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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 33553/2022 del 13/09/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione della sentenza della Corte d'Appello di Torino che aveva confermato la condanna per tentato furto aggravato (pena: cinque mesi e dieci giorni di reclusione e 412,00 euro di multa). Il ricorrente sosteneva che la Corte aveva errato nel negare la circostanza attenuante del "danno di speciale tenuità" (art. 62 n. 4 cod. pen.): essendosi trattato di un tentativo con immediata restituzione dei beni (alcune buste di pinoli), non si sarebbe verificato alcun danno e la valutazione non poteva basarsi sul danno ipotetico in caso di consumazione. Inoltre il ricorrente chiedeva di considerare il pregiudizio in rapporto al patrimonio complessivo della persona offesa (una società con rilevante patrimonio).

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile perché manifestamente infondato. Ha richiamato il principio consolidato delle Sezioni Unite (Sez. U, n. 28243/2013) secondo cui la circostanza attenuante del danno di speciale tenuità è applicabile anche al delitto tentato quando, dalle modalità del fatto e con un giudizio ipotetico, si possa dedurre con certezza che il danno patrimoniale sarebbe stato di rilevanza minima se il reato fosse stato consumato. Ha altresì precisato che, nella valutazione della speciale tenuità, oltre al valore intrinseco della cosa sottratta, vanno considerati i danni ulteriori derivanti dall'azione criminosa, ma non rileva la capacità patrimoniale della persona offesa. Conseguentemente la censura del ricorrente è stata respinta; il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e a versare 3.000 euro alla cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 62 n. 4 cod. pen.

    Si tratta della circostanza attenuante comune del "danno di speciale tenuità": la Corte ne conferma l'applicabilità anche al tentativo quando sia possibile desumere con certezza, in via ipotetica, che il danno sarebbe stato di rilevanza minima.

  • Sez. U, n. 28243 del 28/03/2013 (Zonni)

    "Nei reati contro il patrimonio, la circostanza attenuante comune del danno di speciale tenuità é applicabile anche al delitto tentato quando sia possibile desumere con certezza, dalle modalità del fatto e in base ad un preciso giudizio ipotetico che, se il reato fosse stato riportato al compimento, il danno patrimoniale per la persona offesa sarebbe stato di rilevanza minima"

    Decisione di legittimità che risolve il contrasto giurisprudenziale e autorizza l'applicazione dell'attenuante anche al tentativo, basando la valutazione su un giudizio ipotetico sul danno potenziale.

  • Sez. 4, n. 8530 del 13/02/2015 (Chiefari)

    Precisazione interpretativa secondo cui nella valutazione della speciale tenuità vanno considerati non solo il valore della cosa sottratta ma anche il valore complessivo del pregiudizio subito dalla persona offesa in conseguenza della sottrazione.

  • Sez. 2, n. 5049 del 22/12/2020 (Di Giorgio)

    Conferma che non rileva, ai fini della speciale tenuità, la capacità patrimoniale della persona offesa: non si deve rapportare il quantum del danno alla ricchezza del soggetto passivo.

Massime di principio

  • La circostanza attenuante del "danno di speciale tenuità" può essere riconosciuta anche per il delitto tentato se, dalle modalità del fatto, è possibile valutare con certezza che il danno sarebbe stato di entità trascurabile se il reato fosse stato consumato.
  • Nella valutazione della speciale tenuità occorre considerare non solo il valore economico della cosa sottratta, ma anche gli eventuali danni consequenziali provocati dall'azione criminosa; tuttavia non è pertinente valutare il danno in rapporto alla capacità economica della persona offesa.
  • Il semplice fatto che la sottrazione sia rimasta tentata e che i beni siano stati restituiti non esclude automaticamente l'applicabilità dell'attenuante: è necessario un giudizio ipotetico e preciso sul danno che si sarebbe prodotto in caso di consumazione.
  • Le censure fondate su errori di diritto già risolti dalla giurisprudenza di legittimità (Sezioni Unite) sono difficilmente ammissibili in Cassazione e possono portare alla declaratoria di inammissibilità per manifesta infondatezza.
  • Quando si valuti la speciale tenuità, il difensore deve fornire elementi concreti sulle modalità del fatto e sulle conseguenze reali o ipotetiche del reato per dimostrare la rilevabilità della attenuante.

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