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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 5510/2025 del 10/02/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Si contesta agli imputati e alle due società (Visibilia Editore S.p.a. e Visibilia Concessionaria s.r.l.) di avere, mediante artifici e raggiri, indotto in errore l'INPS circa le attività effettivamente svolte da dipendenti per i quali era stata richiesta la CIG in deroga (CIG Covid), ottenendo un ingiusto profitto complessivo di €126.468,60. I presunti raggiri comprendono false dichiarazioni all'INPS sulle ore di CIG (a "zero ore"), la dissimulazione contabile di rimborsi pagati come "note spese" o "spese di viaggio", bonifici effettuati per occultare compensi e la falsa annotazione nel Libro Unico del Lavoro per giornalisti. La questione di competenza territoriale verte su dove si sia consumato il reato (Tribunale di Milano sostenuto dalla Procura e dalla parte civile vs Tribunale di Roma sostenuto dalle difese), con le difese che sottolineano la telematica trasmissione degli UniEmens e il sistema INPS centralizzato a Roma, mentre l'accusa e il GIP milanese affermano la consumazione prolungata del reato e la realizzazione dell'ingiusto profitto a Milano, sede delle società.

La decisione

La Corte ha affermato la competenza territoriale del Tribunale di Milano. Ha ritenuto che il capo di imputazione prospetti una "truffa a consumazione prolungata" (un'originaria ed unica condotta fraudolenta destinata a produrre effetti periodici), per la quale la consumazione va individuata nel momento dell'ultima percezione indebita. Poiché l'ultima erogazione riferibile alla vicenda è stata accreditata ad un lavoratore presso un istituto di credito nel circondario del Tribunale di Milano (lavoratore Maggioni, ultima quota il 10/02/2021) e le società hanno sede a Milano (il profitto è stato identificato con il risparmio di spesa conseguito dalle società), la competenza territoriale è di Milano. In alternativa, la Corte ha osservato che anche la richiesta di CIG era stata indirizzata e autorizzata dalla sede INPS di Milano, rafforzando la collegabilità del fatto a quel circondario.

Norme richiamate

  • art. 24-bis cod. proc. pen.

    Norma richiamata per la rimessione della decisione sulla competenza territoriale a questa Corte; impianto procedurale della rimessione è stato applicato per decidere la territoriale

  • art. 640-bis cod. pen.

    Il reato contestato è la truffa aggravata; la Corte ha valutato che la fattispecie è una "truffa a consumazione prolungata" riconducibile all'art. 640-bis, con consumazione all'ultima percezione indebita

  • art. 16 cod. proc. pen.

    Richiamato in relazione alla continuazione e alla determinazione del momento consumativo unitario per plurime erogazioni; ha consentito di considerare unitario il fatto e di fissare la consumazione nell'ultima percezione

  • art. 316-ter cod. pen.

    Richiamato dalle difese come possibile diversa qualificazione (reato continuativo di indebita percezione di erogazioni pubbliche), ma la Corte ha ritenuto prevalente la qualificazione come truffa a consumazione prolungata; ha anche osservato che la soluzione di consumazione al momento dell'ultimo pagamento è coerente con recente giurisprudenza di legittimità

  • artt. 5, comma 1, lett. a) e 24 commi 1 e 2, D.Lgs. n. 231/2001

    I fatti hanno comportato anche la contestazione di illecito amministrativo ai sensi del D.Lgs. 231/2001 per le due società; la questione di competenza territoriale ha implicazioni anche per tali profili collegati penalmente

Massime di principio

  • In ipotesi di erogazioni pubbliche periodiche originate da un'unica condotta fraudolenta ("consumazione prolungata"), la consumazione del reato si identifica nell'ultima percezione indebita; perciò la competenza territoriale può essere ancorata al luogo in cui è avvenuta l'ultima percezione
  • Quando l'ingiusto profitto è riconducibile a una società (es. risparmio di spesa sulla retribuzione), il luogo di sede della società può essere rilevante per la determinazione della competenza territoriale, poiché lì si realizza il vantaggio patrimoniale
  • La trasmissione telematica di atti o la localizzazione degli archivi informatici (es. sistema INPS a Roma) è un elemento valutabile, ma non necessariamente determinante se vi sono altri elementi più strettamente collegati alla realizzazione dell'ingiusto profitto o all'ultima percezione
  • In presenza di più erogazioni o conguagli è opportuno valutare se si tratta di molteplici fatti autonomi o di una unica condotta periodica: la qualificazione impostata dall'accusa (e prospettata) guida la scelta della competenza e non può essere sostituita da valutazioni di merito in sede di determinazione territoriale
  • Se sono contestati anche illeciti amministrativi ex D.Lgs. 231/2001 collegati al fatto penale, la loro connessione può rafforzare l'individuazione della competenza territoriale del luogo dove si è concretizzato l'interesse patrimoniale dell'ente

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