Cassazione Penale, Sentenza n. 45984/2022 del 05/12/2022
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
Impugnazione dell'ordinanza del Tribunale del riesame che aveva esteso la misura cautelare della custodia in carcere a carico del Mazzola anche per i reati indicati ai capi 20 (cessione di stupefacenti), 35 (detenzione illegale di arma comune da sparo) e 36 (porto in luogo pubblico di arma da sparo illegalmente detenuta). Il ricorrente deduceva nullità/erronea applicazione della legge penale per motivazione contraddittoria e insufficientemente specifica degli indizi: in particolare contestava che la frase intercettata «quaranta ero abbiamo fatto oggi» non fosse idonea ad attribuire a lui la cessione di stupefacenti (capo 20) e che il brevissimo riferimento al 'revolver' nella conversazione non fosse sufficiente a sostenere le accuse relative all'arma, non essendo dimostrata la compatibilità con la pistola rinvenuta (capo 35-36).
La decisione
La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile ritenendo che il Tribunale del riesame avesse fornito motivazione adeguata e logica sui gravi indizi di colpevolezza. La Corte ha confermato che, in sede cautelare, è sufficiente un giudizio di qualificata probabilità (gravi indizi) e non si richiedono i criteri di precisione e concordanza propri dell'art.192 c.p.p. per il giudizio di merito. Ha quindi respinto le censure del ricorrente, condannandolo al pagamento delle spese processuali e al versamento di euro 3.000,00 in favore della Cassa delle ammende; ha disposto l'inoltro degli atti alla Cancelleria per gli adempimenti di cui all'art.94, comma 1-ter disp. att. c.p.p.
Norme richiamate
Norma di riferimento per l'adozione della misura cautelare; la Corte ricorda che per la custodia cautelare sono richiesti 'gravi indizi di colpevolezza' e interpreta tale nozione come standard meno rigoroso rispetto a quello probatorio richiesto per la decisione di merito.
La Corte distingue la nozione di 'indizi' per il giudizio di merito (art.192, comma 2, che richiede precisione e concordanza) dalla nozione di 'gravi indizi' ai fini cautelari; per la custodia cautelare non si esige lo stesso livello di precisione e concordanza.
d.P.R. n. 309 del 1990, art. 73, commi 1 e 4
Norme che regolano le fattispecie di reato in materia di stupefacenti contestate (cessione/detenzione); citate perché costituenti capo di imputazione (capo 20). Nessuna interpretazione giuridica specifica aggiunta oltre a riconoscere che la contestazione si fonda su intercettazioni e contesto.
Norma sul concorso di persone nel reato; citata tra le imputazioni ma non oggetto di specifica interpretazione nel provvedimento impugnato.
Norma relativa alla ricettazione (reato connesso alla detenzione di veicolo provento di furto menzionato nei capi): citata nell'incolpazione ma non oggetto di specifico approfondimento nella decisione di legittimità.
Norma sul concorso di reati/reati continuati, richiamata nell'incolpazione; inserita tra le norme oggetto delle contestazioni, senza ulteriore analisi di merito nella sentenza.
art. 94, comma 1-ter, disp. att. cod. proc. pen.
Norma procedurale cui la Corte rinvia per gli adempimenti di trasmissione/cancelleria successivi alla decisione.
Massime di principio
- La Corte di Cassazione, nel giudizio sul provvedimento cautelare, controlla solo la presenza di ragioni giuridicamente significative e l'assenza di illogicità manifeste nella motivazione, non riesamina i fatti o riformula valutazioni probatorie del giudice di merito.
- Per l'applicazione di misure cautelari personali è sufficiente un giudizio di 'qualificata probabilità' (gravi indizi): il requisito probatorio è meno stringente rispetto a quello richiesto per la condanna (non si richiedono precisione e concordanza degli indizi come per l'art.192 c.p.p.).
- Intercettazioni e il loro contesto possono avere efficacia probatoria in sede cautelare: riferimenti a somme di denaro o conversazioni sistematiche su stupefacenti, anche se non dettagliate, possono contribuire a formare il giudizio di gravità indiziaria.
- Brevissimi accenni nelle conversazioni (es. domanda su un 'revolver') possono integrare elementi idonei ai fini cautelari se inseriti in un quadro indiziario coerente e se non emergono elementi contrari che ne smentiscano il significato.
- Per impugnare con successo una misura cautelare in Cassazione non è sufficiente offrire un'interpretazione alternativa dei fatti: occorre dimostrare che la motivazione del giudice di merito sia illogica, contraddittoria o priva di ragioni giuridicamente rilevanti.
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