Cassazione Penale, Sentenza n. 23758/2023 del 31/05/2023
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
I ricorrenti hanno impugnato la sentenza di appello contestando, in sintesi: (i) l'insufficienza e la contraddittorietà della motivazione relativa all'attribuzione delle condotte e alla valutazione delle intercettazioni e dei tabulati telefonici, lamentando assenza di sequestri diretti, mancanza di riferimenti espliciti allo stupefacente nelle conversazioni, e assenza di elementi che individuassero destinatari e quantità delle cessioni; (ii) il mancato riconoscimento della lieve entità ex art. 73 comma 5 d.P.R. 309/1990, per la mancata certezza sulle quantità e per la presunta sporadicità; (iii) la sproporzione del trattamento sanzionatorio nonostante lo status di incensurato e le condizioni personali (per Ardaya); Portillo Utani ha poi dedotto la manifesta illogicità e carenza della motivazione, chiedendo una rigorosa valutazione del quadro probatorio alla luce del principio di non colpevolezza oltre ogni ragionevole dubbio.
La decisione
Entrambi i ricorsi sono stati rigettati. La Corte di cassazione ha ritenuto che le decisioni di merito (G.U.P. e Corte d'appello) avessero effettuato una adeguata e coerente valutazione delle prove: ricostruzione investigativa derivante dall'operazione 'Suerte Loca' (arresto di trafficante colombiano e analisi dello smartphone), acquisizione dei tabulati telefonici, intercettazioni che mostravano un linguaggio cifrato interpretato plausibilmente come riferito a cessioni di cocaina, sequestri di sostanze e denaro collegati alle conversazioni, e dichiarazioni ammissive/eteroaccusatorie di coimputati. La Corte di cassazione ha ricordato che l'interpretazione di linguaggio cifrato nelle intercettazioni è questione di fatto riservata al giudice del merito e che, in assenza di aporie logiche, non è consentita una rivalutazione in sede di legittimità. Quanto alla lieve entità, è stata ritenuta correttamente esclusa in quanto il contesto evidenziava attività continuativa e organizzata di spaccio in quantitativi non trascurabili; la determinazione della pena è stata ritenuta congrua, con riconoscimento di attenuanti generiche e applicazione della riduzione del rito abbreviato, e perciò non eccessivamente rigorosa. Sono state dunque confermate le condanne, con condanna alle spese e compensazione delle spese dell'incidente di esecuzione ai sensi dell'art. 616 c.p.p.
Norme richiamate
d.P.R. n. 309 del 1990, art. 73
La valutazione della 'lieve entità' secondo il comma 5 deve essere complessiva: gli indici ivi elencati vanno valutati congiuntamente e possono compensarsi; nel caso concreto la Corte ha ritenuto che gli indici complessivamente indicassero un'attività di rilievo incompatibile con la lieve entità
Costituzione, art. 111
Richiamato in tema di diritto al giusto processo e ragionevole durata: i ricorrenti hanno invocato principi costituzionali rispetto alla correttezza del procedimento, ma la Cassazione ha ritenuto che non vi fosse violazione processuale che potesse inficiare la decisione
Codice di procedura penale, art. 192
Richiamato nelle censure relative alla motivazione e al divieto di travisamento delle prove; la Corte ha ritenuto che non sussistessero vizi applicabili
Codice di procedura penale, art. 530
Evocato nella contestazione di vizio di motivazione: la Cassazione non ha ravvisato i presupposti per annullamento per insufficienza della motivazione
Applicato per la continuazione tra i reati: la Corte ha computato gli aumenti previsti per i capi unificati nella determinazione complessiva della pena
Codice di procedura penale, art. 616
Norma che pone a carico del soccombente le spese del giudizio in cassazione; la Corte ha disposto l'onere per ciascun ricorrente
Massime di principio
- L'interpretazione di linguaggio cifrato nelle intercettazioni è questione di fatto riservata al giudice del merito; la Cassazione non può sostituirsi al giudice di merito se la valutazione è logica e coerente con le massime di esperienza
- L'assenza di sequestri immediati o di riferimenti espliciti allo stupefacente non impedisce la condanna se il quadro probatorio complessivo (tabulati, intercettazioni contestualizzate, sequestri collegati ad altri partecipi, dichiarazioni dei coimputati) fornisce elementi di riscontro e coerenza
- La valutazione della lieve entità ex art. 73 comma 5 d.P.R. 309/1990 richiede un giudizio unitario e complessivo: gli indici possono compensarsi e non è sufficiente la presenza di un solo elemento favorevole per riconoscere la lieve entità
- In tema di determinazione della pena, il giudice può discostarsi dal minimo edittale se adeguatamente motivato in relazione alla quantità, alla continuità e all'organizzazione dell'attività illecita; il riconoscimento di attenuanti e l'applicazione di sconti (es. rito abbreviato) vanno valutati nel quadro complessivo
- In cassazione sono precluse riletture alternative degli elementi di fatto quando la motivazione di merito non presenti profili di illogicità o travisamento: il ricorrente deve individuare specifici e fondate profili di irragionevolezza per ottenere l'annullamento
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