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Cassazione Civile, Ordinanza n. 20855/2022 del 30/06/2022

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (controinteressato e PA)

La controversia

Le società, proprietarie e gestrici di un supermercato e del parcheggio realizzato in copertura parziale di un torrente in area vincolata, avevano impugnato dinanzi al Tribunale Superiore delle Acque Pubbliche vari atti amministrativi: da un lato gli atti che avevano inibito la SCIA e i pareri negativi resi in conferenza di servizi sulle opere di mitigazione del rischio idraulico, dall'altro l'ordinanza sindacale contingibile e urgente che imponeva la rimozione immediata della piastra di copertura del torrente e di ogni ostacolo al naturale deflusso delle acque. Il TSAP aveva dichiarato improcedibile il primo ricorso per sopravvenuta carenza di interesse e respinto il secondo ritenendo legittima l'ordinanza contingibile e urgente. Le società hanno proposto ricorso per cassazione deducendo, con il primo motivo, nullità della motivazione per apparenza/assoluta inintellegibilità in relazione alla declaratoria di improcedibilità; con il secondo motivo, violazione dell'art. 54 T.U.E.L. per insussistenza dei presupposti dell'ordinanza sindacale, contestando la permanenza del pericolo idraulico e la legittimità della conferma dell'ordine di demolizione.

La decisione

La Corte ha ritenuto infondati entrambi i motivi. Quanto al primo, ha escluso che la motivazione del TSAP fosse apparente, valorizzando il percorso logico-giuridico secondo cui, per effetto della demolizione d'ufficio del parcheggio e della sopravvenuta mutata situazione di fatto, l'eventuale annullamento degli atti impugnati non avrebbe comunque procurato alle ricorrenti alcuna utilità concreta, con conseguente carenza di interesse. Quanto al secondo, ha affermato che il TSAP aveva correttamente ritenuto perdurante la situazione di pericolo idraulico che aveva giustificato la precedente ordinanza, sicché il Sindaco poteva legittimamente emettere una nuova ordinanza contingibile e urgente ai sensi dell'art. 54 d.lgs. 267/2000; è stato inoltre rilevato che non era intervenuto alcun assenso idoneo a mutare lo stato dei luoghi e a far venir meno il rischio. Il ricorso è stato quindi respinto, con condanna alle spese.

Norme richiamate

  • art. 132 c.p.c.

    invocato come parametro della dedotta nullità per motivazione apparente; la Corte esclude la violazione perché la motivazione del TSAP è ritenuta adeguata e comprensibile.

  • art. 156 c.p.c.

    richiamato in relazione alla denunciata nullità processuale; la Corte non ravvisa alcun vizio della sentenza impugnata.

  • artt. 3 e 39 c.p.a.

    richiamati dalle ricorrenti a sostegno della censura sulla motivazione e sull'improcedibilità; la Corte non accoglie la doglianza.

  • art. 111 Cost.

    richiamato per sostenere il difetto di motivazione; la Corte lo ritiene rispettato.

  • art. 54 d.lgs. n. 267/2000

    riconosciuto come base del potere sindacale di emanare ordinanze contingibili e urgenti per prevenire o eliminare gravi pericoli per l'incolumità pubblica e la sicurezza urbana, in presenza di un pericolo effettivo e attuale non fronteggiabile con strumenti ordinari.

  • art. 370, comma 1, c.p.c.

    menzionato solo in relazione al deposito dell'atto di costituzione di alcune amministrazioni ai fini dell'eventuale partecipazione alla discussione.

Massime di principio

  • La motivazione non è apparente quando consente di ricostruire il ragionamento decisorio e collega in modo comprensibile gli accertamenti di fatto alla conclusione sulla carenza di interesse o sull'esito della domanda.
  • L'interesse ad agire o a impugnare viene meno se, per sopravvenienze fattuali, l'annullamento dell'atto non può più procurare al ricorrente alcuna utilità concreta e attuale.
  • L'ordinanza contingibile e urgente del sindaco ex art. 54 d.lgs. 267/2000 è legittima solo se sussiste un pericolo effettivo, attuale e adeguatamente accertato per l'incolumità pubblica o la sicurezza urbana, non fronteggiabile con i rimedi ordinari.
  • La persistenza della situazione di pericolo che aveva giustificato un primo provvedimento emergenziale consente la conferma o reiterazione dell'ordine, ove non sia intervenuto un mutamento sostanziale dello stato dei luoghi o un titolo idoneo a eliminare il rischio.

Come è indicizzato

MaterieImpugnazioniSpese di lite
RamiProcesso civileEsecuzioniResponsabilità civile
SottomaterieRicorso per cassazione
IstitutiOnere della provaGiudicato

Testo integrale

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