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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 22904/2023 del 25/05/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il ricorrente ha impugnato la sentenza d'appello che lo aveva condannato per invasione di terreni (art. 639-bis c.p.), deducendo: (1) omissione della rinnovazione dell'istruzione dibattimentale ex art. 603 c.p.p. e art. 6.3.d CEDU, sostenendo che la Corte d'appello non ha escusso il teste Terranova le cui dichiarazioni sarebbero state decisive per l'assoluzione di primo grado; (2) vizi di motivazione e violazione di legge in ordine alla responsabilità contestata, lamentando che la Corte non avrebbe valutato le prescrizioni tecniche dell'ing. Terranova e la presunta esecuzione di un'autorizzazione amministrativa; (3) violazione di legge quanto alla qualificazione del canale e dei terreni come beni pubblici, sostenendo che la pubblica destinazione sarebbe venuta meno a seguito dell'assegnazione in enfiteusi.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto il primo motivo manifestamente infondato perché la Corte d'appello ha motivato che la responsabilità penale emergeva dai documenti acquisiti (mappe, fotografie, perizia), perciò non si è trattato di riforma fondata su diversa valutazione di prova dichiarativa che obbligasse alla rinnovazione ai sensi dell'art. 603 c.p.p. Ha respinto il secondo motivo come generico e comunque non meritevole di revisione in sede di legittimità, confermando la valutazione di merito secondo cui il canale di scolo era stato deviato e che l'imputato aveva arbitrariamente invaso i fondi altrui. Ha ritenuto il terzo motivo manifestamente infondato, confermando l'appartenenza del bene al Comune di Salandra e l'applicabilità dell'art. 639-bis c.p. Ha condannato il ricorrente alle spese processuali, al versamento di euro 3.000,00 alla Cassa delle ammende e alla rifusione delle spese di rappresentanza e difesa della parte civile.

Norme richiamate

  • art. 603 c.p.p. (comma 3 e 3-bis)

    Stabilisce l'obbligo, nel caso di appello del Pubblico Ministero contro sentenza di proscioglimento per motivi attinenti alla prova dichiarativa, di rinnovare l'istruzione dibattimentale mediante esame dei testi ritenuti decisivi; l'obbligo opera solo se la riforma si fonda su diversa valutazione di prova dichiarativa ritenuta decisiva.

  • art. 6 par. 3 lett. d) CEDU

    Garantisce il diritto dell'imputato di esaminare i testimoni a carico e ottenere la convocazione dei testimoni a discarico; è stato richiamato per valutare l'eventuale necessità di rinnovazione dell'istruttoria in appello.

  • art. 639-bis c.p.

    Regola il reato di invasione di terreni o edifici, applicato dalla Corte alla condotta consistente nella deviazione del canale e nell'abusiva occupazione di particelle altrui appartenenti al Comune.

  • artt. 81, 632, 633 c.p.

    Norme penali richiamate nella sentenza di merito come riferimento al quadro fattuale e alle figure di reato confluenti nella decisione impugnata; il loro richiamo attesta la pluralità di profili di responsabilità esaminati dal giudice di merito.

  • art. 606 c.p.p. (comma 1, lett. e)

    Limita la sindacabilità in Cassazione di questioni di merito; la Corte ha richiamato il principio per escludere una rivalutazione delle risultanze probatorie già congruamente motivate dal giudice di merito.

  • art. 616 c.p.p.

    Norma richiamata ai fini della condanna alle spese processuali e delle sanzioni per ricorso inammissibile; consente la liquidazione delle spese e l'irrogazione di sanzioni pecuniarie.

  • art. 822 e ss. c.c.

    Fonte della nozione di bene "pubblico" richiamata in sede penale: beni appartenenti allo Stato o enti pubblici e quelli destinati ad uso pubblico, anche se parte del patrimonio disponibile, ritenuti tali ai fini della configurabilità del reato di invasione.

  • L. 23 giugno 2017 n.103 (introduzione comma 3-bis art. 603 c.p.p.)

    Novella normativa che ha precisato l'obbligo di rinnovazione dell'istruttoria in caso di appello del PM contro proscioglimento per valutazione della prova dichiarativa; applicabile ratione temporis al caso.

  • L. 20 febbraio 2006 n.46 (modifica art. 606 c.p.p.)

    Modifica che ha limitato la sindacabilità di merito in Cassazione, richiamata dalla Corte per escludere il riesame delle valutazioni probatorie svolte dal giudice di merito.

Massime di principio

  • Il giudice d'appello è obbligato a rinnovare l'istruttoria dibattimentale (esame orale dei testi) solo se la riforma dell'assoluzione si fonda su una diversa valutazione di prova dichiarativa ritenuta "decisiva" dal primo giudice; se la riforma si basa invece su documenti o prove documentali, la rinnovazione non è necessaria.
  • La Corte di legittimità non può sostituirsi al giudice di merito nelle valutazioni di fatto e di prova debitamente motivate: i rilievi di merito, quando sorretti da motivazione congrua, non sono riesaminabili in Cassazione.
  • La qualificazione del bene come "pubblico" ai fini del reato di invasione deve essere valutata secondo la nozione ricavabile dagli artt. 822 e ss. c.c., comprensiva tanto del demanio quanto dei beni del patrimonio degli enti pubblici destinati ad uso pubblico.
  • Le prove documentali (mappe, fotografie, perizie) possono da sole risultare sufficienti a fondare una condanna e, in tal caso, escludono l'obbligo di rinnovazione dell'istruttoria orale invocata dall'imputato.
  • La proposizione di ricorso inammissibile o manifestamente infondato può comportare condanne alle spese, sanzioni pecuniarie a favore della Cassa delle ammende e l'obbligo di rifusione delle spese processuali della controparte; pertanto è necessario valutare attentamente i profili di ammissibilità e la specificità dei motivi prima di ricorrere.

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