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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 45522/2022 del 30/11/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Impugnazione per cassazione basata sulla violazione di legge per omissione di dichiarazione di estinzione del reato per prescrizione in relazione ai capi B2), B2d) e B2e). Si rilevava che, in mancanza di cause di sospensione, i reati indicati erano prescritti alla data della pronuncia impugnata e quindi l'accordo sulla determinazione della pena in appello risultava illegittimo nella parte relativa a quei capi.

La decisione

La Corte di cassazione ha accolto il ricorso limitatamente ai capi B2), B2d) e B2e), dichiarando intervenuta la prescrizione in data 9 febbraio 2016 per tali reati. Ha annullato senza rinvio la sentenza impugnata quanto a quei capi e ha trasmesso gli atti alla Corte di appello di Catanzaro per nuovo giudizio sui restanti reati, poiché la statuizione di prescrizione incide sui presupposti e sugli effetti dell'accordo sulle pene (in particolare sulla continuità e sull'aumento per continuazione). La decisione si fonda anche sulla risposta della giurisprudenza di legittimità (Sezioni Unite) circa la possibilità di proporre ricorso per cassazione per omissione di dichiarazione di prescrizione in sentenze rese a seguito di pena concordata.

Norme richiamate

  • art. 81, comma finale, codice penale

    Richiamato in relazione all'unificazione delle pene per reati commessi in continuazione e all'effetto dell'aumento per continuazione sul calcolo complessivo della pena oggetto dell'accordo.

  • art. 73, commi 1 e 4, d.P.R. 309/1990

    Norma che qualifica i reati in materia di stupefacenti attribuiti ai capi B2), B2d) e B2e); la prescrizione dei reati qualificati a norma di questo articolo è stata dichiarata dalla Cassazione.

  • art. 173 disposizioni attuative c.p.p.

    Norma che consente la sintesi motivazionale del ricorso per cassazione; il ricorso era stato sintetizzato nei limiti strettamente indispensabili ai fini della decisione.

  • art. 599-bis codice di procedura penale

    Disciplina del procedimento per accordo in appello sulla determinazione della pena; la questione centrale era se e in quali termini sia proponibile ricorso per cassazione avverso sentenza di concordato quando sia intervenuta prescrizione prima della pronuncia.

  • Giurisprudenza della Corte di Cassazione (Sez. 5 n. 4709/2019, Sez. 1 n. 51169/2018, Sezioni Unite 27/10/2022)

    Riporta i due orientamenti contrastanti (uno che rimette l'esame alla verifica di eventuale pena illegale per effetto della continuazione, l'altro che ammette il ricorso per omissione di rilevazione della prescrizione salvo espressa rinuncia dell'imputato) e la soluzione delle Sezioni Unite che ha ammesso la cassazione per omessa dichiarazione di prescrizione anche in caso di sentenza di concordato.

Massime di principio

  • È proponibile ricorso per cassazione avverso una sentenza resa a seguito di accordo sulle pene in appello quando sia omessa la dichiarazione di estinzione del reato per prescrizione intervenuta anteriormente alla pronuncia di secondo grado.
  • Se la prescrizione riguarda uno o più capi che hanno inciso sulla determinazione dell'accordo (ad esempio con effetti sulla continuazione e sull'aumento di pena), la dichiarazione di prescrizione può determinare la caducazione dell'accordo e l'annullamento della sentenza con rinvio per nuovo giudizio sui restanti capi.
  • Il giudice di merito deve rilevare d'ufficio, e dichiarare espressamente, l'estinzione del reato per prescrizione quando ricorrano le condizioni; l'omissione può essere impugnata in cassazione anche se vi è stato un accordo tra le parti.
  • Prima di rinunciare a contestazioni o motivi di merito in presenza di accordo sulle pene l'imputato dovrebbe avere consapevolezza ed espressa manifestazione di volontà circa eventuali profili di prescrizione, perché la validità della rinuncia può richiedere una volontà espressa.
  • In casi complessi occorre comunque verificare se la presenza di capi prescritti abbia prodotto un effetto tale da rendere la pena effettivamente applicata 'illegale' rispetto ai soli reati non estinti, con conseguente necessità di valutare separatamente la legittimità della quantificazione della pena.

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