Salta al contenuto
Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 25008/2025 del 08/07/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza del Tribunale del riesame che aveva respinto la richiesta di sostituzione della misura cautelare della custodia in carcere con gli arresti domiciliari; il ricorrente contestava la mancata valutazione dell'attualità delle esigenze cautelari e l'adeguatezza della misura, evidenziando di essere incensurato, proponendo di scontare i domiciliari a Ravenna presso il fratello, e richiamando il rilascio di due coindagate da parte di altri provvedimenti

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile per manifesta infondatezza e per reiterazione di doglianze già valutate e respinte in precedenti provvedimenti, confermando la motivazione del Tribunale che aveva ritenuto la custodia in carcere adeguata in ragione della posizione apicale del ricorrente nell'associazione di narcotraffico, dei suoi rapporti con i sodali e della sua elevata pericolosità. È stata disposta la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una somma di euro 3.000 a titolo di ammenda, e la trasmissione della sentenza al direttore dell'istituto penitenziario per gli adempimenti previsti

Norme richiamate

  • D.P.R. 9 ottobre 1990, n. 309 (Testo unico stupefacenti), art. 74

    art. 74 d.P.R. n. 309 del 1990

    Il reato previsto dall'art. 74 determina la presunzione di adeguatezza della custodia in carcere salvo elementi concreti che dimostrino l'assenza di esigenze cautelari o la possibilità di soddisfarle con misure meno afflittive

  • D.P.R. 9 ottobre 1990, n. 309, art. 73

    art. 73 d.P.R. n. 309 del 1990

    Riferimento ai singoli episodi di violazione della normativa sugli stupefacenti contestati all'indagato

  • Codice di procedura penale, art. 275, comma 3

    art. 275, comma 3, cod. proc. pen.

    Indica che, in caso di reati di cui all'art. 74, la custodia cautelare in carcere è in linea di principio applicata salvo prova contraria fondata su specifici elementi di fatto che consentano misure meno afflittive

  • Disposizioni di attuazione del codice di procedura penale, art. 94, comma 1-ter

    art. 94, comma 1-ter, disp. att. cod. proc. pen.

    Norma esecutiva relativa agli adempimenti da parte dell'istituto penitenziario in seguito alla sentenza

  • Giurisprudenza citata (Sez. 3, n. 23367 del 17/12/2015, Marzoli)

    Sez. 3, n. 23367 del 17/12/2015, dep. 2016, Marzoli, Rv. 267341 - 01

    Precisione giurisprudenziale secondo cui l'affievolimento delle esigenze cautelari nel caso di associazione per narcotraffico richiede elementi specifici che provino lo scioglimento del gruppo o il recesso/ravvedimento individuale

  • Corte costituzionale, sent. n. 186/2000

    Corte cost. sent. n. 186/2000

    Riferimento in tema di valutazione della colpa nella determinazione della causa di inammissibilità del ricorso

Massime di principio

  • Nei procedimenti per associazione finalizzata al narcotraffico (art. 74 d.P.R. 309/1990) sussiste una presunzione di adeguatezza della custodia cautelare in carcere: per ottenerne la sostituzione è necessario produrre elementi specifici e concreti che dimostrino l'assenza delle esigenze cautelari, lo scioglimento del gruppo o il recesso e il ravvedimento del singolo.
  • La mera decorrenza del tempo tra i fatti contestati e l'applicazione della misura cautelare non è di per sé sufficiente a dimostrare l'inaffidabilità della custodia cautelare; il giudice valuta il complesso indiziario, il ruolo dell'indagato nell'organizzazione e la pericolosità attuale.
  • La liberazione di coindagati in altri procedimenti o a seguito di annullamenti non obbliga automaticamente la stessa decisione per altri indagati: il giudice deve valutare il ruolo e la posizione individuale all'interno dell'associazione e gli elementi probatori specifici.
  • I ricorsi reiterativi che ripropongono le stesse doglianze già esaminate e respinte possono essere dichiarati inammissibili e comportare sanzioni, incluse condanne alle spese e ammende; è importante proporre nuovi elementi di fatto o di diritto per evitare l'inammissibilità per manifesta infondatezza.
  • Per ottenere misure alternative (es. arresti domiciliari con braccialetto elettronico) è necessario dimostrare non solo condizioni personali favorevoli (es. indennità di precedenti) ma soprattutto l'insussistenza delle esigenze di prevenzione, sicurezza pubblica o inquinamento probatorio che la custodia in carcere mira a garantire.

Testo integrale

Continua a leggere gratis

Crea il tuo account Trovanorma: leggi il testo integrale della pronuncia, apri l’originale e chiedi all’AI di applicarlo al tuo caso, con ogni fonte citata.

7 giorni di prova · Nessuna carta di credito

Hai già un account? Accedi

La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giurisprudenza penale, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.

Dal documento al tuo caso

Chiedi a Trovanorma cosa dice per il tuo caso

Descrivi i fatti: Trovanorma trova le norme, la prassi e le sentenze pertinenti, le mette in relazione e cita ogni fonte, che puoi aprire e verificare.