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Cassazione Civile, Ordinanza n. 06029/2024 del 06/03/2024

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (ente locale)

La controversia

La società concessionaria autostradale ha impugnato un avviso di accertamento relativo alla TOSAP per le annualità 2013-2015, concernente l’occupazione mediante cavalcavia dello spazio sovrastante il suolo pubblico del Comune. In sede amministrativa e poi in giudizio, ha sostenuto che l’applicazione degli artt. 38 ss. del d.lgs. n. 507 del 1993 fosse errata perché lo spazio occupato, in ragione delle leggi statali che avevano consentito la realizzazione dell’autostrada, non sarebbe più appartenuto al demanio comunale; inoltre l’occupazione sarebbe stata svolta in forza di convenzione con il concedente statale e avrebbe dovuto comunque beneficiare dell’esenzione prevista per lo Stato e gli enti pubblici dall’art. 49 del medesimo decreto. I giudici di merito hanno respinto il ricorso e la decisione è stata confermata in appello; in cassazione la società ha dedotto violazione di legge con due motivi sostanzialmente diretti a negare sia il presupposto impositivo, sia l’applicabilità dell’esenzione.

La decisione

La Corte ha ritenuto infondati entrambi i motivi, esaminati congiuntamente perché ruotanti attorno alla medesima questione giuridica. Ha affermato che la TOSAP colpisce qualunque occupazione, anche di fatto e anche se fondata su legge o su titolo concessorio, di beni appartenenti al demanio o al patrimonio indisponibile di comuni e province; che la realizzazione dell’opera pubblica non comporta automaticamente il trasferimento della proprietà del suolo interessato allo Stato; che è necessario un atto di trasferimento o un’espropriazione; e che l’esenzione prevista per lo Stato e gli altri enti pubblici opera solo se l’occupazione sia imputabile al soggetto esente, non alla società concessionaria che realizza e gestisce l’opera in autonomia e con finalità lucrative. Richiamati precedenti conformi, la Corte ha quindi rigettato il ricorso e ha condannato la ricorrente alle spese di lite, al pagamento di una somma in favore della Cassa delle ammende e di una ulteriore somma in favore del Comune, ritenendo applicabili i provvedimenti ex art. 96 c.p.c. in relazione alla definizione conforme alla proposta ex art. 380-bis c.p.c.

Norme richiamate

  • art. 360, primo comma, n. 3, c.p.c.

    Norma invocata per denunciare la violazione di legge nei due motivi di ricorso.

  • artt. 38 e 39 del d.lgs. n. 507 del 1993

    Definiscono il presupposto della TOSAP: occupazione di qualsiasi natura di strade e beni del demanio o patrimonio indisponibile di comuni e province, anche di fatto e anche abusiva; la tassa è dovuta dal titolare del titolo o dall'occupante di fatto.

  • art. 49, comma 1, lett. a), del d.lgs. n. 507 del 1993

    L'esenzione per lo Stato e gli altri enti pubblici richiede che l'occupazione sia ascrivibile al soggetto esente; non si estende alla società concessionaria che occupa il bene per realizzare e gestire l'opera.

  • art. 822 c.c.

    Le strade e le autostrade sono demaniali se appartengono allo Stato; ciò implica che il demanio statale è solo eventuale e non esclude la proprietà di altri enti sul suolo interessato.

  • art. 1 del d.lgs. n. 461 del 1999

    Richiamato dalla ricorrente a sostegno della tesi del demanio statale della rete autostradale.

  • legge n. 463 del 1955

    Richiamata dalla ricorrente come fonte legislativa della realizzazione dell'autostrada e della sottrazione del suolo all'uso comunale.

  • legge n. 729 del 1961

    Richiamata dalla ricorrente; la Corte cita anche l'art. 12, ultimo comma, come conferma della possibile appartenenza del tratto stradale ad amministrazioni diverse dallo Stato.

  • legge n. 385 del 1968

    Richiamata dalla ricorrente come ulteriore fonte legislativa relativa alla rete autostradale.

  • art. 12, ultimo comma, della l. n. 729 del 1961

    La previsione sulle cautele e opere provvisionali durante la costruzione conferma che il tratto stradale può appartenere a enti diversi dallo Stato.

  • art. 380-bis c.p.c.

    Richiamato per la definizione accelerata del ricorso e per la decisione conforme alla proposta.

  • art. 96 c.p.c.

    La Corte ritiene di poter applicare la condanna aggravata, richiamando la presunzione di abuso del processo nella mancata adesione alla proposta poi confermata.

  • art. 13, comma 1-quater, d.P.R. n. 115 del 2002

    Richiamato per l'ulteriore contributo/adempimento connesso alla definizione del giudizio di legittimità.

  • art. 1, comma 17, l. n. 228 del 2012

    Norma inseritrice del comma 1-quater dell'art. 13 d.P.R. n. 115 del 2002.

Massime di principio

  • La TOSAP colpisce ogni occupazione di beni appartenenti al demanio o al patrimonio indisponibile di comuni e province, a prescindere dal fatto che l'occupazione sia legittima, di fatto o abusiva, e anche quando trovi fondamento in una previsione di legge o in un titolo concessorio.
  • Ai fini dell'imposizione non rileva che l'opera realizzata persegua un interesse pubblico o sia destinata a un servizio pubblico: ciò che conta è la sottrazione dell'area alla disponibilità dell'ente territoriale titolare, salvo specifiche ipotesi di esenzione.
  • L'esenzione prevista per lo Stato e per gli altri enti pubblici richiede che l'occupazione sia direttamente imputabile al soggetto esente; non opera quando l'occupazione sia materialmente posta in essere da una società concessionaria distinta dall'ente pubblico, che agisce in autonomia anche se per realizzare e gestire un'opera pubblica.
  • La realizzazione di un'autostrada in forza di leggi speciali o di una concessione non determina automaticamente il trasferimento della proprietà del suolo interessato allo Stato: per il passaggio della proprietà del bene servono un atto traslativo, un'espropriazione o altro procedimento previsto dalla legge.
  • Nella ricostruzione del presupposto TOSAP occorre distinguere tra la proprietà del manufatto autostradale e la proprietà del suolo sovrastato o attraversato: il fatto che l'opera sia statale non comporta di per sé l'acquisizione del suolo all'ente statale.
  • In sede di decisione conforme alla proposta ex art. 380-bis c.p.c., il mancato adeguamento alla proposta che viene poi confermata può sorreggere la condanna ex art. 96 c.p.c. per abuso del processo.
  • La società concessionaria che realizza e gestisce un'opera pubblica in autonomia resta soggetto distinto dall'amministrazione concedente e non può invocare automaticamente le esenzioni riservate a quest'ultima.

Come è indicizzato

MaterieRiscossioneSpese di lite
RamiTributiProcesso civile
IstitutiOnere della provaGiudicato

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