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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 28883/2025 del 05/08/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

i ricorrenti impugnavano la sentenza della Corte di appello di Catania che aveva, in parziale riforma del provvedimento del G.U.P., dichiarato "non doversi procedere" nei confronti di due imputati per il reato di cui agli artt. 110 e 582 cod. pen. (capo 2) e nei confronti di un imputato per l'art. 4, l. n. 110/1975 (capo 5), nonché aveva rideterminato la pena per tutti e tre gli imputati in accoglimento del concordato intercorso tra le parti. I ricorrenti contestavano, tra l'altro, profili di legittimità costituzionale e procedure di ammissibilità del ricorso di cassazione (richiamando anche norme processuali come l'art. 610, comma 5-bis, cod. proc. pen.), e la mancata valutazione di condizioni di proscioglimento ex art. 129 cod. proc. pen.

La decisione

la Corte di Cassazione ha dichiarato i ricorsi inammissibili. Ha inoltre ritenuto manifestamente infondata la questione di legittimità costituzionale sollevata con riguardo alla presunta violazione degli artt. 24 e 111 Cost. correlata all'art. 610, comma 5-bis, cod. proc. pen., richiamando la giurisprudenza che consente alla Corte di cassazione di dichiarare l'inammissibilità senza formalità quando ricorrano palesi difformità dal modello legale o incidenza su provvedimenti derivanti da negoziazione; ha altresì ricordato l'esistenza del rimedio del ricorso straordinario ex art. 625-bis cod. proc. pen. per il recupero delle garanzie difensive. In definitiva la Cassazione ha confermato l'esito processuale impugnato (compresa l'accoglimento del concordato e la rideterminazione delle pene) e ha rigettato i motivi di censura come manifestamente infondati o inammissibili.

Norme richiamate

  • artt. 110 e 582 cod. pen.

    i reati contestati (concorso in reato e specifica fattispecie prevista dall'art. 582) sono stati oggetto di dichiarazione di non doversi procedere per taluni imputati e hanno inciso sul calcolo della pena nel concordato

  • art. 4, legge n. 110 del 1975

    la fattispecie di reato prevista dalla legge sulle armi era contestata a uno degli imputati (capo 5) e ha dato luogo a dichiarazione di non doversi procedere nei termini indicati dalla Corte territoriale

  • art. 611, comma 1, cod. proc. pen.

    la trattazione del ricorso è avvenuta con procedimento scritto, ai sensi della norma richiamata, e la Corte ha esaminato i motivi nel contraddittorio scritto

  • art. 610, comma 5-bis, cod. proc. pen.

    la norma, che prevede la dichiarazione di inammissibilità per palesi difformità del ricorso dal modello legale o per incidenza su provvedimenti derivanti da negoziazione, è stata ritenuta compatibile con la Costituzione; la Corte ha ritenuto manifestamente infondata la questione di legittimità costituzionale sollevata

  • art. 625-bis, cod. proc. pen.

    indicata come rimedio straordinario per il pieno recupero delle garanzie della difesa e del contraddittorio qualora ricorrano i presupposti per la dichiarazione di inammissibilità senza formalità

  • art. 129, cod. proc. pen.

    la Corte ricorda che l'eventuale mancata valutazione delle condizioni di proscioglimento ex art. 129 va esaminata nei termini di giurisprudenza (se richiamata) e può essere oggetto di censura, ma nel caso esaminato la questione non ha superato il vaglio di ammissibilità

  • artt. 24 e 111 Cost.

    gli artt. 24 e 111 Cost. (diritto di difesa e ragionevole durata del processo/garanzie processuali) sono stati invocati nella questione di legittimità costituzionale; la Corte ha ritenuto che la disciplina processuale impugnata non violi tali princìpi, poiché il legislatore può graduare le forme e i livelli del contraddittorio a condizione che il diritto di difesa resti garantito

Massime di principio

  • Quando è stato concluso un concordato/accordo negoziato tra le parti (plea bargain), gli elementi di fatto e le qualificazioni condivise dalle parti influenzano il calcolo della pena e limitano le contestazioni possibili in sede di legittimità, rendendo più difficile ottenere l'annullamento per questioni fattuali già accettate dalle parti
  • La Corte di cassazione può dichiarare un ricorso inammissibile senza formalità quando sussistono palesi difformità dal modello legale o incidenza su provvedimenti derivanti da negoziazione; questa scelta è compatibile con la Costituzione purché rimangano disponibili rimedi (es. ricorso straordinario ex art. 625-bis) per garantire il diritto di difesa
  • Le questioni di legittimità costituzionale sollevate come preliminari vengono valutate rapidamente e possono essere dichiarate manifestamente infondate se la normativa impugnata assicura rimedi e garanzie alternative
  • Gli eventuali profili attinenti alla mancata valutazione di condizioni di proscioglimento ex art. 129 cod. proc. pen. devono essere sollevati e motivati correttamente; talune questioni possono essere ritenute rilevabili d'ufficio ma la loro valutazione segue la giurisprudenza consolidata
  • In situazioni analoghe, il difensore deve verificare la conformità formale del ricorso al modello legale e considerare l'esistenza di rimedi straordinari prima di invocare la violazione dei diritti fondamentali, per evitare la declaratoria di inammissibilità per deficienze formali o per questioni derivanti da negoziazione

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