    La richiesta difensiva riguardava il mancato riconoscimento dell'ipotesi lieve in materia di detenzione e cessione di stupefacenti; la decisione conferma che la valutazione sulla qualificazione della condotta e sulla eventuale unitarietà o frammentazione delle operazioni di spaccio è rimessa al giudice di merito, se sorretta da motivazione congrua.

  • art. 385 c.p.

    Tra i reati contestati figurava anche l'evasione; la sentenza di legittimità non affronta nel merito questo capo, limitandosi a dichiarare inammissibile il ricorso.

  • art. 616 c.p.p.

    L'inammissibilità del ricorso comporta la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una somma in favore della Cassa delle ammende.

Massime di principio

  • È inammissibile il ricorso per cassazione che, sotto la veste del vizio di motivazione, si risolva nella mera riproposizione di questioni già esaminate e nel tentativo di ottenere una nuova valutazione del merito.
  • La richiesta di riconoscere l'ipotesi lieve in materia di stupefacenti può essere disattesa quando il giudice di merito, con motivazione non illogica, escluda la parcellizzazione delle condotte e ricostruisca un'attività unitaria e sinergica di spaccio con altri correi.
  • Quando la motivazione di merito dia conto in modo puntuale della partecipazione coordinata dell'imputato alla vendita della sostanza, la censura che invoca una distinzione artificiosa tra diverse qualità di droga integra una doglianza di merito non deducibile in cassazione.
  • La declaratoria di inammissibilità del ricorso determina la condanna del ricorrente alle spese processuali e al versamento di una somma in favore della Cassa delle ammende.

Come è indicizzato

MaterieSpaccioImpugnazioni
RamiStupefacentiProcesso penale
SottomaterieLieve entità

Testo integrale

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