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Sentenza

Sentenza n. 9915/2026 - Roma, Sezione 1T

Giustizia amministrativa202603936

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lazio - Roma, Sez. I terSentenzaGiudizio di ottemperanza

Atto impugnato: sospensione del procedimento amministrativo volto a dare esecuzione a un decreto del Tribunale per i Minorenni di Roma che autorizzava la permanenza in Italia ai sensi dell’art. 31 d.lgs. 286/1998

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (amministrazione dell’interno)

Prevale l’amministrazione

La controversia

La ricorrente ha proposto ricorso per ottemperanza chiedendo l’esecuzione del decreto del Tribunale per i Minorenni di Roma, divenuto immediatamente efficace, con cui era stata autorizzata la permanenza in Italia per due anni ai sensi dell’art. 31 d.lgs. 286/1998. L’Amministrazione aveva sospeso il procedimento, dopo il preavviso di rigetto ex art. 10-bis l. 241/1990, per procedere alla rettifica del cognome della richiedente indicato nel decreto giudiziario e per svolgere accertamenti sulla sua identità e sull’effettiva titolarità del permesso di soggiorno. La ricorrente ha presentato memorie e ha contestato la motivazione posta a fondamento del potenziale diniego, sostenendo in sostanza che la sospensione integrasse mancata esecuzione o elusione del decreto.

La decisione

Il TAR ha dichiarato il ricorso inammissibile. In primo luogo, ha rilevato che la ricorrente non aveva prodotto il certificato attestante il passaggio in giudicato della pronuncia del giudice ordinario della cui esecuzione chiedeva l’ottemperanza. In ogni caso, il giudice ha ritenuto che la controversia riguardasse sostanzialmente la legittimità della sospensione del procedimento amministrativo, non una mancata esecuzione del decreto del Tribunale per i Minorenni. Non sussisteva quindi il presupposto dell’inottemperanza. L’Amministrazione, limitandosi a sospendere il procedimento per verificare l’identità della richiedente e la titolarità effettiva del permesso, non aveva violato né eluso il contenuto del decreto giudiziario. Le spese di lite sono state compensate per giustificati motivi.

Norme richiamate

  • art. 31 d.lgs. 286/1998

    La disposizione costituisce la base del decreto del Tribunale per i Minorenni che autorizzava la permanenza in Italia della ricorrente per due anni.

  • art. 10-bis l. 241/1990

    Il preavviso di rigetto ha consentito alla ricorrente di presentare memorie nel procedimento amministrativo, nel quale era stata prospettata la necessità di rettificare il cognome indicato nel decreto giudiziario.

  • art. 73, comma 3, c.p.a.

    Il Collegio ha avvisato le parti della possibile inammissibilità del ricorso prima di decidere la causa.

  • art. 35, comma 1, c.p.a.

    Richiamato tra le disposizioni processuali applicate alla decisione di inammissibilità.

  • art. 85, comma 9, c.p.a.

    Richiamato tra le disposizioni processuali applicate nel giudizio di ottemperanza.

Massime di principio

  • È inammissibile il ricorso per ottemperanza volto a ottenere l’esecuzione di una pronuncia del giudice ordinario quando il ricorrente non produce il certificato attestante il passaggio in giudicato della pronuncia di cui chiede l’esecuzione.
  • Non ricorre l’inottemperanza a un provvedimento giudiziario quando l’amministrazione, prima di adottare l’atto finale, sospende il procedimento per svolgere verifiche sull’identità del beneficiario e sulla sua effettiva titolarità della posizione autorizzata dal giudice.
  • La contestazione della legittimità di una sospensione del procedimento amministrativo non può essere proposta mediante ricorso per ottemperanza se non è dimostrata una concreta violazione o elusione del contenuto precettivo del provvedimento giudiziario.

Come è indicizzato

MateriePermesso di soggiornoGiudizio di ottemperanzaPartecipazione al procedimento
RamiImmigrazione e cittadinanzaProcesso amministrativoProcedimento amministrativo
IstitutiOttemperanza e commissario ad actaPartecipazione procedimentaleEfficacia ed esecutorietà

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