Sentenza del 24/06/2015 n. 13060 - Corte di Cassazione
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
Prevale l’amministrazione
La controversia
La società ha impugnato in Cassazione la sentenza n. 125/50/13 della Commissione Tributaria Regionale della Campania, depositata il 3 aprile 2013, che aveva accolto gli appelli riuniti dell’Agenzia delle Entrate e di Equitalia Sud, riformato la decisione favorevole della Commissione Tributaria Provinciale di Napoli e respinto il ricorso contro la cartella n. (OMISSIS). La cartella chiedeva 1.754.987,41 euro per IVA, IRAP e IRES relative al 2006, dovuti dalla società scissa Istituto di Vigilanza Pxxxxxx Lxxx Vxxxxxx S.r.l. e richiesti alla società beneficiaria quale coobbligata in solido. La contribuente ha proposto tre motivi di ricorso, ma la Corte non li ha esaminati nel merito perché il concessionario aveva eccepito la tardività dell’impugnazione.
La decisione
La Corte di cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso: la sentenza della CTR era stata depositata il 3 aprile 2013 e il ricorso è stato notificato ai resistenti l’8 ottobre 2014, oltre il termine semestrale previsto dall’art. 327 c.p.c. La questione della responsabilità della società beneficiaria e i tre motivi di ricorso non sono stati quindi decisi nel merito. La contribuente è stata condannata a rimborsare le spese, liquidate in 7.000 euro per ciascuna parte, oltre alle spese forfetarie e agli accessori in favore del concessionario e alle spese prenotate a debito in favore dell’Agenzia. È stato inoltre dato atto dei presupposti per il versamento dell’ulteriore contributo unificato, pari a quello dovuto per il ricorso principale.
Norme richiamate
L'eccezione è fondata, giacchè il ricorso è stato notificato ad entrambi i resistenti l'8 ottobre 2014 e quindi ben oltre i sei stabiliti dall'art. 327 c.p.c..
La Corte applica il termine semestrale per impugnare, decorrente dal deposito della sentenza, e dichiara tardivo il ricorso notificato oltre tale termine.
D.Lgs. n. 546 del 1992, artt. 51 e 62
La decisione richiama queste disposizioni, insieme all’art. 327 c.p.c., per individuare i termini d’impugnazione applicabili nel processo tributario; la declaratoria di tardività è però motivata specificamente sulla scadenza del termine semestrale.
D.P.R. 30 maggio 2002, n. 115, art. 13, commi 1-bis e 1-quater
In caso di ricorso dichiarato inammissibile, sussistendone i presupposti, il ricorrente deve versare un ulteriore contributo unificato pari a quello dovuto per il ricorso principale.
Massime di principio
- Nel giudizio tributario, il ricorso per cassazione deve essere notificato entro il termine semestrale applicabile dalla pubblicazione della sentenza, salvo termini diversi o cause di interruzione rilevanti: il superamento del termine può comportare l’inammissibilità senza esame delle censure di merito.
- Quando il ricorso è dichiarato inammissibile, la parte soccombente può essere condannata alle spese processuali e, ricorrendone i presupposti, al pagamento dell’ulteriore contributo unificato.
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