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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 21683/2023 del 22/05/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il Procuratore impugna l'ordinanza del Tribunale del riesame di Catanzaro del 09/12/2022 che aveva annullato il decreto di sequestro preventivo delle insegne e dei marchi riconducibili a Stanleybet Malta LLTD S.r.l. (in relazione ai reati contestati a Charles Carmel Rapa e Damiano Paparazzo). Il ricorso per cassazione deduce violazioni di norme processuali (artt. 322 e 324 cod. proc. pen.) sostenendo l'inammissibilità del riesame proposto da terzi (richiamando orientamenti giurisprudenziali che limiterebbero la sindacabilità ai soli profili di titolarità), e censura l'erronea applicazione dell'art. 4, comma 4-bis, L. 401/1989 e dei commi 643-644 della L. 190/2014, per non avere il Tribunale valutato la mancata partecipazione della società alla procedura di regolarizzazione prevista dalla legge di stabilità 2015 (id est: rilascio della licenza ex art. 88 T.U.L.P.). Il ricorso è stato inoltre criticato per genericità e per non aver specificato le ragioni per il ripristino del sequestro rispetto al terzo Di Mauro (territorio diverso dal luogo indicato nel capo di imputazione).

La decisione

La Corte ha ritenuto il ricorso inammissibile per carenza del requisito della specificità estrinseca: i motivi di cassazione non si confrontano con la motivazione dell'ordinanza impugnata, richiamano decisioni e istanze riferite ad altri riesami e non espongono in modo specifico le ragioni per contestare il provvedimento in relazione alla posizione del terzo Di Mauro. È stata inoltre osservata la mancanza di elementi nel ricorso e nel provvedimento genetico che giustifichino il sequestro preventivo nei confronti del terzo, operante in territorio diverso da quello indicato nel capo di imputazione. Conseguentemente il ricorso è stato dichiarato inammissibile (e quindi respinto), confermando l'ordinanza del Tribunale del riesame che disponeva la restituzione dei beni al terzo.

Norme richiamate

  • art. 322 cod. proc. pen.

    Richiamato dal ricorrente in relazione all'ammissibilità del riesame proposto da terzi; la Corte però sottolinea che i motivi devono confrontarsi specificamente con la motivazione impugnata e che il ricorso non lo faceva.

  • art. 323 cod. proc. pen.

    Richiamato nell'ambito delle eccezioni di inammissibilità del riesame; la Corte richiama la necessità di specificità delle censure.

  • art. 324 cod. proc. pen.

    Riferito alle tutele del terzo proprietario; la decisione evidenzia che il ricorso non ha dimostrato concretamente perché il sequestro dovesse essere ripristinato sul terzo.

  • art. 4, comma 4-bis, legge 13 dicembre 1989, n. 401

    Norma sostanziale richiamata dal PM per la contestazione del reato relativo alle scommesse; il ricorso contestava la valutazione del Tribunale circa l'applicabilità della norma ma la Suprema Corte ha ritenuto il motivo viziato da genericità e mancata specificità.

  • commi 643 e 644, legge n. 190 del 2014

    Richiamati in relazione alla procedura di regolarizzazione/ottenimento della licenza; la Corte non ha esaminato nel merito l'interpretazione sostanziale per inammissibilità del ricorso.

  • art. 88 r.d. 18/06/1931, n. 773 (T.U.L.P.)

    Riferimento normativo sulla licenza di polizia per l'esercizio delle scommesse; il ricorrente assumeva che solo chi esercita con tale licenza risponda del reato, ma la Corte non ha approfondito il punto per inammissibilità dell'impugnazione.

  • artt. 81 e 110 cod. pen.

    Richiamati nel capo di imputazione per la responsabilità in concorso; la Corte sottolinea l'ambito temporale e territoriale del fatto contestato che non coincide con l'attività del terzo Di Mauro.

  • art. 606, lett. b) e c), cod. proc. pen.

    Norme indicate dal ricorrente come base dei motivi di cassazione; la Corte ha rilevato che le censure mosse non soddisfano i requisiti di specificità richiesti per la cassazione.

  • artt. 581 e 591 cod. proc. pen.

    Richiamati dalla Corte a fondamento del principio secondo cui l'atto di impugnazione deve indicare specificamente le ragioni e gli elementi di fatto e di diritto che sorreggono ogni richiesta.

Massime di principio

  • Un ricorso per cassazione deve confrontarsi puntualmente e specificamente con la motivazione del provvedimento impugnato: censure generiche o riferite ad altri provvedimenti sono inammissibili.
  • La parte che chiede il ripristino di una misura cautelare nei confronti di un terzo deve indicare concretamente le ragioni di collegamento tra il terzo e il fatto contestato (territorio, condotta, rapporto con gli indagati); l'assenza di tali elementi rende il gravame generico e inammissibile.
  • La questione della regolarizzazione amministrativa (procedura di stabilizzazione/licenza) e la sua incidenza sulla configurabilità del reato richiedono accertamento di merito: non può essere risolta con censure procedurali generiche in sede di cassazione.
  • La giurisprudenza sul diritto del terzo proprietario di proporre il riesame è articolata; tuttavia, anche quando il terzo è legittimato ad agire, il suo intervento deve essere sorretto da elementi documentali e motivazionali specifici per vincere il sequestro.
  • In sede di impugnazione è essenziale indicare con precisione le ragioni di fatto e di diritto che si propongono in contrasto con le argomentazioni del giudice di merito: la mancanza di tale confronto puntuale comporta l'inammissibilità del mezzo di impugnazione.

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