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Cassazione Civile, Ordinanza n. 30779/2022 del 19/10/2022

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (datore di lavoro)

La controversia

Il ricorrente ha proposto ricorso per revocazione ai sensi dell'art. 391-bis c.p.c. avverso una precedente sentenza della Corte di cassazione che aveva rigettato il suo ricorso ordinario contro la decisione di merito confermativa del rigetto dell'impugnazione di due licenziamenti disciplinari intimati dal Comune. La revocazione era fondata sull'allegazione di un errore di fatto percettivo ai sensi dell'art. 395, comma 1, n. 4, c.p.c., sostenendo che la Corte, nel valutare i termini di avvio e conclusione del procedimento disciplinare ex art. 55-bis D.Lgs. 165/2001, aveva erroneamente individuato la disciplina applicabile e attribuito rilievo a un riferimento normativo che, nel testo vigente all'epoca dei fatti, non sarebbe stato contenuto nel comma 3 della disposizione richiamata. In sostanza, il ricorrente cercava di far valere come errore di fatto ciò che in realtà riguardava l'interpretazione e l'applicazione della normativa disciplinare.

La decisione

La Corte ha ritenuto che il motivo non integrasse un errore di fatto revocatorio, perché le censure investivano l'interpretazione della disciplina applicabile e non una falsa percezione immediatamente rilevabile degli atti o dei documenti di causa. Ha quindi dichiarato inammissibile il ricorso per revocazione, condannando il ricorrente alle spese del giudizio di legittimità e dando atto, altresì, dell'obbligo di versamento dell'ulteriore contributo unificato.

Norme richiamate

  • art. 391-bis c.p.c.

    Il ricorso per revocazione contro sentenze della Corte di cassazione è ammesso solo nei casi previsti dalla legge, e non può essere utilizzato per contestare valutazioni di diritto o interpretazioni normative.

  • art. 395, comma 1, n. 4, c.p.c.

    L'errore di fatto revocatorio richiede una falsa percezione della realtà, obiettivamente e immediatamente rilevabile dagli atti, che abbia portato ad affermare o escludere un fatto decisivo non controverso.

  • art. 55-bis D.Lgs. n. 165 del 2001

    commi 1-4; comma 3; comma 4

    La norma disciplina i termini e le scansioni del procedimento disciplinare per i dipendenti pubblici; nel giudizio precedente la Corte aveva applicato il principio secondo cui, per le sanzioni più gravi, rileva la conoscenza della notizia dell'infrazione da parte dell'ufficio per i procedimenti disciplinari.

  • D.Lgs. n. 165 del 2001

    È richiamato come disciplina del rapporto di lavoro pubblico e del procedimento disciplinare.

  • D.Lgs. n. 75 del 2017

    Le modifiche introdotte sono menzionate come non applicabili al testo della norma vigente all'epoca dei fatti.

  • art. 13, comma 1-quater, D.P.R. n. 115 del 2002

    In caso di rigetto o inammissibilità del ricorso, sussistono i presupposti per il versamento dell'ulteriore importo a titolo di contributo unificato.

  • art. 13, comma 1-bis, D.P.R. n. 115 del 2002

    Costituisce il parametro di riferimento per determinare l'ulteriore importo dovuto a titolo di contributo unificato.

  • L. n. 228 del 2012, art. 1, comma 17

    È richiamata quale fonte dell'introduzione del comma 1-quater dell'art. 13 D.P.R. n. 115 del 2002.

Massime di principio

  • L'errore di fatto revocatorio presuppone una svista percettiva su un fatto decisivo risultante in modo incontrovertibile dagli atti o da essi escluso; non ricorre quando la censura riguarda l'interpretazione della norma o la sua applicazione al caso concreto.
  • Il rimedio revocatorio contro le sentenze della Corte di cassazione non può essere utilizzato per ottenere un nuovo giudizio di legittimità sul diritto applicabile o per sostituire una diversa lettura delle disposizioni normative a quella già adottata dalla Corte.
  • Perché vi sia errore di fatto revocatorio, il fatto dedotto deve essere estraneo al punto controverso deciso e deve essere verificabile mediante il solo confronto tra sentenza e atti di causa; se occorre un apprezzamento giuridico, il rimedio è inammissibile.
  • Nel giudizio di revocazione, la contestazione della corretta individuazione del testo normativo applicabile o del significato di una disposizione integra una questione di diritto, non un errore di fatto.

Come è indicizzato

MaterieLavoro a termineImpugnazioni
RamiLavoroProcesso civile
SottomaterieRicorso per cassazione
IstitutiOnere della prova

Testo integrale

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