Cassazione Penale, Sentenza n. 33559/2022 del 13/09/2022
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
Impugnazione della conferma della condanna per illecita coltivazione e detenzione di stupefacenti (due piante di cannabis, infiorescenze e gr. 8,5 lordi di hashish, fatto del 7.7.2017) dedotta in cassazione per: (I) vizio di motivazione e violazione di legge nella valutazione circa l'assenza del nesso di immediatezza tra la coltivazione e l'uso personale, contestando che gli elementi probatori non fossero sufficienti a escludere l'uso esclusivamente personale; (II) mancata concessione delle circostanze attenuanti generiche ex art. 62-bis cod. pen., nonostante la vita regolare e l'attività di artigiano dell'imputato e la specifica doglianza formulata in appello.
La decisione
La Corte di cassazione ha respinto il primo motivo ritenendo la motivazione di merito coerente e adeguata nella valutazione indiziaria di un uso non esclusivamente personale dello stupefacente. Ha invece accolto il secondo motivo: i giudici d'appello non hanno fornito alcuna argomentazione circa la specifica doglianza sulle attenuanti generiche, configurando un vizio per mancata motivazione ai sensi dell'art. 606, comma 1, lett. e), c.p.p. Perciò la sentenza è stata parzialmente annullata limitatamente alla valutazione dell'eventuale concedibilità delle attenuanti generiche e la causa è stata rinviata ad altra sezione della Corte d'Appello di Brescia; il ricorso è stato rigettato per il resto.
Norme richiamate
d.P.R. 309/1990, art. 73, commi 4 e 5
illecita coltivazione e detenzione di sostanze stupefacenti
La norma punisce la coltivazione e la detenzione di stupefacenti; nella concretizzazione del reato il giudice valuta se la condotta è idonea a integrare spaccio o è riconducibile a uso personale sulla base di elementi di fatto (quantità, modalità, finalità). Nel caso di specie la Corte ha ritenuto plausibilmente sussistenti indizi che escludono l'uso esclusivamente personale.
circostanze attenuanti generiche
Le attenuanti generiche devono essere valutate e adeguatamente motivate dal giudice; la mancata espressa considerazione di una specifica doglianza relativa alle attenuanti, quando decisiva per il trattamento sanzionatorio, configura vizio di motivazione.
art. 606, comma 1, lett. e), cod. proc. pen.
Consente la cassazione per motivazione insufficiente o mancante: la sentenza va annullata se manca argomentazione, anche implicita, in relazione a una doglianza decisiva sollevata dall'interessato in grado di influire sul trattamento sanzionatorio.
art. 173, comma 1, disp. att. cod. proc. pen.
Norma procedurale richiamata per la sintesi del motivo di ricorso in cassazione; disciplina sul contenuto e sulla forma dei motivi di impugnazione (consente la presentazione sintetica delle doglianze ai fini di cassazione).
Massime di principio
- La distinzione tra uso personale e finalità di spaccio si basa su una valutazione di merito (quantità, modalità di conservazione, altri elementi indiziari) che la Cassazione sindaca limitatamente alla presenza di motivazione plausibile.
- La mancata o insufficiente motivazione dei giudici di merito su una specifica doglianza relativa alle attenuanti generiche integra un vizio rilevante ai fini di cassazione (art. 606, co.1, lett. e) c.p.p.) e può determinare annullamento parziale con rinvio.
- Se la doglianza sulle attenuanti è decisiva per il trattamento sanzionatorio, il giudice d'appello è tenuto a esprimersi espressamente e con argomentazioni; la generica conferma della sentenza di primo grado non è sufficiente.
- La Cassazione non sostituisce il giudizio di merito quando la motivazione è coerente: conferma valutazioni probatorie plausibili, ma interviene quando mancano argomentazioni su punti decisivi.
- Il risultato pratico può essere una conferma della responsabilità sostanziale con una riapertura limitata della fase di merito solo sul punto motivazionale carente (es. rinnovata valutazione delle attenuanti).
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