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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 11044/2022 del 28/03/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Il Procuratore impugnava l'ordinanza del Tribunale del Riesame di Pescara che aveva annullato il decreto di sequestro conservativo dello stipendio emesso dal GIP nei confronti di Paolo D'Incecco. Il motivo unico dedotto in Cassazione era la violazione di legge (artt. 324, 309 co.9, 292 cod. proc. pen.) per avere il Tribunale ritenuto assente nell'ordinanza del GIP l'"autonoma valutazione" degli elementi a fondamento del sequestro (in particolare il "fumus boni iuris" e il "periculum in mora"). Il PM sosteneva invece che il GIP avesse adeguatamente motivato, anche in contraddittorio, le ragioni del sequestro conservativo depositando elementi relativi alla posizione di garanzia del dirigente e alla concreta incapacità delle fonti reddituali a coprire le pretese risarcitorie.

La decisione

La Corte di Cassazione ha ritenuto fondato il ricorso del Procuratore e ha annullato l'ordinanza del Tribunale del Riesame con rinvio al Tribunale di Pescara per nuovo esame. La Corte ha ritenuto che il GIP avesse fornito una motivazione idonea in ordine a fumus e periculum (richiamando l'informativa e descrivendo le omissioni attribuite al dirigente, nonché il contesto operativo e la portata delle pretese risarcitorie) e che l'ordinanza fosse stata emessa in udienza con contraddittorio delle parti, sicché non era configurabile la mancanza dell'autonoma valutazione quando il provvedimento documenta il giudizio critico del giudice. Il rinvio è disposto affinché il Tribunale del Riesame, nel riesame devolutivo, si confronti criticamente con la motivazione del GIP e, se necessario, integri il proprio esame.

Norme richiamate

  • art. 324 cod. proc. pen.

    Regola il ricorso per cassazione avverso le ordinanze di appello e riesame sulle misure cautelari: il ricorso è ammesso per violazione di legge; nella giurisprudenza viene interpretato estensivamente includendo vizi gravi della motivazione tali da rendere incomprensibile l'itinerario logico.

  • art. 309 co. 9 cod. proc. pen.

    Norma richiamata dalle Sezioni Unite sul potere del Tribunale del riesame di annullare i provvedimenti cautelari quando manca l'autonoma valutazione; applicabile nel procedimento di riesame per sequestro.

  • art. 292 cod. proc. pen. (co. 2)

    Impone al giudice che decide "inaudita altera parte" di esplicitare i criteri della decisione; la Corte precisa che l'autonoma valutazione riguarda il giudizio critico del giudice e non impone la riscrittura integrale degli elementi fattuali se il richiamo per relationem è accompagnato da rielaborazione critica.

  • art. 325 cod. proc. pen.

    Dispone che il ricorso per cassazione contro le ordinanze di appello e riesame in materia cautelare può essere proposto per sola violazione di legge; la giurisprudenza ammette il ricorso anche per carenze di motivazione tali da rendere l'atto incomprensibile.

  • art. 316 cod. proc. pen.

    Regola il sequestro conservativo: richiamato per stabilire i limiti e il richiamo al DPR 180/1950 in materia di sequestro di stipendi e pensioni.

  • DPR 180/1950 art. 1

    Testo unico sulle modalità di sequestro sugli stipendi: stabilisce il limite applicabile al sequestro conservativo degli emolumenti (1/5 dello stipendio netto), richiamato come limite operativo.

  • Legge 16 aprile 2015 n. 47

    Ha modificato le regole di motivazione delle misure cautelari introducendo l'obbligo di "autonoma valutazione"; la Corte chiarisce che l'obbligo non è formale ma richiede dimostrazione del vaglio critico del giudice, compatibile con il richiamo per relationem quando integrato da valutazione propria.

  • Giurisprudenza della Cassazione (richiami dottrina e precedenti)

    La Corte richiama orientamenti consolidati (tra cui pronunce di Sezioni Unite) che specificano i criteri di motivazione e il potere del giudice del riesame di integrare la motivazione; inoltre evidenzia che il contraddittorio in udienza attenua il profilo richiesto di autonoma valutazione rispetto alle decisioni inaudita altera parte.

Massime di principio

  • L'obbligo di "autonoma valutazione" del giudice che dispone misure cautelari non impone la riscrittura integrale degli elementi già contenuti nella richiesta del pubblico ministero, ma richiede che dal provvedimento emerga un vero vaglio critico e un giudizio del giudice sulle ragioni che giustificano la misura.
  • Il rinvio per relationem alla richiesta del PM è ammissibile purché il provvedimento contenga elementi che dimostrino la conoscenza degli atti e la rielaborazione critica da parte del giudice; la mera trascrizione pedissequa può invece integrare vizio motivazionale.
  • Se la misura è stata adottata in udienza con contraddittorio (non inaudita altera parte), l'esigenza di una motivazione "originale" è meno rigorosa: il giudice che decide in contraddittorio può fare riferimento agli atti pur dimostrando il proprio apprezzamento critico.
  • Nel procedimento di riesame devolutivo il Tribunale deve indicare specificamente le parti dell'atto impugnato ritenute carenti e motivare in quale passo manchi l'autonoma valutazione; l'annullamento per motivazione apparente richiede che il vizio sia effettivamente esplicato dal giudice di merito.
  • Il sequestro conservativo sullo stipendio è soggetto ai limiti previsti dal DPR 180/1950 (1/5 dello stipendio netto) e il giudice deve considerare il periculum in mora anche in rapporto all'entità delle pretese creditorie rispetto alle disponibilità dell'imputato, senza far valere garanzie offerte da terzi per escludere l'inadeguatezza patrimoniale del destinatario.
  • In situazioni analoghe, il ricorrente per cassazione potrà ottenere l'annullamento dell'ordinanza di riesame quando il Tribunale abbia operato una constratazione formale priva di indicazione puntuale dei vizi; viceversa, la conferma del provvedimento cautelare dal Gip è possibile quando il provvedimento documenta il contraddittorio e contiene un adeguato giudizio critico del giudice.

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