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Cassazione Penale, Ordinanza n. 20796/2025 del 04/06/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (pubblica accusa)

La controversia

L'imputato ha proposto ricorso per cassazione contro la sentenza della Corte di appello di Milano che aveva confermato la decisione di primo grado. Il solo motivo dedotto denunciava violazione di legge e vizio di motivazione in ordine alla ritenuta configurabilità del reato di falso ideologico in atto pubblico ex artt. 48 e 479 c.p., sostenendo che la condotta integrasse invece il diverso illecito amministrativo di cui all'art. 94-bis del Codice della strada. La doglianza mirava, in sostanza, a contestare la ricostruzione dei fatti e la qualificazione dell'imputato come acquirente simulato, proponendo una diversa lettura del compendio probatorio.

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso. Ha ritenuto che il motivo fosse generico e volto soltanto a sollecitare una diversa lettura delle risultanze probatorie, senza una puntuale critica delle argomentazioni della sentenza impugnata. Ha inoltre osservato che la motivazione della Corte territoriale era conforme ai principi di legittimità sulla distinzione tra l'illecito amministrativo di divieto di intestazione fittizia dei veicoli e il reato di falso ideologico in atto pubblico commesso mediante induzione in errore del pubblico ufficiale. Conseguentemente, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di euro tremila alla Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 48 c.p.

    Richiamato insieme all'art. 479 c.p. per indicare l'ipotesi di autoria mediata in relazione al falso ideologico in atto pubblico commesso mediante induzione in errore del pubblico ufficiale.

  • art. 479 c.p.

    Norma evocata per la qualificazione penale della condotta come falso ideologico in atto pubblico, in contrapposizione all'illecito amministrativo.

  • art. 94-bis Codice della strada

    Norma indicata come diverso illecito amministrativo rispetto al quale il ricorrente chiedeva la riqualificazione della condotta.

  • art. 616 c.p.p.

    Non espressamente citato nel testo riportato, ma la condanna alle spese processuali e alla somma in favore della Cassa delle ammende è conforme alla disciplina dell'inammissibilità del ricorso.

Massime di principio

  • Nel giudizio di legittimità non è ammissibile un motivo di ricorso che si limiti a prospettare una diversa lettura del fatto e delle prove senza confrontarsi in modo specifico con la motivazione della sentenza impugnata.
  • La distinzione tra illecito amministrativo per intestazione fittizia di veicoli e falso ideologico in atto pubblico richiede, sul piano penale, un quid pluris rispetto alla mera dichiarazione non veritiera: è necessario che il soggetto induca in errore il pubblico ufficiale mediante una messa in scena idonea a far apparire reale una situazione solo apparente.
  • Quando la condotta consiste nell'utilizzare un'impresa individuale formalmente esistente come schermo per l'intestazione di veicoli di proprietà altrui, la verifica della sussistenza del falso ideologico richiede l'accertamento dell'effettiva induzione in errore dell'ufficiale rogante o certificatore.
  • In cassazione non possono essere riproposte censure di merito travestite da violazioni di legge o vizi motivazionali se non contengono una critica puntuale e specifica alle rationes decidendi della sentenza impugnata.

Come è indicizzato

MaterieFalsità in atto pubblicoImpugnazioni
RamiReati contro la fede pubblicaProcesso penale
SottomaterieFalsità ideologica
IstitutiInutilizzabilità della prova

Testo integrale

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