Cassazione Penale, Sentenza n. 37158/2025 del 13/11/2025
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
Impugnazione dell'ordinanza del Tribunale di Palermo che aveva rigettato l'istanza di riesame avverso l'applicazione della misura cautelare della custodia in carcere per il reato di associazione mafiosa (art. 416-bis c.p.). Il ricorrente deduceva insufficienza del grave quadro indiziario e la mancanza di un apporto causale idoneo a configurare partecipazione associativa, sostenendo di essere stato mero depositario di confidenze e di aver agito in interesse personale/contrattuale, non del sodalizio; inoltre rilevava che la pregressa condanna non prova la persistenza del vincolo associativo.
La decisione
Il ricorso è stato rigettato. La Corte ha confermato che, ai fini cautelari, è sufficiente un giudizio prognostico di ragionevole e alta probabilità di responsabilità fondato su elementi idonei a sostenere tale giudizio. Il provvedimento impugnato è stato ritenuto logico e coerente: il giudice di merito aveva motivato in concreto la sussistenza degli elementi di partecipazione (condivisione di notizie riservate dell'associazione, interlocuzione fattiva su autorizzazioni lavori e controversie legate ai cantieri, riconoscimento della considerazione del Parisi tra le famiglie criminali, e precedente condanna per analogo reato). La Corte ha sottolineato il principio per cui la partecipazione associativa può consistere anche in contributi di secondaria importanza, purché concreti e causalmente rilevanti; ha inoltre precisato che la valutazione della legittimità si limita a verificare la coerenza e la non manifestata illogicità delle ragioni del giudice di merito, senza rientrare nel merito della valutazione probatoria. Il ricorrente è stato condannato alle spese processuali.
Norme richiamate
Il comma 3 contiene la presunzione operativa in materia cautelare; la Corte ha ritenuto che, in presenza di gravi indizi, la delibazione cautelare può fondarsi su elementi idonei a sostenere il giudizio prognostico di elevata probabilità di responsabilità.
Le esigenze cautelari di cui alle lett. a) e c) (pericolo di fuga, inquinamento delle prove, o reiterazione del reato) sono state ritenute sussistenti concretamente dal giudice di merito e confermate in sede di legittimità.
Norma che definisce il delitto di associazione di tipo mafioso; l'imputazione contestata al ricorrente era la partecipazione alla famiglia mafiosa di Uditore (Cosa nostra) nei commi richiamati.
Richiamato in ordine agli adempimenti della cancelleria per le comunicazioni obbligatorie connesse al provvedimento adottato.
Massime di principio
- Per le misure cautelari in reati associativi (es. art. 416-bis) il giudizio è prognostico: è sufficiente la sussistenza di gravi indizi che rendano ragionevolmente probabile la responsabilità, senza che sia necessario il pieno accertamento probatorio.
- La partecipazione associativa ha forma libera: anche contributi di secondaria rilevanza possono integrare il reato purché siano concreti, apprezzabili causalmente e idonei a rafforzare o favorire il sodalizio.
- La mera contiguità o simpatia verso soggetti mafiosi non è sufficiente; occorre dimostrare atti fattivi di militanza o una stabile messa a disposizione nei confronti dell'associazione.
- Il giudice di legittimità verifica la non manifesta illogicità e la coerenza dell'apparato motivazionale del giudice di merito, ma non rientra nell'apprezzamento antropologico dei fatti o nella valutazione dell'attendibilità delle prove, riservati al merito.
- La presenza di una condanna anteriore per analogo reato è un elemento rilevante, ma non determinante di per sé; va valutata insieme al complesso degli altri indizi.
- In sede cautelare la valutazione deve essere globale: singoli elementi indiziari, pur non decisivi isolatamente, possono concorrere a formare un quadro indiziario grave se letti unitariamente.
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