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Cassazione Civile, Ordinanza n. 19011/2023 del 05/07/2023

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (proprietaria)

La controversia

I proprietari di un fondo gravato da servitù di passaggio hanno agito per ottenere lo spostamento del tracciato della servitù, deducendo che l’assetto esistente divideva in due il loro fondo e rendeva difficoltosa la coltivazione, in particolare impedendo il transito di macchine agricole. La controparte ha resistito sostenendo che il trasferimento della servitù le avrebbe arrecato un pregiudizio economico e reso più difficile l’esercizio del passaggio. In primo grado la domanda è stata accolta. In appello, la decisione è stata riformata con rigetto della domanda, ritenendo non allegati i presupposti dell’art. 1068 c.c. I ricorrenti in cassazione hanno dedotto: 1) omesso esame della questione di inammissibilità dell’appello ex art. 342 c.p.c.; 2) violazione dell’art. 1068 c.c., sostenendo che i presupposti per il trasferimento della servitù erano stati allegati e che il giudice avrebbe dovuto valutare discrezionalmente il contemperamento delle esigenze dei fondi; 3) omesso esame della consulenza tecnica, dalla quale il nuovo tracciato non avrebbe arrecato danni al fondo dominante e ne avrebbe aumentato il valore; 4) violazione degli artt. 183 e 814 c.p.c. per mancata ammissione di prove orali e documentali.

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso. Ha ritenuto inammissibile il primo motivo perché formulato in modo non coerente con il vizio denunciato e comunque privo di specifica indicazione del contenuto dell’eccezione e dell’atto in cui sarebbe stata proposta. Ha dichiarato inammissibile anche il secondo motivo per difetto di specificità e autosufficienza, poiché i ricorrenti si erano limitati a richiami generici agli atti di causa senza riprodurne il contenuto e senza dimostrare adeguatamente l’allegazione dei presupposti dell’art. 1068 c.c. I motivi terzo e quarto sono stati dichiarati assorbiti, perché dipendenti dall’accoglimento del secondo. Conseguentemente, i ricorrenti sono stati condannati in solido alle spese del giudizio di legittimità e al pagamento dell’ulteriore contributo unificato ove dovuto.

Norme richiamate

  • art. 1068 c.c.

    Il trasferimento della servitù richiede che il nuovo tracciato consenta un esercizio agevole al fondo dominante e che l’esercizio della servitù sul tracciato originario sia divenuto più gravoso o impedisca lavori, riparazioni o miglioramenti; i relativi presupposti devono essere specificamente allegati e dedotti.

  • art. 342 c.p.c.

    La questione dell’inammissibilità dell’appello è un error in procedendo, ma per poter essere scrutinata in cassazione deve essere dedotta con motivo ammissibile e specifico.

  • art. 360, n. 3, c.p.c.

    Il vizio di violazione di legge è stato richiamato dai ricorrenti per censurare l’interpretazione dell’art. 1068 c.c., ma la doglianza è stata ritenuta inammissibile per difetto di specificità.

  • art. 360, n. 4, c.p.c.

    La Corte ha ricondotto la doglianza relativa all’eccezione di inammissibilità dell’appello e alla valutazione delle allegazioni più correttamente a un error in procedendo.

  • art. 360, n. 5, c.p.c.

    Le censure formulate come omesso esame di fatti decisivi sono state ritenute non correttamente inquadrate e comunque non specificamente supportate.

  • art. 366, primo comma, nn. 4 e 6, c.p.c.

    Il ricorso per cassazione deve essere specifico, autosufficiente, chiaro e sintetico, con trascrizione essenziale degli atti e dei documenti rilevanti; non è sufficiente un generico rinvio per relationem.

  • art. 112 c.p.c.

    La mancata pronuncia sull’eccezione di inammissibilità dell’appello è stata evocata come possibile violazione del principio di corrispondenza tra chiesto e pronunciato.

  • art. 183 c.p.c.

    È stato richiamato dai ricorrenti in relazione alla dedotta mancata ammissione delle prove orali e documentali.

  • art. 814 c.p.c.

    È stato richiamato dai ricorrenti in relazione alla dedotta mancata ammissione delle prove orali e documentali.

  • D.P.R. 30 maggio 2002, n. 115, art. 13, comma 1-quater

    La Corte ha dato atto dei presupposti per il versamento dell’ulteriore importo a titolo di contributo unificato in caso di soccombenza.

Massime di principio

  • Nel giudizio di cassazione, la censura deve essere formulata in modo specifico e autosufficiente: il ricorrente deve indicare con precisione gli atti, i documenti e le circostanze di fatto su cui fonda la doglianza, non essendo sufficiente un generico rinvio agli atti di merito.
  • Le questioni che non risultano trattate nella sentenza impugnata possono essere dedotte in cassazione solo se il ricorrente dimostra di averle effettivamente prospettate nel grado di merito e ne indica puntualmente la sede processuale.
  • La deduzione di un vizio di omessa pronuncia o di error in procedendo non consente di superare l’onere di specificità del motivo di ricorso.
  • La richiesta di trasferimento di una servitù ex art. 1068 c.c. presuppone l’allegazione e dimostrazione dei requisiti previsti dalla norma, in particolare la possibilità di esercizio agevole sul nuovo tracciato e la sopravvenuta maggiore gravosità del tracciato originario o l’impedimento di lavori, riparazioni o miglioramenti.
  • Quando un motivo principale di ricorso è dichiarato inammissibile per difetto di specificità, restano assorbiti i motivi che presuppongono l’esame nel merito della questione principale.

Come è indicizzato

MaterieServitùImpugnazioniProve
RamiDiritti realiProcesso civile
IstitutiOnere della prova

Testo integrale

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