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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 19625/2022 del 19/05/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

I ricorrenti impugnano l'ordinanza del Tribunale del riesame che ha convalidato il sequestro probatorio relativo a 16 colli contenenti infiorescenze vegetali e 2 flaconi di C.B.D. (complessivo peso lordo Kg. 13,548), sostenendo violazione di legge per motivazione apparente e carenza di autonoma valutazione del giudice del riesame. In particolare censurano: 1) la motivazione per relationem che richiama il verbale di sequestro non allegato né notificato agli indagati; 2) l'omessa valutazione concreta del fumus commissi delicti, poiché il solo corpo del reato non sarebbe più idoneo a dimostrare il collegamento tra cosa e illecito senza un accertamento indiziario effettivo; 3) la mancata risposta all'eccezione che la mancata conoscenza immediata del verbale rende insufficiente la mera richiamazione dello stesso.

La decisione

La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso. Ha ritenuto che l'omessa immediata consegna del verbale di sequestro o la mancata notifica del decreto di convalida non invalidano il sequestro quando l'interessato sia comunque stato posto in condizione di esercitare il rimedio del riesame (come effettivamente avvenuto). Ha confermato che il sequestro era giustificato dalla necessità di accertamenti tecnici sulla qualità e quantità della sostanza e che la motivazione per relationem è ammissibile quando la connessione probatoria tra le cose sequestrate e l'indagine sia di immediata percezione; in tali casi una motivazione concisa che indichi lo scopo degli accertamenti è sufficiente. Ha quindi rigettato il ricorso e condannato i ricorrenti al pagamento delle spese processuali ai sensi dell'art. 616 c.p.p.

Norme richiamate

  • art. 110 cod. pen.

    Norma indicata tra le fattispecie penalmente rilevanti (concorso di persone nel reato); la decisione prende atto della contestazione fondata su tali norme come oggetto dell'indagine e del sequestro.

  • art. 73, comma 4, D.P.R. n. 309/1990

    Riferimento alla disciplina penale delle sostanze stupefacenti; la corte ha ritenuto la sussistenza di indizi che giustificavano il sequestro probatorio per accertamenti tecnici sulla sostanza sequestrata.

  • art. 125 cod. proc. pen.

    Norma richiamata dai ricorrenti in relazione ai presunti vizi di motivazione e valutazione degli atti di sequestro; la Cassazione ha ritenuto la doglianza infondata.

  • art. 253 cod. proc. pen.

    Norma invocata in tema di motivazione degli atti cautelari; la Corte ha ritenuto che la motivazione, anche per relationem e concisa, fosse adeguata nel caso concreto.

  • art. 325 cod. proc. pen.

    Richiamata dai ricorrenti in relazione a presunte violazioni del principio motivazionale; la Corte non ha ravvisato la violazione dedotta.

  • art. 616 cod. proc. pen.

    Norma applicata in ordine alle spese processuali: a seguito del rigetto del ricorso la Corte ha condannato i ricorrenti al pagamento delle spese.

  • Sez. 3, n. 1821 del 12/05/1999, Petix

    Giurisprudenza richiamata per il principio che la consegna del verbale di sequestro e la notifica del decreto di convalida servono a consentire il riesame; tuttavia la mancata formalità non invalida il sequestro se l'interessato è stato comunque posto in condizione di agire.

  • Sez. 2, n. 47165 del 19/09/2019, Nexhipi

    Richiamata in senso conforme, con riferimento agli effetti dell'omissione o del ritardo nella notifica del decreto di convalida sulla legittimità del sequestro.

  • Sez. 3, n. 23981 del 12/02/2004, Dani

    Ulteriore pronuncia che conferma la non invalidità del sequestro per omissioni formali se l'interessato può esercitare i rimedi disponibili.

  • Sez. 2, n. 52619 del 11/11/2014, Djikine

    Giurisprudenza che ammette la motivazione per relationem al decreto di sequestro probatorio quando la connessione probatoria tra bene e indagine è di immediata percezione.

  • Sez. U, n. 36072 del 19/04/2018, Botticelli

    Principio secondo cui il decreto di sequestro/convalida, anche se relativo a corpo di reato, deve contenere una motivazione che, seppur concisa, specifichi la finalità degli accertamenti richiesti.

Massime di principio

  • L'omessa immediata consegna del verbale di sequestro o la mancata notifica del decreto di convalida non necessariamente inficiano la legittimità del sequestro se l'interessato è stato comunque posto in condizione di esercitare il rimedio del riesame (ad es. ha potuto proporre l'istanza).
  • Il sequestro probatorio di cose costituenti corpo del reato è legittimo quando vi sia una connessione probatoria diretta e percepibile tra gli oggetti sequestrati e l'indagine; in tali casi la motivazione può essere anche sintetica e per relationem al verbale di P.G.
  • Il giudice del riesame deve comunque indicare la finalità degli accertamenti (es. approfondimenti tecnici su qualità e quantità della sostanza); la motivazione può essere concisa ma deve permettere di comprendere lo scopo dell'intervento cautelare.
  • Se si contesta la mancanza di un'apprezzamento concreto del fumus commissi delicti, la difesa dovrebbe puntare a dimostrare l'assenza di elementi indiziari anche a livello minimo (es. prova che l'attività era lecita o di mera commercializzazione all'ingrosso), e non limitarsi a eccepire vizi formali.
  • Prassi difensiva consigliata: richiedere tempestivamente copia dei verbali e del decreto di convalida, proporre rapidamente istanza di riesame se possibile, e nel merito fornire elementi concreti che escludano la connessione probatoria tra cosa e reato (es. documentazione commerciale, fatture, comunicazioni) per contrastare la motivazione per relationem.

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