Cassazione Penale, Sentenza n. 32529/2025 del 02/10/2025
Sintesi
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Favorevole al ricorrente
La controversia
Il Procuratore Generale ha impugnato la sentenza del Tribunale di Salerno che aveva dichiarato non doversi procedere per difetto della condizione di procedibilità (querela) in relazione al reato di furto di energia elettrica. Il motivo addotto è che il capo di imputazione conteneva, oltre alla sottrazione di energia all'ENEL, un esplicito riferimento all'allaccio diretto alla rete comunale di distribuzione, elemento idoneo a qualificare l'energia come bene destinato a pubblico servizio (circostanza aggravante ex art. 625, co.1, n.7 c.p.), il quale rende il reato procedibile d'ufficio anche dopo la riforma (d.lgs. 10/10/2022, n.150). In secondo luogo era in discussione la validità della contestazione in udienza della circostanza aggravante intervenuta dopo lo spirare del termine per la querela.
La decisione
La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso del Procuratore Generale, annullando la sentenza impugnata e rinviando il procedimento al Tribunale di Salerno in diversa composizione per un nuovo giudizio. La Corte ha ritenuto che la circostanza aggravante della destinazione del bene a pubblico servizio ha natura valutativa ma, nel caso concreto, il capo di imputazione era formulato con elementi descrittivi (allaccio alla rete comunale) sufficienti a rendere manifesto all'imputato l'aggravamento contestato e dunque idonei a garantire l'esercizio del diritto di difesa; pertanto il delitto resta procedibile d'ufficio. La Corte ha altresì richiamato la modifica normativa operata dalla legge 9 agosto 2024, n.114 (c.d. legge Nordio) sull'appellabilità delle sentenze di proscioglimento e ha osservato che, pur essendo limitato il potere di appello del pubblico ministero per talune proscioglimenti, il Procuratore Generale conserva il potere di ricorrere per cassazione ex art. 608 c.p.p., potere esercitato nel caso di specie.
Norme richiamate
Disciplina la fattispecie base del furto; la decisione richiama l'articolo come riferimento alla condotta contestata (impossessamento di energia elettrica).
art. 625 c.p., co.1, n.7 (circostanza aggravante)
art. 625, comma 1, n. 7) c.p.
La Corte conferma che la circostanza aggravante relativa a cose destinate a pubblico servizio ha natura valutativa e, se adeguatamente contestata nell'imputazione, rende il furto procedibile d'ufficio.
d.lgs. 10/10/2022, n.150 (riforma 'Cartabia')
art. 2, co.1, lett. i) del d.lgs. n.150/2022 (sostituzione art. 624 co.3 c.p.)
Ha introdotto la regola generale della procedibilità a querela per il furto, ma conserva eccezioni per le aggravanti (tra cui la destinazione a pubblico servizio) che mantengono la perseguibilità d'ufficio.
legge 9/8/2024, n.114 (c.d. legge Nordio)
modifica art. 593, co.2 c.p.p.; pubblicata G.U. 10/08/2024 n.187, in vigore 25/08/2024
Ha limitato il potere di appello del pubblico ministero contro alcune sentenze di proscioglimento (art. 550, commi 1 e 2 c.p.p.), ma non ha toccato il potere del Procuratore Generale di proporre ricorso per cassazione ex art. 608 c.p.p.
Richiamato in relazione alla riforma che limita l'appellabilità delle sentenze di proscioglimento da parte del PM per taluni reati.
Norma che regola il ricorso immediato per cassazione esercitabile dalla parte che ha diritto di appellare; la Corte osserva che, con le modifiche, il pubblico ministero non può più esercitare sempre tale rimedio per quei proscioglimenti inappellabili.
Preserva il potere del Procuratore Generale di proporre ricorso per cassazione contro sentenze di proscioglimento inappellabili, potere esercitato nel caso in esame.
Richiamato in relazione alla trasmissione degli atti al giudice di merito per il nuovo giudizio dopo annullamento in cassazione.
art. 550 commi 1 e 2 c.p.p.
Elencano categorie di reati per i quali, dopo la legge Nordio, il pubblico ministero non può appellare i proscioglimenti; il furto aggravato rientra in detta disciplina come rilevante per il quadro processuale menzionato.
Convenzione Europea dei Diritti dell'Uomo, art. 6, par.3, lett. a)
art. 6, par. 3, lett. a) CEDU
Richiama il principio del giusto processo secondo cui l'imputato deve essere adeguatamente informato della natura e dei motivi dell'accusa, a supporto della necessità di una adeguata formulazione dell'imputazione anche per le aggravanti.
Sez. U. n. 24906 del 18/04/2019 (Sorge)
Sezioni Unite, sent. Sorge, n.24906/2019
Giurisprudenza richiamata per il principio che le aggravanti di natura valutativa richiedono una specifica indicazione nell'imputazione salvo che l'elemento sia auto-evidente; sancisce l'esigenza di informazione adeguata per la difesa.
Massime di principio
- La circostanza aggravante 'cose destinate a pubblico servizio' ha natura valutativa: non sempre può essere desunta automaticamente dal fatto materiale; occorre valutare la concreta destinazione del bene nel caso concreto.
- Quando il capo di imputazione contiene descrizioni fattuali chiare (es. collegamento/allaccio alla rete comunale di distribuzione), tali elementi possono rendere adeguata la contestazione in fatto della destinazione a pubblico servizio e permettere la perseguibilità d'ufficio del reato anche dopo la riforma Cartabia.
- Se nell'imputazione la natura pubblicistica del bene non è esposta in modo esplicito o equivalente, la contestazione in udienza successiva (o l'aggiunta per 'sorpresa') può essere inefficace e comprimere il diritto di difesa; in tali casi la difesa può ottenere il proscioglimento per difetto di procedibilità.
- Il giudice di legittimità può esaminare direttamente il contenuto dell'imputazione come fatto processuale per determinare se la contestazione della circostanza aggravante era originariamente válida.
- Dopo la legge Nordio (2024) il potere di appello del PM contro alcuni proscioglimenti è limitato, ma il Procuratore Generale conservaa la possibilità di ricorrere in Cassazione contro sentenze inappellabili ai sensi dell'art. 608 c.p.p.; pertanto, prima di ritenere concluso un proscioglimento, verificare se sia stato proposto ricorso dal Procuratore Generale.
- In situazioni analoghe è essenziale documentare e allegare già nell'imputazione elementi che qualificano la destinazione pubblicistica del bene (es. riferimento alla rete pubblica, all'ente gestore, alla funzione pubblica) per evitare discussioni sulla procedibilità.
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