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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 11291/2022 del 28/03/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza del Tribunale della Libertà del 27/09/2021 che aveva respinto il riesame avverso l'ordinanza di custodia cautelare in carcere (GIP 18/11/2019) per reati connessi al traffico di stupefacenti, estorsione e lesioni. Il ricorrente deduceva: vizio di motivazione e insufficiente gravità indiziaria rispetto all'attribuzione del ruolo di fornitore principale e di direzione di un'associazione finalizzata al traffico di stupefacenti (art. 74 DPR 309/1990); mancata configurabilità del concorso nell'estorsione (art. 629 c.p. e richiamo al 416 bis c.p.) per carenza di elementi che dimostrassero il rapporto di debito/credito e il ruolo ideativo del Petoku; carenza del necessario coordinamento tra le diverse ordinanze (contestazioni a catena, art. 297 c.p.p.); nullità per violazione del diritto di difesa per insufficiente tempo concesso per l'ascolto delle intercettazioni.

La decisione

La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso ritenendolo infondato. Ha confermato che il tribunale del riesame ha adeguatamente motivato la valutazione della gravità indiziaria, elencando elementi investigativi che fanno ritenere Petoku stabile fornitore dell'organizzazione riconducibile anche al Fabietti e inserito con ruolo direttivo. Ha ritenuto che l'interpretazione delle intercettazioni e la valutazione del concorso nell'estorsione siano questioni di fatto riservate al giudice di merito e che, sulla base delle emergenze investigative, il coinvolgimento del ricorrente nelle attività estorsive fosse gravemente indiziato. Ha inoltre respinto i rilievi sulle "contestazioni a catena" sulla base della cronologia delle informative e delle ordinanze e ha ritenuto non provata l'insufficienza del tempo concesso per l'ascolto delle intercettazioni. Per questi motivi il ricorso è stato rigettato e il ricorrente condannato al pagamento delle spese processuali; sono disposti gli adempimenti di competenza della cancelleria (art. 94 disp.att. cod.proc.pen.).

Norme richiamate

  • D.P.R. 309/1990, art. 74

    La Corte conferma che il costante e continuativo approvvigionamento di sostanze, tale da creare un affidamento stabile del gruppo sul fornitore e un vincolo durevole che supera il singolo rapporto sinallagmatico, integra partecipazione ad associazione finalizzata al traffico di stupefacenti.

  • Codice Penale, art. 629

    L'accertamento del concorso nell'estorsione è stato ritenuto fondato su valutazioni delle intercettazioni e delle attività investigative; la valutazione delle conversazioni è questione di fatto riservata al giudice di merito.

  • Codice Penale, art. 416-bis

    Richiamato nel contesto di concorso e associazione a delinquere; la Corte valuta l'inserimento stabile e il ruolo direttivo alla luce degli elementi indiziari raccolti.

  • Codice di Procedura Penale, art. 297, comma terzo

    La censura sulle "contestazioni a catena" è stata esclusa perché l'ordinanza impugnata si basa su un'informativa depositata dopo le precedenti ordinanze; quindi non sussisteva il profilo dedotto dal ricorrente.

  • Codice di Procedura Penale, art. 616

    Norma applicata per la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali a seguito del rigetto del ricorso.

  • Disposizioni di attuazione cod. proc. pen., art. 94, comma 1-ter

    Disposte le incombenze di cancelleria a seguito del provvedimento di rigetto.

  • Giurisprudenza della Corte di Cassazione (massime citate)

    Sez. U, n. 11 del 22/03/2000; Sez.5, n.33139 del 28/09/2020; Sez.U, n.22471 del 26/2/2015; Sez.2, n.35181 del 22/5/2013

    Ribaditi principi: il sindacato in Cassazione sulla valutazione degli elementi indizianti è limitato al controllo della congruenza logica e del rispetto dei canoni legali; l'interpretazione delle intercettazioni è questione di fatto di competenza del giudice di merito e sindacabile in sede di legittimità solo per manifesta illogicità o irragionevolezza.

Massime di principio

  • In sede di cassazione la critica alla gravità indiziaria è ricondotta a un sindacato sulla congruenza e adeguatezza della motivazione: la corte verifica che il giudice di merito abbia spiegato in modo logico e conforme al diritto le ragioni della sua valutazione, non rifà le valutazioni di fatto.
  • Il ruolo di "fornitore stabile" può integrare la partecipazione a un'associazione finalizzata al traffico di stupefacenti (art. 74 DPR 309/1990) se ricorre un affidamento durevole dell'organizzazione sul soggetto fornitore che supera il singolo rapporto contrattuale.
  • L'interpretazione del linguaggio criptico o cifrato nelle intercettazioni è questione di fatto riservata al giudice di merito; la Cassazione interviene soltanto se la motivazione è manifestamente illogica o irragionevole.
  • Le censure sulle "contestazioni a catena" richiedono accertamenti sulla sequenza temporale degli atti e delle informative: se l'informativa su cui si fonda il provvedimento è successiva ad altre ordinanze, l'eccezione può essere infondata.
  • Lamentare insufficiente tempo per svolgere attività difensive (es. ascolto intercettazioni) richiede prova del concreto pregiudizio; senza questa prova il rilievo è difficile da accogliere.
  • In caso di rigetto del ricorso per Cassazione è frequente la condanna alle spese processuali ai sensi dell'art. 616 c.p.p.

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