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Cassazione Penale, Ordinanza n. 25893/2026 del 10/07/2026

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (pubblico ministero)

La controversia

La sentenza di appello aveva confermato l'affermazione di responsabilità per un reato in materia di stupefacenti. Il ricorso per cassazione contestava la ricostruzione del fatto, la valutazione delle prove e la qualificazione giuridica della condotta, sostenendo in sostanza che dovesse trovare applicazione l'ipotesi di lieve entità. La Corte di cassazione ha ritenuto i motivi inammissibili perché sostanzialmente reiterativi delle censure già proposte in appello e diretti a ottenere una nuova valutazione del compendio probatorio e del merito, attività preclusa in sede di legittimità. La Corte ha inoltre ritenuto congrua la motivazione sul diniego della fattispecie lieve, valorizzando il dato quantitativo e qualitativo delle sostanze, il modus operandi monitorato dalla polizia giudiziaria, la sistematicità della condotta e l'entità dei proventi, elementi indicativi di un notevole volume d'affari. È stato ritenuto adeguatamente motivato anche il trattamento sanzionatorio, compreso il diniego delle attenuanti generiche.

La decisione

Il ricorso è stato dichiarato inammissibile. La Corte ha escluso la fondatezza delle doglianze, osservando che esse investivano apprezzamenti di fatto e valutazioni probatorie riservate al giudice di merito, il cui ragionamento è stato ritenuto logico e congruo. Conseguentemente il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e della somma di euro 3.000 in favore della Cassa delle ammende ex art. 616 c.p.p., non essendo emerse ragioni di esonero.

Norme richiamate

  • art. 73, comma 5, d.P.R. 309/90

    l'ipotesi di lieve entità

    La fattispecie lieve è esclusa quando, per quantità e qualità della sostanza, modalità della condotta, sistematicità e proventi ricavati, il fatto esprima un'attività di non trascurabile consistenza e un notevole volume d'affari.

  • art. 133 c.p.

    I criteri di commisurazione della pena e di valutazione delle attenuanti generiche sono rimessi al giudizio di merito e sono censurabili in cassazione solo se il ragionamento sia arbitrario o manifestamente illogico.

  • art. 616 c.p.p.

    In caso di inammissibilità del ricorso segue la condanna del ricorrente alle spese processuali e, in mancanza di cause di esonero, al versamento di una somma in favore della Cassa delle ammende.

Massime di principio

  • Nel giudizio di legittimità non sono proponibili censure che mirino a una nuova ricostruzione del fatto o a una diversa valutazione del materiale probatorio, poiché tali apprezzamenti appartengono al giudice di merito.
  • La motivazione della sentenza di merito è sufficiente anche quando sia sintetica o implicita, purché dia conto in modo non manifestamente illogico della decisione adottata.
  • L'ipotesi di lieve entità in materia di stupefacenti va esclusa quando il dato quantitativo e qualitativo della sostanza, le modalità della condotta, la sistematicità dell'azione e l'entità dei profitti indicano una attività non occasionale e di apprezzabile consistenza.
  • Le attenuanti generiche e il giudizio di bilanciamento sono valutazioni discrezionali del giudice di merito, sindacabili in cassazione solo in presenza di arbitrarietà o manifesta illogicità.
  • L'inammissibilità del ricorso comporta la condanna del ricorrente alle spese processuali e, ove non vi siano ragioni di esonero, al pagamento della sanzione pecuniaria in favore della Cassa delle ammende.

Come è indicizzato

MaterieSpaccioImpugnazioni
RamiStupefacentiProcesso penale
SottomaterieLieve entità
IstitutiOnere della prova

Testo integrale

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