Cassazione Penale, Sentenza n. 24982/2025 del 08/07/2025
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
La controversia
Il Procuratore ha impugnato l'assoluzione per il reato previsto dall'art.137 d.lgs. n.152/2006 (scarichi di acque reflue industriali senza autorizzazione), sostenendo che il sopralluogo del 09/04/2021 aveva rilevato indizi concreti dell'esercizio dell'attività di autolavaggio (auto presenti, una in fase di asciugatura, altra pronta per essere lavata con dicitura "autoscuola", attrezzatura tipica, pavimento bagnato), elementi che contraddicono la valutazione del Tribunale secondo cui l'attività era inattiva e che aveva fondato la decisione anche su dati formali come la visura camerale e l'assenza di autorizzazioni formali alla data del controllo.
La decisione
La Corte ha ritenuto l'impugnazione fondata. Pur richiamando l'inappellabilità delle sentenze di proscioglimento per reati puniti con la sola pena pecuniaria o alternativa (art.593, comma 3 c.p.p.), ha verificato i requisiti del ricorso in Cassazione nella prospettiva del principio di conservazione degli atti e ha censurato la sentenza del Tribunale per manifesta illogicità e insufficiente confronto con prove in contrasto. In particolare la motivazione non ha spiegato la regola d'inferenza che collegasse la visura camerale (e il dato formale dell'inesistenza dell'apertura al pubblico) alla conclusione del mancato avvio dell'attività, trascurando gli elementi che invece rendevano probabile lo svolgimento dell'attività al momento del controllo. La sentenza è stata annullata con rinvio per nuovo giudizio al Tribunale di Marsala in diversa persona giudicante.
Norme richiamate
d.lgs. n.152/2006, art. 137
Norma sostanziale che incrimina gli scarichi di acque reflue industriali senza autorizzazione; costituisce il capo di imputazione nel procedimento e richiede che lo scarico sia stato effettuato senza la prescritta autorizzazione
codice di procedura penale, art. 593 comma 3
Stabilisce l'inappellabilità delle sentenze di proscioglimento relative a reati puniti con la sola pena pecuniaria o con pena alternativa; perciò l'appello contro tali assoluzioni non è ammissibile
codice di procedura penale, art. 568 comma 5
Principio di conservazione degli atti processuali: consente di qualificare diversamente un atto di impugnazione (es. considerarlo ricorso per Cassazione) ma non deroga ai requisiti di ammissibilità del rimedio effettivo
Giurisprudenza: Sez. 3, n. 11518 del 23/01/2019 (Guinizio)
l'apertura o, comunque, l'effettuazione di uno scarico richiede il preventivo rilascio di una formale, espressa autorizzazione rilasciata dalle competenti autorità sulla base dei criteri e nelle forme indicate dalla legge e non ammette equipollenti
La Corte richiama il principio che lo svolgimento dell'attività che determina scarichi richiede una autorizzazione espressa e non possono esservi soluzioni equivalenti che la sostituiscano
Giurisprudenza: Sez. 3, n. 47038 del 07/10/2015 (Branca)
Afferma che anche lo scarico discontinuo, cioè saltuario ma realizzato mediante impianto, è rilevante ai fini dell'integrazione del reato
Giurisprudenza: Sez. 3, n. 24118 del 28/03/2017 (Saligari)
Conferma il principio che la saltuarietà dello scarico non esclude la rilevanza penale qualora vi sia immissione diretta e canalizzata
Massime di principio
- Avverso una sentenza di proscioglimento per contravvenzione punita con pena pecuniaria o alternativa l'appello è inammissibile ai sensi dell'art.593 c.p.p.; il pubblico ministero, se intende impugnare, deve valutare la qualificazione dell'atto come ricorso per cassazione e soddisfare i relativi requisiti di ammissibilità
- La Corte di legittimità può annullare una sentenza per manifesta illogicità della motivazione quando il giudice non dia conto del contraddittorio probatorio o non spieghi il nesso inferenziale tra elementi probatori discordanti
- Nel giudizio sui reati ambientali la presenza, al momento del sopralluogo, di veicoli in corso di lavorazione, attrezzature tipiche, pavimento bagnato e operatori rinvenuti nei locali costituiscono indizi significativi dell'effettivo esercizio dell'attività e non possono essere neutralizzati esclusivamente da dati formali (es. visura camerale) senza adeguata motivazione
- Lo svolgimento anche discontinuo dell'attività che comporta scarichi richiede comunque la preventiva autorizzazione formale: la saltuarietà dello scarico non esclude la rilevanza penale
- Se la sentenza è annullata con rinvio, il nuovo giudizio deve essere celebrato davanti a diverso giudice per garantire imparzialità e riequilibrio del processo
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