Cassazione Penale, Sentenza n. 28547/2025 del 05/08/2025
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Cambareri, in qualità di legale rappresentante della D & D Transport Sas, è stata imputata del reato previsto dall'art. 2 del d.lgs. n. 74/2000 per avere, nelle dichiarazioni fiscali relative agli anni 2014 e 2015, indicato elementi passivi fittizi documentati da fatture riferite a operazioni in tutto o in parte inesistenti. In Cassazione la difesa ha proposto due motivi: (1) insufficienza ed inadeguatezza della prova a carico, censurando la valutazione dei giudici di merito; (2) errata esclusione della causa di non punibilità per particolare tenuità ex art. 131-bis c.p., poiché la condotta non sarebbe abituale.
La decisione
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso. Ha ritenuto legittima e sufficientemente motivata la valutazione della Corte di appello, fondata su elementi indiziari ritenuti gravi, precisi e concordanti: fatture descritte in modo vago e generico, fatture non pagate, mancanza di prova documentale o testimoniale dell'effettiva esecuzione delle prestazioni e la circostanza che una seconda fattura sia stata emessa dopo il mancato pagamento della prima. Quanto all'art. 131-bis c.p., la Cassazione ha condiviso l'esclusione della non punibilità perché le condotte erano ripetute su due annualità distinte e la ricorrente aveva già beneficiato in altra occasione della causa di non punibilità per reati fiscali, indizio di abitualità. Il rigetto comporta la conferma della condanna (pena di 1 anno e 3 mesi di reclusione con benefici doppi già concessi in primo grado) e l'incombente per la ricorrente del pagamento delle spese processuali ai sensi dell'art. 616 c.p.p.
Norme richiamate
d.lgs. n. 74 del 2000, art. 2
Norma che incrimina l'impiego di fatture o altri documenti per operazioni inesistenti per l'infedeltà delle dichiarazioni fiscali; applicata anche quando le fatture siano materialmente false o falsificate da terzi.
codice penale, art. 131-bis
Causa di esclusione della punibilità per particolare tenuità del fatto; la Corte ne ha escluso l'applicabilità perché ha ritenuto sussistente l'abitualità/ ripetitività del comportamento, valutando anche precedenti benefici concessi alla stessa imputata.
codice di procedura penale, art. 616
Norma che regola la condanna alle spese processuali in caso di rigetto del ricorso; applicata per imporre le spese alla ricorrente.
Corte di cassazione, Sez. III, 11 febbraio 2019, n. 6360
Corte di cassazione, Sez. III, 11/02/2019, n. 6360
Giurisprudenza citata sul fatto che il reato si configura sia quando fatture false sono emesse da terzi sia quando sono direttamente formate da chi le usa; la natura della falsità (materiale o ideologica) non esclude la punibilità.
Corte di cassazione, Sezioni unite penali, 12 maggio 2022, n. 18891
Sezioni unite, 12/05/2022, n. 18891
Principi richiamati in merito alla valutazione della particolare tenuità e alla necessità di considerare modalità, periodo temporale e contesto delle condotte nel decidere sull'abitualità.
Corte di cassazione, Sez. III, 29 gennaio 2018, n. 4123
Sez. III, 29/01/2018, n. 4123
Giurisprudenza che ammette la considerazione di comportamenti successivi alla commissione del reato ai fini della valutazione della non abitualità per l'art. 131-bis.
Corte di cassazione, Sez. VI, 31 ottobre 2023, n. 43941
Sez. VI, 31/10/2023, n. 43941
Riferimento a decisioni che valutano la ripetizione di illeciti di identica indole come elemento che aggrava la valutazione complessiva dell'offesa e ostacola l'applicazione della non punibilità.
Massime di principio
- Elementi indiziari gravi, precisi e concordanti possono fondare una condanna: la loro presenza legittima inferenze sulla falsità di fatture anche in assenza di prova diretta dell'esecuzione delle prestazioni.
- La mancata prova, da parte dell'imputato, dell'effettiva esecuzione delle prestazioni documentate costituisce un dato probatorio rilevante e non configura di per sé inversione dell'onere della prova; chi contesta gli indizi deve produrre elementi idonei a neutralizzarli.
- La circostanza che fatture non siano state pagate e che una seconda fattura sia emessa dopo il mancato pagamento della prima è indizio di possibili accordi fraudolenti o di inesistenza dell'operazione.
- Per l'applicazione dell'art. 131-bis c.p. occorre valutare la non abitualità della condotta anche considerando la ripetizione in annualità diverse e comportamenti successivi: precedenti benefici per reati simili possono ostacolare il riconoscimento della particolare tenuità.
- Non rileva, ai fini della configurabilità del reato fiscale, se la fattura falsa sia stata materialmente emessa da terzi o direttamente formata da chi l'ha utilizzata: in entrambi i casi può sussistere il reato previsto dal d.lgs. n. 74/2000.
- La verifica della particolare tenuità richiede un giudizio complessivo che prenda in considerazione modalità, periodo temporale e ampiezza dell'offesa; pluralità di atti simili e continuità possono escludere la non punibilità.
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