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Cassazione Penale, Ordinanza n. 01485/2025 del 13/01/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (pubblico ministero)

La controversia

Il ricorrente impugnava la sentenza della Corte di appello di Roma che lo aveva ritenuto responsabile di un reato in materia di stupefacenti. In cassazione deduceva: 1) l'erronea affermazione di responsabilità; 2) l'eccessività della pena; 3) il mancato riconoscimento delle attenuanti generiche. La Corte rileva che la responsabilità era stata ricostruita sulla base di un'attività di prevenzione e osservazione degli operanti, i quali avevano visto il ricorrente svolgere il ruolo di vedetta, lanciare un grido diretto al pusher e consentire così la dispersione della provvista poi recuperata nel luogo della fuga. I motivi sono stati ritenuti generici, oppositivi e sostanzialmente reiterativi di censure già esaminate e disattese in appello.

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso. Ha ritenuto non specifiche le doglianze sull'affermazione di responsabilità e non censurata efficacemente la motivazione della sentenza impugnata. Quanto alle attenuanti generiche, ha ribadito che il giudice di merito può valorizzare gli elementi ritenuti decisivi, senza dover esaminare tutti quelli allegati dalle parti, e che nel caso concreto la mancata concessione era giustificata dalla condotta successiva al reato. Sulla pena, ha reputato congrua la motivazione d'appello, fondata sulla gravità del fatto, sul numero di dosi sequestrate e sul luogo di svolgimento dell'attività di cessione. Conseguentemente ha condannato il ricorrente alle spese processuali e al versamento di euro 3.000 alla Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 73 d.P.R. 309/1990

    Disposizione incriminatrice richiamata come base del reato in materia di stupefacenti oggetto di condanna e del ricorso.

  • art. 62-bis c.p.

    Norma implicitamente richiamata in relazione alle attenuanti generiche; la Corte ribadisce che il giudice di merito deve indicare gli elementi ritenuti decisivi o rilevanti, potendo disattendere implicitamente gli altri.

  • art. 616 c.p.p.

    Base per la condanna del ricorrente, in caso di ricorso inammissibile, al pagamento delle spese processuali e di una somma in favore della Cassa delle ammende.

Massime di principio

  • Nel giudizio di legittimità sono inammissibili i motivi che si limitano a riproporre censure meramente oppositive o già esaminate e motivate dal giudice di merito, senza confrontarsi in modo specifico con la ratio decidendi.
  • L'affermazione di responsabilità può fondarsi su una ricostruzione probatoria coerente delle attività di osservazione degli operanti, anche quando il ruolo dell'imputato sia quello di vedetta funzionale all'azione di spaccio.
  • In materia di attenuanti generiche, il giudice non è tenuto a esaminare analiticamente tutti gli elementi dedotti dalla difesa, essendo sufficiente il richiamo a quelli ritenuti decisivi o comunque rilevanti; gli altri restano implicitamente disattesi.
  • La determinazione della pena è censurabile in cassazione solo se la motivazione risulti illogica o mancante; è congrua la valutazione che valorizzi gravità del fatto, quantità della sostanza/delle dosi e contesto di commissione della cessione.
  • La declaratoria di inammissibilità del ricorso comporta la condanna del ricorrente alle spese processuali e al pagamento di una somma in favore della Cassa delle ammende.

Come è indicizzato

MaterieSpaccioImpugnazioni
RamiStupefacentiProcesso penale
IstitutiOnere della prova

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