Salta al contenuto
Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 15946/2026 del 04/05/2026

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

I ricorrenti hanno impugnato l'ordinanza che aveva respinto la loro istanza di revoca o sospensione dell'ingiunzione a demolire n. 21/24 emessa dalla Procura Generale della Corte di Appello di Napoli. Hanno dedotto: (1) difetto istruttorio e motivazionale perché il giudice non avrebbe richiesto al Comune di Poggiomarino di pronunciarsi sulla istanza di accertamento di conformità edilizia presentata il 5/3/2025 (silenzio-assenso); (2) che gli interventi realizzati erano solo parzialmente difformi rispetto al titolo (conseguentemente sanabili) e che i proprietari, subentrati nel 2018/2019, avevano intrapreso attività per la regolarizzazione; (3) motivazione illogica e contraddittoria; (4) violazione del principio di proporzionalità perché l'immobile è l'unica abitazione familiare e non esistono soluzioni abitative alternative.

La decisione

La Corte ha dichiarato i ricorsi inammissibili e ha confermato l'ordinanza impugnata. Ha ritenuto che l'intero edificio è da considerarsi in totale difformità rispetto alla concessione edilizia del 1990, considerata ormai decaduta rispetto agli interventi successivi (sopraelevazione abusiva), e quindi opera nuova priva di titolo. Ha escluso la sanabilità ex art. 36-bis ("Decreto Salva Casa") trattandosi di difformità totale e di violazione riconducibile all'art. 44 lett. b) del DPR 380/2001. Ha affermato il potere-dovere del giudice penale/ dell'esecuzione di sindacare la legittimità e i presupposti del titolo abilitativo anche quando sia prodotto un atto amministrativo formatosi per silenzio-assenso; ha ritenuto non provati i fatti allegati dalla difesa e ha ricordato che l'inerzia dei ricorrenti nel tempo (ordinanza comunale di demolizione del 2004, condanna irrevocabile 2010, ulteriori violazioni e inosservanza di sigilli) indebolisce la tesi di proporzionalità. Per questi motivi i ricorrenti sono stati condannati alle spese processuali e al versamento di Euro 3.000 in favore della Cassa delle Ammende.

Norme richiamate

  • d.P.R. 380/2001, art. 36-bis ("Decreto Salva Casa")

    La norma, così come novellata dal "Decreto Salva Casa", ha portata limitata: riguarda soltanto difformità parziali suscettibili di sanatoria e non può essere applicata alle opere in totale difformità o alle ipotesi ricomprese dall'art. 44 lett. b). Nel caso di specie l'art. 36-bis non è applicabile alla sopraelevazione e all'intero manufatto ritenuti opere nuove e non sanabili.

  • d.P.R. 380/2001, art. 44 lett. b)

    Le violazioni ricadenti in questa fattispecie non sono sanabili tramite l'art. 36-bis; l'esistenza di tale violazione impedisce la regolarizzazione per silenzio-assenso.

  • d.P.R. 380/2001, art. 31

    Richiamato in relazione all'ordinanza comunale di demolizione: la notifica dell'atto comunale può avere rilevanza, fino a determinare l'acquisizione al patrimonio comunale, e incidere sulla legittimazione del proprietario a richiedere la sanatoria.

  • L. 241/1990 (silenzio-assenso)

    Il silenzio-assenso amministrativo non impedisce al giudice penale di verificare la legittimità e i presupposti del titolo; la formazione del silenzio-assenso può essere ostata dalla "radicale inconfigurabilità" dell'istanza o dalla mancanza di legittimazione del richiedente.

  • Codice di procedura penale, art. 616

    Applicato per la condanna alle spese del procedimento in caso di inammissibilità dei ricorsi.

  • Sentenza Corte Costituzionale 13/06/2000, n. 186

    Richiamata quanto alla valutazione della responsabilità dei ricorrenti nella determinazione della causa di inammissibilità e alla quantificazione della somma equitativa da versare alla Cassa delle Ammende.

Massime di principio

  • Il giudice penale o il giudice dell'esecuzione ha il potere-dovere di sindacare la legittimità e i presupposti dei titoli edilizi (anche formatosi per silenzio-assenso) prima di escludere l'esistenza del reato: non è obbligato ad attendere una decisione amministrativa se i presupposti non risultano provati.
  • Le opere vanno valutate unitariamente nel loro complesso: la suddivisione in parti non può elidere il regime abilitativo se l'intervento complessivo realizza un "aliud pro alio" o una nuova opera priva di titolo.
  • L'art. 36-bis (Decreto Salva Casa) regolarizza solo difformità parziali compatibili con la disciplina urbanistica vigente; non opera per opere in totale difformità o per sopraelevazioni eseguite "sine titulo" che costituiscono nuova attività abusiva.
  • La formazione del silenzio-assenso non impedisce al giudice penale di accertare la conformità sostanziale dell'atto: un provvedimento amministrativo "formatosi" per silenzio-assenso può risultare inefficace ai fini penali se l'istanza era inidonea o mancava la legittimazione del richiedente.
  • La difesa del principio di proporzionalità rispetto all'ordine di demolizione richiede dall'interessato un'accurata allegazione di fatti e prove concrete (situazione abitativa alternativa, urgenza sociale, impossibilità di trasferimento); l'inerzia o le ripetute violazioni da parte del proprietario riducono l'efficacia di tale argomentazione.
  • La notifica precedente di ordinanze comunali di demolizione e la condanna penale irrevocabile possono incidere sulla legittimazione del proprietario e sulla possibilità di ottenere sanatorie o efficaci interventi amministrativi.

Testo integrale

Continua a leggere gratis

Crea il tuo account Trovanorma: leggi il testo integrale della pronuncia, apri l’originale e chiedi all’AI di applicarlo al tuo caso, con ogni fonte citata.

7 giorni di prova · Nessuna carta di credito

Hai già un account? Accedi

La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giurisprudenza penale, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.

Dal documento al tuo caso

Chiedi a Trovanorma cosa dice per il tuo caso

Descrivi i fatti: Trovanorma trova le norme, la prassi e le sentenze pertinenti, le mette in relazione e cita ogni fonte, che puoi aprire e verificare.