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Sentenza

Sentenza n. 9972/2026 - Roma, Sezione 5T

per l'annullamento, previa sospensione dell’efficacia, della determina dirigenziale n. QC/1157/2026 dell’8.4.2026, del Dipartimento patrimonio di Roma Capitale e della “indagine di mercato avente ad oggetto la locazione di immobili ad uso abitativo da destinare ad alloggi per l’edilizia residenziale pubblica da parte di Roma Capitale per esigenze abitative nel territorio del municipio Roma X” approvata con la predetta determina dirigenziale, nonché di tutti gli atti presupposti, connessi e conseguenti, ancorché non conosciuti.

Giustizia amministrativa202605110

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lazio - Roma, Sez. V terSentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: determina dirigenziale di approvazione di un'indagine di mercato per la locazione di immobili abitativi da destinare a edilizia residenziale pubblica nel territorio del Municipio Roma X

Esito

DIFETTO DI GIURISDIZIONE

Favorevole al resistente (comune)

Prevale l’amministrazione

La controversia

La ricorrente ha impugnato la determina e l'avviso di indagine di mercato, chiedendone l'annullamento e, in subordine, la caducazione dell'art. 5 dell'avviso nella parte in cui subordinava l'ammissibilità delle offerte alla conformità urbanistica ed edilizia degli immobili senza prevedere deroghe o percorsi di regolarizzazione per gli immobili della ricorrente, già detenuti da Roma Capitale e interessati da abusi edilizi. Ha dedotto: illogicità manifesta, contraddittorietà, difetto di istruttoria e di motivazione, violazione dell'art. 97 Cost. e dei principi di buon andamento, efficienza ed economicità, violazione della concorrenza e disparità di trattamento, sostenendo che l'avviso riguardava soltanto 700 alloggi a fronte di un fabbisogno stimato in 1.500 e che l'esclusione di parte degli immobili della ricorrente sarebbe stata artificiosamente motivata dall'assenza di imminenti esigenze di rilascio. Ha inoltre denunciato violazione dei principi di buona fede e correttezza, irragionevolezza, divieto di venire contra factum proprium, contraddittorietà e sviamento, assumendo che gli abusi edilizi fossero imputabili all'amministrazione e che la restituzione tempestiva degli immobili avrebbe consentito di regolarizzarli. Ha infine dedotto la nullità degli atti per elusione del giudicato civile e violazione dell'art. 21-septies l. 241/1990, dell'art. 2909 c.c. e dell'art. 6 CEDU, nonché la violazione dei principi di concorrenza, parità di trattamento e non discriminazione per costruzione artificiosa di una procedura escludente. Roma Capitale e la controinteressata hanno eccepito il difetto di interesse e l'assenza di lesività immediata dell'avviso, oltre all'infondatezza delle censure.

La decisione

Il TAR ha dichiarato il ricorso inammissibile per difetto di giurisdizione, ritenendo che il petitum sostanziale riguardasse la lesione del diritto di proprietà della società e della sua libertà negoziale, nonché la pretesa restituzione degli immobili o la stipula di nuovi contratti di locazione. La controversia attiene quindi a diritti soggettivi e non all'esercizio di un potere autoritativo. Secondo il Collegio, la pubblica amministrazione che reperisce immobili mediante locazione agisce iure privatorum, anche quando utilizza una procedura di selezione aperta al mercato, sicché anche le controversie relative alla fase precontrattuale appartengono alla giurisdizione ordinaria. L'avviso, inoltre, aveva natura meramente ricognitiva e non vincolante: Roma Capitale si era riservata di decidere discrezionalmente se avviare una trattativa formale, senza essere vincolata dalla manifestazione di interesse, dalla commissione o dalla graduatoria. Non ricorreva pertanto neppure una procedimentalizzazione dell'attività idonea a fondare la giurisdizione amministrativa. La causa può essere riproposta davanti al giudice ordinario ai sensi dell'art. 11 c.p.a. Le spese sono state compensate in ragione delle oscillazioni giurisprudenziali sulla questione di giurisdizione.

Norme richiamate

  • art. 11 c.p.a.

    La causa dichiarata dal giudice amministrativo privo di giurisdizione può essere riproposta davanti al giudice ordinario nei termini e secondo le modalità previste dalla norma.

  • art. 60 c.p.a.

    Ha consentito la definizione del giudizio con sentenza in forma semplificata, dopo l'avviso alle parti.

  • art. 21-septies l. 241/1990

    Invocato dalla ricorrente per sostenere la nullità degli atti per elusione del giudicato, ma non esaminato nel merito per il difetto di giurisdizione.

  • art. 97 Cost.

    Invocato in relazione ai principi di buon andamento, efficienza ed economicità, ma non esaminato nel merito per il difetto di giurisdizione.

  • art. 2909 c.c.

    Invocato in relazione all'asserita elusione del giudicato civile, senza esame di merito da parte del giudice amministrativo.

Massime di principio

  • La controversia relativa alla scelta di una pubblica amministrazione di acquisire immobili mediante contratti di locazione, anche quando la ricerca dei beni sia preceduta da un avviso pubblico o da una selezione aperta al mercato, appartiene alla giurisdizione ordinaria se l'amministrazione agisce iure privatorum e non esercita un potere autoritativo.
  • La mera previsione di modalità pubblicistiche di raccolta e comparazione delle manifestazioni di interesse non attribuisce di per sé natura autoritativa all'attività negoziale né fonda la giurisdizione amministrativa quando l'avviso non vincola l'amministrazione alla conclusione del contratto e le riserva la valutazione circa l'avvio della trattativa.
  • Le controversie concernenti comportamenti dell'amministrazione ritenuti illeciti o contrari a buona fede nella fase precontrattuale di una locazione pubblica, quando incidono sulla libertà negoziale, sull'affidamento o sul diritto di proprietà del privato, riguardano diritti soggettivi e spettano al giudice ordinario.

Come è indicizzato

MaterieGiurisdizione e riparto
RamiProcesso amministrativo
IstitutiRiparto di giurisdizione

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