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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 39187/2022 del 18/10/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

La Corte di cassazione ha ritenuto il ricorso fondato. Ha rilevato che il Tribunale di sorveglianza non ha chiarito se abbia applicato il principio dello scioglimento del cumulo né quale sia la porzione di pena ancora da espiare riferibile ai reati ostativi; per tali carenze la sentenza impugnata è stata annullata senza rinvio e gli atti sono stati trasmessi al Tribunale di sorveglianza di Catanzaro per gli eventuali provvedimenti di competenza.

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Il ricorrente impugna l'inammissibilità dichiarata dal Tribunale di sorveglianza alla sua istanza di misure alternative alla detenzione. Sostiene che il provvedimento di cumulo delle pene comprende condanne per reati ostativi e non ostativi e che, ai sensi della giurisprudenza consolidata, il giudice dell'esecuzione avrebbe dovuto operare lo scioglimento virtuale del cumulo per verificare se la parte di pena relativa ai reati ostativi fosse già stata interamente espaiata; in tal caso la domanda di misure alternative sarebbe ammissibile. Deduce violazione degli artt. 663 e 125, n. 3, cod. proc. pen.

Norme richiamate

  • art. 663 cod. proc. pen.

    Norma procedurale richiamata dal ricorso (violazione dedotta): attiene ai mezzi e forme di impugnazione davanti alla Corte di cassazione; la Corte valuta la correttezza dell'applicazione di principi di diritto nei provvedimenti impugnati.

  • art. 125, n. 3, cod. proc. pen.

    Richiamato dal ricorrente come presunta violazione formale relativa alla motivazione o all'indicazione degli elementi necessari alla decisione del giudice dell'esecuzione; la Corte ha censurato la carenza motivazionale sul punto cruciale dello scioglimento del cumulo e sulla porzione di pena ancora da espiare.

  • art. 416-bis cod. pen.

    Richiesto in motivazione come esempio di reato ostativo: la presenza di condanne per reati inclusi tra quelli 'ostativi' può impedire la concessione di benefici penitenziari finché non sia stata espaiata la parte di pena relativa a tali reati.

  • art. 4-bis legge 26 luglio 1975 n. 354 (Ord. pen.)

    La norma elenca i delitti ostativi ai benefici penitenziari. La Corte ricorda il principio secondo cui, in presenza di cumulo di pene comprensivo di reati elencati in tale articolo, è legittimo lo scioglimento virtuale del cumulo in fase di esecuzione per verificare se la pena relativa ai reati ostativi sia stata interamente espiata.

Massime di principio

  • Se il cumulo delle pene comprende reati ostativi e non ostativi, il giudice dell'esecuzione deve valutare se operare lo scioglimento virtuale del cumulo per determinare se la parte di pena relativa ai reati ostativi è già stata espaiata.
  • Il dies a quo per il calcolo del periodo minimo di pena espiata, quando nel cumulo sono presenti reati ostativi, decorre dal momento in cui si è esaurita l'espiazione delle pene relative a tali reati e non dall'inizio della detenzione complessiva.
  • La decisione del giudice dell'esecuzione deve indicare espressamente se sia stato effettuato lo scioglimento del cumulo e quale sia la porzione di pena ancora da espiare riferibile ai reati ostativi; la mancanza di tale motivazione è causa di annullamento in Cassazione.
  • Quando il giudice omette di applicare o motivare l'applicazione dei principi consolidati sulla materia del cumulo e dei reati ostativi, la Corte di cassazione può annullare il provvedimento e rinviare o trasmettere gli atti per gli ulteriori accertamenti e provvedimenti di competenza.
  • In situazioni analoghe, il richiedente dovrebbe documentare chiaramente la composizione del cumulo e la misura delle singole pene (ostative vs non ostative) per agevolare il corretto accertamento da parte del giudice dell'esecuzione.

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