Cassazione Civile, Sentenza n. 23958/2020 del 29/10/2020
Sintesi
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Favorevole al ricorrente
La controversia
Impugnazione della sentenza del Tribunale di Firenze che aveva respinto l'appello della Schafer avverso un verbale per violazioni del Codice della Strada, sulla base dell'eccezione di inesistenza o indeterminatezza della procura alle liti prodotta dalla ricorrente. La difesa della ricorrente sosteneva che la procura era stata rilasciata con scrittura privata autenticata e che, comunque, eventuali vizi erano regolarizzabili ai sensi dell'art. 182 c.p.c.
La decisione
La Corte di Cassazione ha accolto i primi due motivi di ricorso (relativi alla regolarizzabilità della procura e all'obbligo del giudice di assegnare termine per la sanatoria), ha dichiarato assorbito il terzo motivo e ha cassato la sentenza impugnata. La causa è stata rinviata al Tribunale monocratico di Firenze ad altro magistrato, con l'indicazione del principio di diritto secondo cui l'art.182, comma 2, c.p.c. impone al giudice di consentire la regolarizzazione della procura anche quando questa manchi del tutto o sia nulla, assegnando un termine con effetti ex tunc. Il Tribunale di rinvio regolerà le spese.
Norme richiamate
d.lgs. n.285/1992 (Codice della Strada)
Richiamato per spiegare la pronuncia di primo grado che aveva dichiarato inammissibile il ricorso per omesso rispetto del termine previsto per l'impugnazione delle sanzioni stradali
Norma centrale: il giudice che rileva difetto di rappresentanza, assistenza o autorizzazione è obbligato ad assegnare un termine per la regolarizzazione della procura o per il suo rilascio/ rinnovazione; la sanatoria è ammessa anche se la procura manca del tutto e ha effetto ex tunc
Riferita dalla parte resistente in relazione ai requisiti formali della procura, ma la Corte rileva che eventuali carenze formali possono rientrare nella fattispecie sanabile ai sensi dell'art.182 c.p.c.
Richiamati in ordine al valore probatorio delle scritture private/autenticazioni; la ricorrente ha sostenuto che la procura autenticata dal notaio era opponibile fino a querela di falso
Norma che ha modificato l'art.182 c.p.c.: ha sostituito la facoltà del giudice con l'obbligo di assegnare termine per la regolarizzazione della procura, estendendone l'applicazione anche ai casi di assenza della procura
Richiamato dalla ricorrente per censurare l'omessa valutazione del merito da parte del giudice d'appello, ma la Corte ha ritenuto il motivo assorbito dopo l'accoglimento dei primi due motivi
Massime di principio
- L'art. 182, comma 2, c.p.c. obbliga il giudice, in qualsiasi fase e grado del giudizio, ad assegnare un termine per la regolarizzazione della procura o per il suo rilascio, anche quando la procura manchi del tutto.
- La distinzione tra nullità e inesistenza della procura è irrilevante ai fini della possibilità di sanatoria: entrambi i casi possono essere regolarizzati con gli effetti ex tunc se la parte provvede nel termine assegnato.
- Il giudice deve verificare d'ufficio la correttezza del contraddittorio e, se rileva vizi relativi allo ius postulandi, deve consentire la regolarizzazione piuttosto che dichiarare immediatamente l'inammissibilità o l'improcedibilità dell'atto.
- La regolarizzazione della procura preserva gli effetti sostanziali della domanda fin dal momento della prima notificazione, purché la sanatoria avvenga nel termine assegnato.
- Anche in sede d'appello non è vietata la sanatoria della procura: il meccanismo previsto dall'art.182 c.p.c. si applica anche al giudizio di appello.
- La semplice carenza formale della procura (es. autenticazione non in lingua italiana o deposito di copia fotostatica) non esclude automaticamente la possibilità di regolarizzazione; il giudice deve valutare e, se del caso, assegnare il termine per la sanatoria.
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