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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 43087/2023 del 23/10/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

I ricorrenti impugnano la conferma in appello della condanna per porto illegale di arma e per resistenza a pubblico ufficiale (reati posti in essere in Pagani il 15/09/2013). Manzella e Francese censurano la valutazione probatoria (assenza di prova diretta sull'identificazione del modello dell'arma) e, in particolare Manzella, la sussistenza del reato di resistenza (art.337 c.p.) perché avrebbe mancato la violenza o minaccia. Pecoraro propone più censure: vizio di motivazione nel diniego delle attenuanti generiche in prevalenza rispetto alla recidiva; mancato riconoscimento dell'attenuante della minima partecipazione (art.114 c.p.); mancata applicazione della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto (art.131-bis c.p.); carenza di prova a suo carico; mancata valutazione della possibilità di proscioglimento ai sensi dell'art.129 c.p.p.

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato i ricorsi manifestamente infondati e inammissibili, confermando la decisione della Corte di appello (che aveva integralmente confermato la sentenza di primo grado, salvo dichiarare estinto per prescrizione il reato ex art.337 c.p. in relazione a Francesco Francese). La Cassazione ha ritenuto adeguata e coerente la motivazione di merito, valorizzando la combinazione di dichiarazioni testimoniali, il proiettile rinvenuto nella vettura (identico per marca e calibro al bossolo rinvenuto sul luogo degli spari) e le immagini di videosorveglianza che raffiguravano Pecoraro mentre impugnava una pistola. Quanto alla resistenza, la Corte ha confermato che la fuga a forte velocità e contromano integra la violenza del reato di resistenza. Per effetto della declaratoria di inammissibilità sono state poste a carico dei ricorrenti le spese e il pagamento, in favore della Cassa delle ammende, di una somma equitativamente fissata (importo non indicato nel testo fornito).

Norme richiamate

Massime di principio

  • La cassazione non è sede per una nuova valutazione del merito probatorio: chi impugna deve spiegare un errore di diritto o un travisamento della prova tale da rendere illogica l'intera motivazione
  • La prova della detenzione o uso di un'arma può fondarsi su elementi indiziari convergenti (testimoniali, riscontri materiali come bossoli/proiettili, immagini di videosorveglianza) anche se non è stato identificato il modello dell'arma
  • La fuga in auto con condotta pericolosa (alta velocità, contromano) può integrare la violenza necessaria per il reato di resistenza a pubblico ufficiale
  • L'attenuante della minima partecipazione richiede che il contributo del coautore sia marginale e causalmente trascurabile; la mera minore efficacia non è sufficiente
  • La causa di non punibilità per particolare tenuità può essere esclusa sulla base di valutazioni di merito riguardanti la non occasionalità o la pericolosità della condotta; tale esclusione non è facilmente sindacabile in cassazione se adeguatamente motivata
  • Per contestare la carenza di motivazione in cassazione occorre evidenziare macroscopiche incongruenze o illogicità evidenti nella motivazione di merito

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