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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 17501/2026 del 14/05/2026

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Il ricorso censurava la decisione di confermare misure cautelari (custodia in carcere e arresti domiciliari) ritenendo insufficiente la motivazione sulla sussistenza dei gravi indizi di colpevolezza. In particolare la difesa contestava la data/ora dell'aggressione (sostenendo fosse dopo le ore 22), la compatibilità temporale delle cure ospedaliere con la gravità delle ferite, l'identificazione dell'utenza telefonica in uso al ricorrente (era in uso più di una utenza che agganciava celle diverse), la ricostruzione fondata sull'aggancio della stessa cella e l'interpretazione di altri elementi indiziari (incontro con la vittima, foto delle armi, movente legato alla piazza di spaccio). Chiedeva annullamento dell'ordinanza rispetto ai capi a) e b).

La decisione

La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso, ritenendolo fondato per vizio di motivazione. Il Collegio ha rilevato che il Tribunale del riesame non ha adeguatamente confrontato le proprie deduzioni con le obiezioni difensive su punti decisivi: l'orario dell'agguato (che incide sulla presenza degli indagati sul luogo), la compatibilità dell'intervallo temporale tra aggressione e ricovero con la gravità delle lesioni, la conflittualità delle risultanze telefoniche in presenza di più utenze in uso al ricorrente e la non univoca significatività dell'incontro con la vittima. Per tali ragioni la Cassazione ha annullato l'ordinanza impugnata e ha disposto il rinvio per nuovo giudizio al Tribunale del riesame di XXXXXX, precisando che l'annullamento rispetto al capo a) assorbe il capo b) strettamente connesso; ha inoltre ordinato gli adempimenti di cancelleria previsti. In pratica la misura confermata in sede di riesame è stata annullata e la vicenda rinviata per nuova motivazione e decisione.

Norme richiamate

  • Codice penale, art. 575

    omicidio (nella ricostruzione: tentato omicidio)

    Articolazione del capo di imputazione per il fatto di aver cagionato lesioni gravissime con arma da fuoco; richiamato come fatto da accertare nel quadro indiziario

  • Codice penale, art. 110, art. 56

    concorso di persone e tentativo

    Usati per inquadrare la partecipazione concorrente agli atti idonei a cagionare la morte (atto tentato) e la responsabilità dei partecipanti

  • Codice penale, art. 99, comma 4

    circostanza aggravante della recidiva o analoghe (citata nel capoverso)

    Richiamata quale parametro aggravante ai fini della gravità degli illeciti contestati e valutazione del quadro indiziario

  • Legge n. 895 del 1967, artt. 4 e 7

    norme sul porto/possessione di armi

    Richiamata per il reato relativo al porto in luogo pubblico di arma da sparo non denunciata (capo b)

  • D.P.R. n. 309 del 1990, art. 73, commi 1 e 4

    norme sugli stupefacenti (cessione)

    Richiamate per i capi relativi a plurimi episodi di cessione di stupefacenti (capo c)

  • Codice di procedura penale, art. 273

    indizi e apprezzamento degli stessi

    La Corte richiama la disciplina degli indizi e la necessità che il giudizio di gravità indiziaria sia adeguatamente motivato; si distingue tra i canoni dell'art. 192, comma 2 e la nozione di indizio ai fini cautelari, ma ribadisce che l'indizio deve essere "grave"

  • Codice di procedura penale, art. 192, comma 2

    indici plurimi, precisi e concordanti (riferimento giurisprudenziale)

    Richiamato il criterio, in giurisprudenza, per la valutazione degli indizi indiretti; la Corte precisa che, pur non sempre coincidente con la nozione ex art. 273, resta necessario che gli indizi siano pertinenti, resistenti alle obiezioni e convincenti

  • Codice di procedura penale, art. 309, comma 7

    Norma richiamata per indicare il Tribunale competente al quale la Cassazione rinvia il nuovo giudizio

  • Disp. att. cod. proc. pen., art. 94, comma 1-ter

    adempimenti di cancelleria

    Norma richiamata per le incombenze della cancelleria in caso di annullamento con rinvio

  • D.Lgs. 196/2003, art. 52

    obbligo di omettere dati identificativi in caso di diffusione

    Richiamato il dovere di omettere generalità e dati identificativi nel testo pubblicato, come avviso finale del provvedimento

Massime di principio

  • Per l'applicazione di misure cautelari personali il giudice deve motivare in modo puntuale perché ritiene i "gravi indizi di colpevolezza" resistenti alle obiezioni: non è sufficiente richiamare elementi suggestivi senza confronto diretto con le allegazioni difensive.
  • Quando l'accusa si fonda su elementi indiretti (es. agganci a celle telefoniche), il giudice deve esplicitare come tali elementi siano pertinenti, non contraddetti da spiegazioni alternative plausibili (es. più utenze in uso, percorsi diversi), e come superino le obiezioni difensive.
  • In presenza di contestazioni sull'orario di un fatto rilevante, il Tribunale deve valutare e motivare la credibilità delle fonti temporali (deposizioni, dati tecnici, documentazione clinica) confrontandole con le obiezioni sollevate dalla difesa.
  • La semplice frequentazione o l'incontro con la vittima non è in sé prova univoca di partecipazione a un'aggressione: occorre collegare in modo argomentato tale circostanza agli altri indizi per raggiungere la gravità richiesta.
  • Se il giudice di merito trascura o non confuta adeguatamente specifiche obiezioni difensive su punti decisivi dell'accusa, la Cassazione è tenuta ad annullare con rinvio per consentire una nuova, motivata valutazione.
  • Quando più capi sono strettamente connessi, l'annullamento motivazionale di un capo può assorbire gli altri connessi; il giudice di rinvio deve valutare l'intero quadro alla luce delle lacune indicate.

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