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Cassazione Civile, Ordinanza n. 24075/2022 del 03/08/2022

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (vicino)

La controversia

La controversia nasce da un giudizio possessorio relativo a una stradina interpoderale che costeggiava vari fondi, utilizzata per l'accesso a un fondo di propriete0 della parte attrice originaria. Quest'ultima aveva chiesto la reintegra nel possesso della servite0 di passaggio, deducendo che i convenuti avevano apposto una catena con lucchetto o comunque impedito il transito. I convenuti avevano resistito e proposto domanda riconvenzionale, sostenendo che l'attore stesse molestando il loro possesso esclusivo. Il tribunale aveva accolto la domanda possessoria e rigettato la riconvenzionale; la corte d'appello aveva confermato. In cassazione i ricorrenti hanno dedotto, in sintesi: violazione degli artt. 1140, 1141, 115, 116, 132 c.p.c. e 2697 c.c. per erroneo riconoscimento del possesso in capo al resistente e per la valutazione delle prove; violazione del giudicato esterno e cautelare derivante da precedenti provvedimenti e sentenze; errata qualificazione dell'eccezione di improponibilite0/decadenza per asserita mancanza di possesso ultrannuale; omessa considerazione della rinuncia alla domanda possessoria; oltre a ulteriori censure sulla credibilite0 dei testimoni e sulla presenza di una scolina lungo la strada. La Corte di cassazione ha ritenuto infondati o inammissibili i motivi, affermando in particolare che: la motivazione della sentenza di merito era sufficiente; le censure miravano in realte0 a ottenere un nuovo apprezzamento del materiale probatorio; i provvedimenti cautelari/possessori non fanno giudicato; la tutela reintegratoria per spoglio violento o clandestino non richiede il possesso ultrannuale, requisito invece proprio della manutenzione; la pretesa rinuncia non era utilmente dedotta nei gradi di merito ed era comunque insussistente nei termini prospettati. Il ricorso e8 stato quindi rigettato con condanna alle spese e all'ulteriore contributo unificato.

La decisione

La Corte di cassazione ha rigettato integralmente il ricorso dei soccombenti di merito, confermando la sentenza della corte d'appello che aveva mantenuto la reintegra nel possesso del passaggio in favore della controparte e aveva escluso la fondatezza della domanda riconvenzionale. Ha inoltre disposto la regolazione delle spese secondo soccombenza e dato atto dei presupposti per il versamento dell'ulteriore importo a titolo di contributo unificato.

Norme richiamate

  • art. 132 c.p.c.

    La sentenza ribadisce che il vizio di nullite0 per motivazione apparente sussiste solo in caso di mancanza del minimo costituzionale della motivazione; nel caso concreto la motivazione di merito era ritenuta ampia e coerente.

  • art. 1140 c.c.

    Richiamato per definire il possesso e per escludere che la qualite0 di proprietario esaurisca o escluda, di per se9, il concorrente possesso.

  • art. 1141 c.c.

    Richiamato in relazione al possesso e alla sua prova, ma le censure sono state reputate dirette soprattutto a un diverso apprezzamento dei fatti.

  • art. 115 c.p.c.

    La violazione si configura solo se il giudice pone a fondamento della decisione prove non dedotte dalle parti o disattende il fatto non contestato; non basta lamentare una diversa valutazione del materiale probatorio.

  • art. 116 c.p.c.

    La doglianza e8 ammissibile solo se il giudice attribuisce a una prova un valore diverso da quello normativamente previsto o dichiara di valutarla secondo prudente apprezzamento nonostante la regola di prova legale; non se si contesta il peso attribuito alle prove.

  • art. 2697 c.c.

    La violazione dell'onere della prova si ha solo se il giudice lo ripartisce erroneamente tra le parti, non quando valuta in fatto se la prova sia stata raggiunta.

  • art. 2909 c.c.

    Invocato per il giudicato esterno, ma la Corte esclude che i provvedimenti possessorio-cautelari e la sentenza precedente dedotta avessero efficacia preclusiva nel caso concreto.

  • art. 101 n. 2 c.p.c.

    Richiamato nelle doglianze, ma non ritenuto decisivo per l'esito del giudizio.

  • art. 112 c.p.c.

    Richiamato nelle censure di ultrapetizione, ma la Corte ha escluso il vizio.

