Cassazione Penale, Sentenza n. 45425/2022 del 30/11/2022
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Impugnazione della sentenza del Tribunale di Siracusa che aveva condannato il ricorrente per il reato previsto dall'art. 256, commi 1 e 4, del d.lgs. n. 152/2006. Il ricorrente deduceva: (i) violazione di legge e vizio di motivazione per il rigetto della richiesta di applicazione dell'art. 131-bis c.p. (causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto), sostenendo che il Tribunale non aveva esposto il percorso argomentativo relativo al rigetto; (ii) violazione di legge e vizio di motivazione in relazione alla pena inflitta, censurando l'assenza della riduzione della metà prevista dal comma 4 dell'art. 256 per la fattispecie applicata.
La decisione
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso ritenendolo infondato. Sulla prima doglianza ha richiamato la giurisprudenza secondo cui il rigetto dell'istanza di applicazione dell'art. 131-bis può ritenersi implicito quando la struttura argomentativa della sentenza indica elementi che escludono la particolare tenuità (qui: modalità della condotta, numero delle violazioni accertate, elevato grado di colpa, compreso lo smarrimento della documentazione ambientale). Sulla seconda doglianza ha osservato che il comma 4 dell'art. 256 delinea un reato con forbice edittale ridotta della metà e che il Tribunale, muovendosi nella cornice più lieve, ha congruamente motivato la fissazione della pena base e ha poi ridotto di un terzo la pena per l'applicazione delle attenuanti generiche; dunque la censura è infondata. Rigetto del ricorso e condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali. Decisione pronunciata il 5 ottobre.
Norme richiamate
art. 256 d.lgs. n. 152/2006
La Corte ha ritenuto applicata la specifica fattispecie di cui al comma 4 che delimita una forbice edittale ridotta della metà rispetto alla figura base; entro quella cornice il giudice di merito ha piena discrezionalità motivata nella determinazione della pena.
art. 131-bis cod. pen.
La richiesta di applicazione della causa di non punibilità per particolare tenuità può essere implicitamente respinta quando la motivazione della sentenza evidenzia elementi (es. entità della condotta, pluralità di violazioni, grado di colpa) incompatibili con la qualificazione del fatto come di particolare tenuità.
Giurisprudenza: Cass. Sez. 3, n. 43604 del 08/09/2021 (Cincolà)
Richiamato quale principio consolidato che autorizza a riconoscere un rigetto implicito dell'istanza ex art. 131-bis quando la struttura argomentativa della sentenza esclude la tenuità del fatto.
Massime di principio
- La mancata esplicita pronuncia sul punto relativo all'art. 131-bis non basta: se la motivazione mostra elementi che escludono la particolare tenuità (gravità della condotta, quantità delle violazioni, elevato grado di colpa), il rigetto può ritenersi implicito e non censurabile.
- Quando una norma speciale riduce la forbice edittale (es. comma 4 dell'art. 256), il giudice deve operare all'interno di quella cornice; una pena fissata sopra il minimo edittale, purché adeguatamente motivata e suscettibile di riduzioni per le attenuanti, è compatibile con la legge e difficilmente annullabile in Cassazione.
- Per impugnare con successo la mancata applicazione dell'art. 131-bis è necessario dimostrare concretamente l'assenza degli elementi ostativi (ad es. scarsa gravità del danno, contenuto grado di colpa, unicità e modesta intensità della condotta), non limitandosi a contestare l'assenza di una formula espressa.
- Le censure sul quantum della pena richiedono di mettere in luce errori nella logica motivazionale o nell'applicazione del parametro edittale; una motivazione puntuale del giudice di merito che indica le ragioni per lo scostamento dai minimi rende la censura per eccesso di pena meno percorribile.
- In sede di difesa preventiva, è utile documentare e sottolineare gli elementi che favoriscono il riconoscimento della particolare tenuità (danno limitato, condotta non reiterata, scarsa colpa, cooperazione con le autorità) e sollecitare espressa valutazione del giudice su tali elementi.
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