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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 398/2023 del 10/01/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza che ha rigettato la richiesta di revoca del sequestro preventivo dell'area industriale disposta per sospetto inquinamento ambientale. Il ricorrente ha sostenuto che, mediante l'avvio del programma per ottenere l'Autorizzazione Integrata Ambientale (AIA) e con relazioni tecniche prodotte (incarico a ditta specializzata e nomina di tecnico responsabile), sarebbero venute meno le condizioni del fumus per i reati contestati (art. 452-bis c.p. e art. 256-bis d.lgs. 152/2006). Ha censurato la decisione del GIP e del Tribunale del riesame per non avere valutato adeguatamente la documentazione difensiva, per aver dato eccessivo rilievo alla relazione della Capitaneria di Porto, per non aver consentito la ripresa controllata dell'attività per verificare le misure adottate, e per non avere considerato questioni urbanistico-edilizie e la natura degli scarichi (acque di dilavamento vs. acque reflue industriali).

La decisione

La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto legittimo il sequestro preventivo eseguito sull'area a seguito di accertamento di combustione di rifiuti (24/02/2022) e ha ricordato che l'eventuale ottenimento dell'AIA non estingue i reati già commessi né elimina automaticamente il fumus per il sequestro. La Corte ha considerato congrua e non apparente la motivazione del Tribunale del riesame, fondata su atti di Polizia Giudiziaria e su un percorso logico valutabile nei limiti del controllo di legittimità. Ha inoltre escluso che la Corte di cassazione debba rientrare nel merito documentale oltre i limiti consentiti dall'art.325 c.p.p. Ha condannato il ricorrente al pagamento delle spese e, ai sensi dell'art.616 c.p.p., alla somma equitativamente determinata di euro 3.000,00 in favore della Cassa delle Ammende.

Norme richiamate

  • art. 452-bis cod. pen.

    Norma che incrimina l'inquinamento ambientale; la Corte conferma che il sequestro è motivato dal fumus di tale reato in relazione ad accertata combustione di rifiuti.

  • art. 256-bis, comma 1, d.lgs. n.152/2006

    Norma del Testo Unico ambientale riferita a specifiche condotte in tema di gestione rifiuti/emissioni; utilizzata per qualificare il quadro illecito che ha giustificato il sequestro.

  • art. 29 d.lgs. n.152/2006 (Autorizzazione Integrata Ambientale - AIA)

    L'AIA è strumento amministrativo che legittima l'esercizio dell'attività nel rispetto dei limiti ambientali; la Corte precisa che l'ottenimento dell'AIA non ha effetto automatico sull'illecito già posto in essere né sulla sussistenza del fumus per misure cautelari penali.

  • art. 29-quattuordecies d.lgs. n.152/2006

    Norma sanzionatoria collegata all'esercizio dell'attività senza il titolo autorizzatorio; la Corte distingue l'effetto amministrativo dell'AIA dall'incidenza penale sui fatti già commessi.

  • art. 452-decies cod. pen.

    Previsione del ravvedimento operoso che può avere rilevanza penale se attuato; la Corte indica che solo specifiche misure previste da questa norma possono incidere sui profili sanzionatori penali.

  • art. 452-undecies cod. pen.

    Regola sull'impossibilità di procedere alla confisca se sono state realizzate misure di messa in sicurezza/bonifica; la Corte richiede il rispetto delle condizioni sostanziali previste dalla disciplina penale per limitare effetti cautelari.

  • art. 322-bis cod. proc. pen.

    Norma citata nel motivo di ricorso (vizio di violazione di legge), richiamata quale parametro di censura; la Corte non ha ritenuto fondata la violazione di legge dedotta.

  • art. 325 cod. proc. pen.

    Limiti del sindacato in Cassazione sui motivi di doglianza (vizio di motivazione/travisamento della prova): la Corte ricorda che l'art.325 non consente di riportare l'esame di merito oltre i limiti processuali e che il ricorso non può trasformarsi in nuova valutazione documentale.

  • art. 616 cod. proc. pen.

    Norma sulla liquidazione delle spese in caso di inammissibilità del ricorso; la Corte ha condannato il ricorrente al pagamento di una somma equitativa a favore della Cassa delle Ammende.

  • art. 23, comma 8, D.L. n.137/2020

    Norma procedurale richiamata per la trattazione del ricorso; indicazione formale sul rito o sulla procedura adottata per il giudizio.

Massime di principio

  • L'ottenimento (o l'avvio) di un'autorizzazione amministrativa come l'AIA non cancella automaticamente responsabilità penali per fatti già posti in essere; per ottenere la revoca di misure cautelari è necessario dimostrare la sopravvenuta mancanza del fumus e del periculum concreto e attuale, con prove documentali aggiornate e verificabili.
  • Il giudice penale può fondare la propria decisione su atti di Polizia Giudiziaria; le doglianze sulla metodo/valutazione di tali atti devono essere specifiche e indicare come l'errore abbia inciso sulla decisione, altrimenti sono ritenute generiche e infondate.
  • In sede di Cassazione non è consentito un libero riesame probatorio: i motivi di ricorso devono riguardare vizi di diritto o irregolarità della motivazione nei termini consentiti dall'art.325 c.p.p.; non si possono riproporre integralmente valutazioni di merito già compiute.
  • Per ottenere il dissequestro in casi ambientali è spesso necessario produrre non solo piani o programmi amministrativi, ma anche evidenze pratiche di messa in sicurezza/bonifica, relazioni tecniche aggiornate e, se possibile, l'acquisizione di valutazioni ufficiali da autorità competenti che attestino l'assenza del periculum.
  • Le contestazioni tecnico-amministrative (es. qualificazione di acque di dilavamento vs. reflue) devono essere affrontate con chiari rilievi tecnici e normativi che dimostrino l'insussistenza della fattispecie penale; semplici affermazioni generiche non sono normalmente decisive.
  • Se si chiede la ripresa dell'attività sotto controllo dell'Autorità (proposta di esercizio controllato), è utile proporre misure concrete di monitoraggio e garanzie processuali (es. custodia giudiziaria, verifiche periodiche) e ottenere riscontri delle autorità competenti per aumentare le probabilità di successo.

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