  • art. 24 Cost.

    Invocato dai ricorrenti come parametro di tutela del contraddittorio e del diritto di difesa, senza accoglimento.

  • art. 111 Cost.

    Invocato come parametro costituzionale delle censure processuali, senza incidenza sul decisum.

  • art. 348-ter c.p.c.

    La preclusione al vizio motivazionale per doppia conforme non era applicabile ratione temporis al caso, poiche9 il giudizio di appello era stato introdotto prima del 12 settembre 2012.

  • art. 360 co. 1 n. 5 c.p.c.

    Richiamato quanto al limite del sindacato di legittimite0 sui vizi motivazionali; le censure dei ricorrenti erano sostanzialmente volte a contestare la ricostruzione dei fatti.

  • art. 1168 c.c.

    La Corte afferma che nell'azione di spoglio violento o clandestino non e8 richiesto il possesso ultrannuale; vale invece il principio di immediata reintegrazione dello spogliato.

  • art. 1170 c.c.

    Il possesso ultrannuale e8 richiesto per l'azione di manutenzione; il raffronto con l'art. 1168 c.c. conferma che tale requisito non vale per lo spoglio violento o clandestino.

  • art. 2969 c.c.

    Richiamato nel motivo sulla decadenza, ma la Corte chiarisce che la decadenza ultrannuale non era requisito dell'azione di spoglio in presenza di violenza o clandestinite0.

  • art. 189 c.p.c.

    Richiamato per la dedotta rinuncia alla domanda in primo grado; la Corte ha ritenuto la censura inammissibile e comunque infondata nei termini prospettati.

  • art. 703 c.p.c.

    Richiamato in tema di procedimento possessorio bifasico; i provvedimenti interinali non acquistano giudicato se il giudizio prosegue al merito.

  • art. 669-duodecies c.p.c.

    Richiamato con riferimento all'esecuzione di provvedimenti cautelari/possessori, senza che cif2 attribuisse giudicato ai provvedimenti stessi.

  • art. 1, comma 17, L. 24 dicembre 2012, n. 228

    Richiamato ai fini dell'obbligo di versamento dell'ulteriore importo a titolo di contributo unificato in caso di rigetto del ricorso.

  • art. 13 d.P.R. 30 maggio 2002, n. 115

    La Corte ha dato atto, in conseguenza del rigetto del ricorso, dei presupposti per l'ulteriore contributo unificato.

Massime di principio

  • Nel ricorso per cassazione, la violazione degli artt. 115 e 116 c.p.c. non puf2 essere dedotta per ottenere una rivalutazione del merito: occorre indicare che il giudice ha fondato la decisione su prove non introdotte dalle parti, oppure ha attribuito a una prova un valore legale o un regime di valutazione diverso da quello previsto dalla legge.
  • La violazione dell'art. 2697 c.c. sussiste solo quando il giudice sbaglia nel ripartire l'onere della prova tra le parti; non quando, nel caso concreto, ritiene non raggiunta la prova del fatto costitutivo o del fatto impeditivo.
  • I provvedimenti cautelari o possessori hanno natura strumentale e interinale e, di regola, non sono idonei a formare giudicato sostanziale o formale nel successivo giudizio di merito.
  • Nell'azione di reintegrazione per spoglio violento o clandestino, il possesso ultrannuale non costituisce requisito di ammissibilite0 o di accoglimento; tale requisito appartiene invece alla diversa azione di manutenzione.
  • Il possesso tutelabile puf2 essere concorrente o compatibile con la propriete0 vantata da altri soggetti: la titolarite0 del diritto dominicale non esclude di per se9 l'esistenza di un autonomo possesso, anche esercitato in modo non esclusivo.
  • L'eccezione di rinuncia alla domanda o le questioni che comportano preclusioni processuali devono essere tempestivamente dedotte nei gradi di merito; non possono essere introdotte per la prima volta in cassazione.
  • L'omesso esame di singoli elementi istruttori non integra di per se9 il vizio di motivazione se il fatto storico decisivo e8 stato comunque considerato dal giudice di merito.

Come è indicizzato

MateriePossessoImpugnazioniProve
RamiDiritti realiProcesso civile
IstitutiOnere della provaGiudicato

Testo integrale

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