Cassazione Penale, Sentenza n. 5162/2025 del 10/02/2025
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
La controversia
Ricorso contro l'ordinanza del 20/09/2024 che revocava la sospensione condizionale della pena. Due motivi: 1) violazione di norme procedurali a pena di nullità per non aver rinviato l'udienza nonostante il tempestivo deposito, via PEC il 16/09, di istanza di rinvio per legittimo impedimento del difensore, che per errore di cancelleria è stata inserita negli atti solo il 24/09; omissione che avrebbe determinato il difetto dell'assistenza tecnica; 2) vizio di motivazione in relazione agli artt. 163 e 164 c.p., con richiamo a orientamenti giurisprudenziali (anche Sezioni Unite n.36460/2024) sul divieto di revoca quando le cause ostative erano note al giudice della cognizione.
La decisione
La Corte ha ritenuto fondato il primo motivo: riscontrato il regolare invio e deposito dell'istanza di rinvio il 16/09 e l'errore di cancelleria che ne ha determinato la mancata valutazione prima dell'udienza, ha dichiarato la nullità assoluta degli atti per difetto di assistenza dell'imputato (richiamati artt. 178 lett. c) e 179 comma 1 c.p.p.). L'ordinanza impugnata è stata annullata e la causa rinviata al Tribunale di Messina per nuovo giudizio. La questione sostanziale relativa agli artt. 163-164 c.p. è stata così resa inutile.
Norme richiamate
art. 178, lett. c) cod. proc. pen.
L'omessa valutazione dell'istanza di differimento per legittimo impedimento determina il difetto di assistenza e quindi la nullità assoluta degli atti successivi.
art. 179, comma 1, cod. proc. pen.
Conferma che la mancanza di assistenza del difensore per omissione del giudice impone la nullità degli atti compiuti.
art. 163 cod. pen.
Norma relativa alla sospensione condizionale della pena; rilevante per valutare i presupposti del beneficio e le cause ostative alla sua concessione.
art. 164 cod. pen.
Regola la revoca della sospensione condizionale; la giurisprudenza valuta se la revoca sia possibile quando la causa ostativa era nota o meno al giudice che aveva concesso il beneficio.
art. 164, co. 4, cod. pen.
Richiamata in rapporto al vizio di motivazione del giudice dell'esecuzione; secondo la giurisprudenza di legittimità il profilo della conoscenza della causa ostativa dal giudice di primo grado è determinante.
Sentenza Sezioni Unite n. 36460/2024
Ha stabilito che, in certe condizioni, la revoca della sospensione disposta in sede esecutiva può essere legittima se la causa ostativa era ignota al giudice di primo grado e nota a quello d'appello, a condizione che il punto non sia stato devoluto con impugnazione.
Giurisprudenza citata (Sez. 2, n. 42333/2023; Sez. 3, n. 30466/2015; Sez. 6, n. 47213/2015)
Precedenti secondo cui l'omessa valutazione dell'istanza per legittimo impedimento comporta nullità assoluta degli atti per mancanza di assistenza tecnica.
Massime di principio
- Se il difensore deposita tempestivamente un'istanza di rinvio per legittimo impedimento (anche via PEC) il giudice deve valutarla prima di procedere; l'omissione integra nullità assoluta degli atti successivi per difetto di assistenza.
- Conservare prove certe del deposito (PEC, timbri di cancelleria, ricevute) è essenziale per far valere l'erronea omissione di valutazione da parte del giudice.
- In sede esecutiva, prima di revocare la sospensione condizionale, verificare se la causa ostativa era nota al giudice che aveva concesso il beneficio: se già nota, la revoca è generalmente illegittima; se ignota al primo giudice e approfondita solo in sede d'appello, la questione è più complessa e va valutata alla luce della giurisprudenza delle Sezioni Unite.
- Errori di cancelleria che impediscono la valutazione di istanze difensive possono determinare l'annullamento con rinvio: l'effetto pratico è la revisione del provvedimento impugnato e la ripetizione dell'udienza con regolare partecipazione della difesa.
- Nelle impugnazioni contro revoche di benefici (es. sospensione condizionale) è consigliabile combinare doglianze procedurali e sostanziali per ottenere tutela completa: anche se un profilo sostanziale può risultare controverso, un vizio procedurale grave può essere sufficiente per ottenere annullamento e rinvio.
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