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Cassazione Civile, Ordinanza n. 20869/2022 del 30/06/2022

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

ACCOGLIMENTO CON RINVIO

Favorevole al ricorrente (condominio)

La controversia

La controversia nasce dall'impugnazione, davanti al Tribunale Superiore delle Acque Pubbliche, del decreto commissariale che aveva approvato un intervento di sistemazione idraulica e la realizzazione di una vasca di laminazione del fiume Seveso in un'area prossima agli immobili dei ricorrenti. I ricorrenti, tra cui un supercondominio, un condominio e alcuni proprietari, sostenevano che l'opera avrebbe inciso negativamente sull'area sotto il profilo ambientale, paesaggistico, idrogeologico e sanitario, e deducevano anche vizi di legittimità derivata dai provvedimenti presupposti, tra cui il giudizio di compatibilità ambientale. Il Tribunale Superiore aveva però dichiarato inammissibile il motivo relativo ai vizi derivati, ritenendo insussistenti legittimazione e interesse ad agire, valorizzando la mancanza di stretta contiguità fisica con l'opera e chiedendo una prova seria e puntuale dei rischi prospettati. Con l'unico motivo di ricorso per cassazione, i ricorrenti denunciavano violazione dell'art. 100 c.p.c., sostenendo che il giudice avesse applicato un concetto di vicinitas troppo restrittivo e difforme dalla giurisprudenza di legittimità: la prossimità all'area dell'intervento sarebbe sufficiente a fondare la legittimazione, mentre l'interesse ad agire deriverebbe dall'allegazione, non dalla prova piena, del pregiudizio che l'opera può arrecare a salute, ambiente e paesaggio.

La decisione

La Corte ha ritenuto fondato il ricorso. Ha chiarito che la precedente decisione della Cassazione invocata dai ricorrenti non produceva giudicato nel presente giudizio, perché resa in altro procedimento e su una questione di rito, ma ha richiamato un precedente delle Sezioni Unite sul medesimo tema. Ha affermato che, in materia di interventi pubblici incidenti sulle acque e sull'ambiente, la vicinitas fonda la legittimazione ad agire dei proprietari o residenti dell'area interessata, mentre l'interesse ad agire richiede anche la deduzione di uno specifico pregiudizio a beni quali salute, ambiente e paesaggio, senza necessità di prova puntuale della concreta pericolosità dell'opera. Nel caso concreto, la motivazione del Tribunale Superiore si era limitata a escludere la prossimità sulla base della presenza del fiume e di una fascia alberata interposti tra gli immobili e l'area dell'intervento, senza confrontarsi correttamente con il criterio di stabile e significativo collegamento. Inoltre, dagli atti emergeva che i ricorrenti avevano allegato rischi specifici e criticità progettuali anche tramite perizia. La sentenza impugnata è stata quindi cassata con rinvio al Tribunale Superiore delle Acque Pubbliche in diversa composizione, che dovrà riesaminare la vicenda e regolare anche le spese del giudizio di legittimità.

Norme richiamate

  • art. 100 c.p.c.

    La Corte richiama la norma per ribadire che l'azione richiede sia la legittimazione sia l'interesse ad agire; l'interesse non si identifica automaticamente con la sola vicinitas, ma può risultare dall'allegazione di uno specifico pregiudizio.

  • art. 9 Cost.

    La Corte richiama il nuovo terzo comma per sottolineare la tutela costituzionale di ambiente, biodiversità ed ecosistemi.

  • l. cost. n. 1/2022

    È evocata come fonte di modifica costituzionale che ha inserito nell'art. 9 Cost. la tutela dell'ambiente, della biodiversità e degli ecosistemi.

Massime di principio

  • In materia di impugnazione di atti amministrativi relativi a opere pubbliche incidenti sull'ambiente, la vicinitas è idonea a fondare la legittimazione ad agire quando esista uno stabile e significativo collegamento tra il soggetto e l'area interessata dall'intervento.
  • La vicinitas, da sola, non dimostra necessariamente anche l'interesse ad agire: per quest'ultimo occorre l'allegazione di uno specifico pregiudizio derivante dall'opera, riferibile alla salute, al paesaggio o all'ambiente.
  • Ai fini dell'ammissibilità dell'azione non è richiesta la prova puntuale della concreta pericolosità dell'opera; è sufficiente che il ricorrente prospetti in modo non implausibile il rischio di compromissione dei beni tutelati.
  • La verifica di legittimazione e interesse va svolta separatamente, poiché si tratta di condizioni autonome dell'azione.
  • Nel contenzioso ambientale e idraulico, elementi fisici come l'interposizione di un corso d'acqua o di una fascia alberata non escludono di per sé la vicinitas, se permane un collegamento stabile e significativo con l'area dell'intervento.

Come è indicizzato

MaterieImpugnazioniProve
RamiProcesso civile
SottomaterieRicorso per cassazione
IstitutiOnere della provaGiudicato

Testo integrale

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