Cassazione Penale, Sentenza n. 13003/2024 del 28/03/2024
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
I ricorrenti impugnavano l'ordinanza di riesame che aveva dichiarato inammissibili o rigettato i riesami avverso provvedimenti di sequestro (sequestro funzionale alla confisca del profitto per equivalente pari a euro 250.000, sequestro impeditivo delle aziende e delle quote societarie di Trani Scavi s.r.l. e Dell'Erba Gaetano s.r.l.). Le censure principali erano: violazione del diritto di difesa per omissione dell'informazione di garanzia e per mancata nomina del difensore d'ufficio (artt. 40 e 57 D.Lgs. n.231/2001; artt. 365, 369, 369-bis cod. proc. pen.), illegittimità della rappresentanza dell'ente da parte di amministratori indagati (art. 39 D.Lgs. n.231/2001), carenza dei presupposti del sequestro (mancata pertinenzialità, inesistenza del periculum, violazione dei principi di proporzionalità e adeguatezza; contestazione del quantum di profitto attribuito), e vizio di legittimazione dei soci a impugnare il sequestro delle quote.
La decisione
La Corte di Cassazione ha dichiarato i ricorsi inammissibili. Ha ritenuto corretta l'applicazione dell'art. 39 D.Lgs. n.231/2001 (richiamando la pronuncia delle Sezioni Unite n. 33041/2015, Gabrielloni) nel senso che il rappresentante legale indagato non può nominare il difensore dell'ente e che l'incompatibilità è presunta iuris et de iure; pertanto i ricorsi proposti da difensori nominati dagli indagati sono risultati inammissibili. La Corte ha altresì richiamato i limiti del sindacato in Cassazione sui provvedimenti cautelari reali (art. 325 cod. proc. pen.), precisando che il controllo è circoscritto a violazioni di legge. Ha inoltre osservato che il singolo socio non ha, in generale, legittimazione autonoma a impugnare il sequestro dei beni societari per mancanza di interesse diretto alla restituzione. Infine, la Corte ha disposto la condanna alle spese processuali delle parti private ricorrenti (ai sensi dell'art. 616 cod. proc. pen.) e richiamato profili di colpa.
Norme richiamate
"l'ente partecipa al procedimento penale con il proprio rappresentante legale, salvo che questi sia imputato del reato da cui dipende l'illecito amministrativo" (art. 39)
L'art.39 stabilisce un divieto assoluto di rappresentanza dell'ente da parte del legale rappresentante indagato/imputato per il reato presupposto; l'incompatibilità è presunta iuris et de iure e non richiede verifica concreta
artt. 40 e 57 citati dai ricorrenti
Norme richiamate dai ricorrenti in tema di informazione e di nomina del difensore, ma la Corte ha ritenuto prevalente l'applicazione dell'art.39 e l'inammissibilità dei ricorsi proposti da difensori nominati dagli indagati
art. 321 (sequestro funzionale alla confisca), art. 325 (controllo in Cassazione dei provvedimenti cautelari reali), art. 369, 369-bis, artt. 178 e 179 (richiamati dai ricorrenti)
L'art.321 autorizza il sequestro preventivo e funzionale alla confisca; l'art.325 limita l'esame in Cassazione a questioni di violazione di legge; gli artt.369 e 369-bis attengono alle garanzie procedurali sulle misure cautelari e alla nomina del difensore, ma la Corte ha escluso che da tali censure potesse derivare l'accoglimento dei ricorsi presentati da difensori incompatibili
Costituzione
I ricorrenti invocavano violazioni del diritto di difesa e dei principi di uguaglianza e ragionevolezza procedurale; la Corte ha rilevato che tali censure non giustificavano l'ammissione di ricorsi proposti da difensori incompatibili e che il sindacato in Cassazione resta vincolato nei limiti di legge
Ordinanza della Corte a Sezioni Unite
Sezioni Unite n. 33041/2015 (Gabrielloni)
Pronuncia di riferimento che afferma il divieto assoluto dell'art.39 e prescrive che l'ente preveda meccanismi organizzativi per la nomina alternativa del difensore; la Corte di Cassazione ha fatto esplicito riferimento a tale principio per motivare l'inammissibilità
artt. 240 e 356 (richiamati nel decreto di sequestro)
Norme penali dei reati presupposto richiamate nel decreto di sequestro; la decisione di Cassazione però si è soffermata sulla correttezza dell'inammissibilità processuale e non sull'accertamento dei reati in concreto
art. 616 (condanna alle spese per l'inammissibilità)
Articolo applicato dalla Corte per la condanna alle spese delle parti private che hanno proposto ricorso inammissibile
Massime di principio
- Se il legale rappresentante di un ente è indagato per il reato presupposto agli effetti del D.Lgs. n.231/2001, egli non può nominare il difensore dell'ente: l'incompatibilità è automatica e non richiede accertamenti concreti (Sez. Unite Gabrielloni).
- Le società che vogliano evitare il blocco della difesa in caso di indagini sull'amministratore devono prevedere nei propri modelli o statuti meccanismi preventivi di nomina di un difensore alternativo o di soggetto delegato a tutela dell'ente.
- In Cassazione il sindacato sui provvedimenti cautelari reali (sequestri) è limitato: l'art.325 cod. proc. pen. consente il controllo principalmente per violazioni di legge, non per un riesame di merito o per contestare l'illogicità della motivazione se non nelle forme previste (art.606).
- Il singolo socio, di norma, non ha legittimazione autonoma per impugnare il sequestro di beni di proprietà della società salvo che dimostri un interesse concreto e diretto alla restituzione.
- Le questioni relative alla pertinenzialità del bene rispetto al reato, al pericolo di reiterazione e al principio di proporzionalità sono censure rilevanti ma devono essere adeguatamente dedotte e provate davanti al giudice del merito; la mancata predisposizione di meccanismi societari idonei non consente al rappresentante indagato di supplire nominando difensori per l'ente.
- Se una società resta priva di difensore o di amministratore nel termine utile per proporre impugnazioni, il ricorso presentato da un difensore nominato dall'amministratore indagato può essere dichiarato inammissibile; in caso di difficoltà temporali è opportuno richiedere tempestivamente la nomina del difensore d'ufficio o del commissario giudiziario per assicurare la tutela giurisdizionale.
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