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Cassazione Penale, Ordinanza n. 11891/2025 del 25/03/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (pubblico ministero)

La controversia

L'imputato ha impugnato la sentenza della Corte di appello che, confermando la condanna di primo grado, lo ha ritenuto responsabile della guida in stato di ebbrezza nella forma più grave. Con un unico motivo di ricorso ha dedotto violazione di legge per il mancato riconoscimento della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto ex art. 131-bis c.p., sostenendo implicitamente che, per le modalità del fatto, l'offesa sarebbe stata di minima entità. La Corte di cassazione ha ritenuto il motivo manifestamente infondato, osservando che i giudici di merito avevano valorizzato elementi ostativi alla tenuità, in particolare il tasso alcolemico riscontrato, ricondotto alla più grave ipotesi prevista dalla norma, e la condotta di guida che aveva provocato ingenti danni al veicolo tamponato.

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso. Ha ritenuto corretta la valutazione della Corte di appello sul diniego della particolare tenuità del fatto, perché fondata su una valutazione complessiva delle modalità della condotta, del grado di colpevolezza e dell'entità dell'offesa, non illogica né arbitraria e quindi insindacabile in sede di legittimità. Conseguentemente ha condannato il ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma di euro 3.000 in favore della Cassa delle ammende ai sensi dell'art. 616 c.p.p.

Norme richiamate

  • art. 186, comma 2, lett. c), e comma 2-bis, d.lgs. 30 aprile 1992, n. 285

    comma 2, lett. c) e comma 2-bis

    Norma incriminatrice della guida in stato di ebbrezza nella più grave fascia di tasso alcolemico; il dato del tasso riscontrato è stato considerato ostativo al riconoscimento della particolare tenuità del fatto.

  • art. 131-bis c.p.

    La causa di esclusione della punibilità richiede una valutazione complessa e congiunta di tutte le peculiarità del fatto concreto; nel caso concreto è stata esclusa per l'assenza di particolare tenuità dell'offesa.

  • art. 133, comma 1, c.p.

    ai sensi dell'art. 133, comma primo, cod. pen.

    È il parametro di riferimento per apprezzare modalità della condotta, grado di colpevolezza ed entità del danno o del pericolo ai fini del giudizio di particolare tenuità.

  • art. 616 c.p.p.

    In caso di inammissibilità del ricorso, comporta la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una somma in favore della Cassa delle ammende, salvo esonero non ravvisato nel caso concreto.

Massime di principio

  • Il riconoscimento della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto richiede una valutazione complessiva e non atomistica di tutte le circostanze concrete del reato, con riferimento alle modalità della condotta, al grado di colpevolezza e all'entità del danno o del pericolo.
  • La particolare tenuità del fatto può essere esclusa quando il dato oggettivo della condotta evidenzi un'offesa non minima, come nel caso di un tasso alcolemico collocato nella fascia più grave e di una guida che abbia provocato danni significativi.
  • La valutazione di merito sul diniego dell'art. 131-bis c.p., se sorretta da argomentazioni non arbitrarie né illogiche, non è censurabile in sede di legittimità.
  • La declaratoria di inammissibilità del ricorso comporta, salvo cause di esonero, la condanna del ricorrente alle spese processuali e al versamento di una somma alla Cassa delle ammende.

Come è indicizzato

MaterieGuida in stato di ebbrezzaCause di non punibilitàImpugnazioni
RamiReati stradaliParte generaleProcesso penale
IstitutiParticolare tenuità del fatto

Testo integrale

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