Cassazione Civile, Ordinanza n. 22326/2025 del 02/08/2025
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente (proprietario)
La controversia
La controversia nasce dalla domanda di rilascio di terreni agricoli e di un fabbricato rurale proposta dalla proprietaria nei confronti del fratello, ritenuto occupante senza titolo. Il convenuto ha resistito deducendo di aver concluso, tempo addietro, un affitto agrario con i genitori dei litiganti e ha chiesto in via riconvenzionale l'accertamento dell'esistenza del contratto di affitto, oppure, in subordine, una sentenza costitutiva di affitto agrario ai sensi dell'art. 49 della L. n. 203/1982. Il Tribunale ha rigettato le domande attrici e dichiarato improcedibili le riconvenzionali; la Corte d'appello ha confermato il rigetto, ritenendo desumibile dal compendio probatorio l'esistenza di un mandato della madre al marito per concludere l'affitto, o comunque una ratifica del suo operato, valorizzando alcune circostanze fattuali. In cassazione la proprietaria ha dedotto: 1) violazione dell'art. 2729 c.c. per assenza dei requisiti delle presunzioni semplici, sostenendo che il ragionamento del giudice di merito si fondasse su fatti solo presunti e non su indizi gravi, precisi e concordanti; 2) violazione dell'art. 2909 c.c. per contrasto con una successiva ordinanza di cassazione resa in altro giudizio tra il medesimo occupante e un'altra avente causa dalla stessa dante causa, in cui sarebbe stata accertata con giudicato l'inesistenza del contratto di affitto; 3) violazione degli artt. 1325 e 2697 c.c. e dell'art. 132, n. 4, c.p.c. per avere la Corte territoriale attribuito valore probatorio a bonifici e ricevute unilateralmente formati e indirizzati a soggetto terzo non proprietario.
La decisione
La Corte di cassazione ha accolto il primo motivo, ritenendo che la sentenza impugnata non esprimesse un vero ragionamento presuntivo conforme all'art. 2729 c.c., poiché il giudice di merito si era limitato ad elencare alcune circostanze tratte dal compendio probatorio senza spiegare in che modo esse fossero gravi, precise e concordanti, né quali inferenze consentissero di pervenire al fatto ignoto dell'esistenza del mandato, della ratifica o del contratto di affitto. Sono stati dichiarati assorbiti gli altri motivi. La sentenza è stata cassata con rinvio alla Corte d'appello di Brescia, in diversa composizione, anche per la regolazione delle spese del giudizio di legittimità.
Norme richiamate
Le presunzioni semplici sono ammissibili solo se fondate su fatti noti dotati di gravità, precisione e concordanza e il giudice deve esplicitare il percorso inferenziale dal fatto noto al fatto ignoto; manca un ragionamento presuntivo valido se la motivazione si limita a richiamare circostanze apodittiche senza illustrare i passaggi logici e la regola d'esperienza applicata.
art. 360, primo comma, n. 3, c.p.c.
È il parametro processuale per denunciare in cassazione la violazione o falsa applicazione di norme di diritto.
La ricorrente ne ha invocato la violazione per contrasto con un precedente giudicato formatosi in altro giudizio, ma il motivo è rimasto assorbito.
È stata richiamata dalla ricorrente per contestare la prova della validità del contratto di affitto; la Corte non ha esaminato la censura nel merito per assorbimento.
È stata dedotta per contestare il riparto e l'assolvimento dell'onere probatorio in ordine all'esistenza del contratto; la censura è rimasta assorbita.
È stata richiamata per lamentare il difetto di motivazione della sentenza di merito; il motivo è rimasto assorbito.
art. 49 L. 3 maggio 1982, n. 203
È stato evocato dal resistente nella domanda subordinata di pronuncia costitutiva di affitto agrario; il tema non è stato oggetto della decisione di legittimità.
Massime di principio
- La prova per presunzioni richiede un percorso motivazionale esplicito: il giudice deve selezionare i fatti noti, verificarne i requisiti di gravità, precisione e concordanza, e spiegare come dalla loro combinazione discenda il fatto ignoto.
- Non è sufficiente una motivazione che si limiti a enunciare circostanze indiziarie senza chiarire la regola di esperienza utilizzata e il nesso logico tra indizi e conclusione probatoria.
- Se la sentenza di merito non consente di riconoscere un effettivo ragionamento presuntivo conforme all'art. 2729 c.c., ricorre violazione di legge denunciabile in cassazione.
- Quando è accolto il motivo centrale, restano assorbiti i motivi logicamente subordinati, compresi quelli relativi al giudicato esterno, alla validità del contratto e alla motivazione sulla prova documentale.
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