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Cassazione Civile, Ordinanza n. 10600/2023 del 20/04/2023

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

ACCOGLIMENTO CON RINVIO

Favorevole al ricorrente (condominio)

La controversia

Il condominio ha impugnato in cassazione la sentenza della Corte d'appello di Roma che, accogliendo l'appello di Roma Capitale, aveva riformato il primo grado e ritenuto dovuto il COSAP per griglie e intercapedini poste lungo il perimetro dell'edificio. Il ricorrente ha dedotto cinque motivi: 1) violazione del giudicato ex artt. 2909 c.c. e 324 c.p.c., perché la Corte territoriale aveva respinto l'eccezione di cosa giudicata nonostante plurime sentenze passate in giudicato avessero già escluso la debenza del canone in assenza di titolo concessorio; 2) violazione dell'art. 63 d.lgs. 446/1997 e del regolamento comunale COSAP, per avere ritenuto integrato il presupposto impositivo senza concessione, anche in ipotesi di servitù di pubblico passaggio e sostituzione del piano con griglie; 3) violazione dell'art. 2697 c.c. e delle medesime norme sul COSAP, per mancato riconoscimento dell'onere probatorio in capo al Comune circa l'esistenza della servitù di pubblico passaggio; 4) omesso esame di un fatto decisivo, poiché sarebbe mancata un'effettiva occupazione di aree ad uso pubblico; 5) ulteriore violazione dell'art. 63 d.lgs. 446/1997 e del regolamento comunale, per avere la Corte d'appello attribuito un utilizzo particolare dell'area al condominio nonostante griglie e intercapedini fossero state realizzate contestualmente alla costruzione dell'edificio e conformemente alla licenza edilizia.

La decisione

La Corte di cassazione ha accolto il primo motivo di ricorso, ha dichiarato assorbiti gli altri e ha cassato la sentenza impugnata con rinvio alla Corte d'appello di Roma, in diversa composizione. La decisione è stata fondata sul rilievo che la Corte territoriale aveva erroneamente escluso l'efficacia del giudicato formatosi su precedenti sentenze aventi il medesimo fatto costitutivo del rapporto (la presenza di griglie e intercapedini) limitandosi a opporre una diversa interpretazione della disciplina del COSAP, senza considerare che, nei rapporti di durata, il giudicato opera anche per i periodi successivi quando non vi siano sopravvenienze di fatto o di diritto idonee a mutare il rapporto. Il giudice del rinvio dovrà riesaminare l'eccezione di giudicato e provvedere anche sulle spese del giudizio di legittimità.

Norme richiamate

  • art. 2909 c.c.

    il giudicato copre il dedotto e il deducibile sul medesimo oggetto e impedisce il riesame delle questioni già decise, salvo sopravvenienze di fatto o di diritto

  • art. 324 c.p.c.

    richiamato insieme all'art. 2909 c.c. a fondamento dell'efficacia del giudicato

  • art. 118 disp. att. c.p.c.

    citato nel primo motivo come norma processuale asseritamente violata

  • art. 360, primo comma, n. 3, c.p.c.

    norma sul vizio di violazione di legge dedotto in ricorso

  • art. 63 d.lgs. 446/1997

    norma richiamata per individuare il presupposto impositivo del COSAP

  • artt. 1 e 16 del Regolamento del Comune di Roma istitutivo del COSAP

    disciplina locale richiamata per sostenere l'insussistenza del presupposto del canone in assenza di concessione o di occupazione rilevante

  • art. 2697 c.c.

    richiamato per il riparto dell'onere della prova in ordine ai fatti costitutivi della pretesa tributaria/canone

  • art. 360-bis c.p.c.

    richiamato per escludere le condizioni di rito eccepite dalla resistente

Massime di principio

  • Nei rapporti di durata, il giudicato su un fatto costitutivo comune a più annualità preclude il riesame della medesima questione anche per periodi successivi, salvo che intervengano sopravvenienze di fatto o di diritto idonee a modificare il rapporto.
  • Il giudicato copre non solo quanto dedotto in giudizio, ma anche le questioni deducibili che costituiscono antecedenti logici, essenziali e necessari della decisione.
  • Una diversa interpretazione della disciplina applicabile non è, di per sé, sufficiente a superare un giudicato già formatosi sul medesimo fatto costitutivo, in mancanza di mutamenti del fatto o del diritto rilevante.
  • Quando una questione pregiudiziale di giudicato è निर्णisiva, i motivi attinenti al merito restano assorbiti e non richiedono esame.
  • In presenza di una pretesa fondata su occupazioni o manufatti ricorrenti nel tempo, il fatto costitutivo va verificato in termini unitari se identico per tutte le annualità contestate.

Come è indicizzato

MaterieContenzioso tributarioImplicazioni di giudicato
RamiTributiProcesso civile
IstitutiGiudicatoOnere della prova

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