Cassazione Penale, Sentenza n. 25650/2024 del 01/07/2024
Sintesi
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Favorevole al ricorrente
La controversia
I ricorrenti impugnavano la condanna per traffico di influenze illecite (riqualificazione di un originario addebito di corruzione propria). La ricostruzione accusatoria descriveva Gasbarro, direttore dell'Agenzia delle Entrate di Forlì-Cesena, quale soggetto che avrebbe sfruttato la propria relazione con un ufficiale della Guardia di Finanza (tenente Delle Femmine) per ottenere informazioni e un trattamento favorevole nelle verifiche fiscali a vantaggio di Salcini, il quale avrebbe in cambio promesso la vendita di un villino a prezzo sottostimato. In cassazione le difese hanno dedotto, tra l'altro: inutilizzabilità delle intercettazioni; assenza di prova dell'illiceità della mediazione e del sinallagma (mancata individuazione della utilità e del valore); inesistenza di una relazione idonea a condizionare l'agente pubblico; configurabilità al più del reato di millantato credito; errori nella valutazione del dolo e nella determinazione della pena.
La decisione
La Corte di cassazione ha ritenuto i ricorsi, sul piano sostanziale, infondati: ha confermato la correttezza della ricostruzione di merito circa l'esistenza della mediazione illecita, la sussistenza del sinallagma e la valutazione probatoria (comprese le intercettazioni). Tuttavia ha annullato senza rinvio la sentenza impugnata perché il reato si era estinto per prescrizione (intervenuta il 30/04/2023). Sono state confermate le statuizioni civili; i ricorrenti sono stati condannati, in solido, al rimborso delle spese di rappresentanza e difesa della parte civile per Euro 6.300,00 oltre accessori di legge.
Norme richiamate
art. 346-bis c.p. (traffico di influenze illecite)
La Corte applica la previgente formulazione (ante modifica legge n. 3/2019): il reato sanziona la mediazione onerosa illecita fondata sullo sfruttamento di relazioni esistenti finalizzata al compimento di un atto contrario ai doveri d'ufficio o alla sua omissione/ritardo; la punibilità è collegata all'accordo e alla finalità di influenzare il pubblico agente.
Riferimento alla fase normativa originaria cui i fatti sono stati commessi; la fattispecie valutata secondo il testo vigente al tempo dei fatti.
Richiamata per distinguere la disciplina previgente da quella posteriore (modifiche all'art. 346-bis), ma i fatti sono stati giudicati con la norma anteriore alla modifica.
art. 270 c.p.p. (utilizzabilità delle intercettazioni)
La Corte ricorda i limiti all'utilizzabilità delle intercettazioni e i criteri giurisprudenziali: tuttavia ritiene legittimo l'uso delle captazioni qui perché i reati investigati risultavano connessi e/o la stessa fattispecie fu successivamente riqualificata alla luce delle stesse intercettazioni.
art. 266 c.p.p. (limiti all'utilizzabilità per nuovi reati)
Richiamato nei passaggi relativi alla possibilità di utilizzare intercettazioni anche se la qualificazione giuridica cambia, quando la nuova qualificazione rientri nei limiti di ammissibilità o la riqualificazione derivi da fisiologica evoluzione del procedimento.
art. 12, lett. b) c.p.p. (connessione dei reati)
Usato per giustificare la connessione tra i fatti inizialmente indagati (concussione) e quelli ora giudicati (traffico di influenze), rendendo utilizzabili le intercettazioni autorizzate per le indagini originarie.
art. 522 c.p.p. (correlazione tra imputazione e sentenza)
Richiamato nel contesto della riqualificazione del fatto in appello: la Corte conferma che la diversa qualificazione in appello non configura di per sé violazione del diritto di difesa se gli elementi fattuali sono quelli già noti e l'imputato ha potuto difendersi.
art. 346 c.p. (millantato credito)
La Corte distingue il millantato credito dal traffico di influenze: il primo presuppone assenza della relazione e della capacità d'influenza; il secondo richiede una relazione esistente e una capacità, reale o almeno prospettabile, di influenzare l'agente pubblico.
art. 133 c.p. (determinazione della pena)
Richiamato dai ricorrenti in relazione alla doglianza sulla determinazione della pena; la Corte non ha ritenuto sufficienti i profili dedotti per annullare la determinazione del trattamento sanzionatorio.
Massime di principio
- Intercettazioni: per contestare l'utilizzabilità in cassazione è necessario indicare puntualmente quali conversazioni sarebbero viziate e dimostrare la loro incidenza decisiva sul complesso probatorio (prova di resistenza).
- Connessione dei reati: intercettazioni autorizzate per un reato possono essere utilizzate per fatti connessi o per lo stesso fatto poi diversamente qualificato, purché ricorrano i presupposti di connessione o la riqualificazione sia consequenziale alle risultanze.
- Riqualificazione in appello: la diversa qualificazione giuridica del fatto in appello non viola automaticamente il diritto di difesa se gli elementi di fatto erano noti e l'imputato ha potuto esercitare le garanzie difensive.
- Distinzione tra traffico di influenze e millantato credito: il primo richiede una relazione esistente e una capacità (anche potenziale) di influenzare il pubblico agente; il secondo presuppone mancanza di reale credito o relazione. La qualificazione dipende dagli elementi fattuali relativi alla relazione e alla capacità di condizionamento.
- Mediazione illecita: non è sufficiente il solo uso di relazioni personali; la mediazione è illecita quando è diretta ad ottenere un atto contrario ai doveri d'ufficio o comunque un vantaggio indebito, e il sinallagma (accordo corrispettivo) deve risultare adeguatamente provato.
- Scrutinio del giudice di legittimità: la Corte di cassazione non sostituisce la valutazione del merito con interpretazioni alternative non basate su errori di diritto o diffusione di illogicità manifeste; può annullare solo per vizi di motivazione, di diritto o di procedura.
- Effetto della prescrizione: anche se la Corte riconosce la fondatezza delle argomentazioni di merito a carico dell'imputato, la prescrizione estingue il reato; le statuizioni civili possono restare confermate e sussiste obbligo di rifusione delle spese civili.
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