Cassazione Penale, Sentenza n. 12761/2024 del 28/03/2024
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
La controversia
Palmieri era stato condannato per il reato ex art. 515 cod. pen. per avere posto in vendita 3.500 mascherine chirurgiche, considerate prodotti di prima necessità durante l'emergenza COVID-19, con indicazioni di qualità e marcatura CE non supportate da documentazione, idonee a trarre in inganno il consumatore. In appello la condanna era stata confermata; in Cassazione il difensore ha dedotto (1) omessa notifica del decreto di citazione in appello all'imputato e al suo difensore (sarebbe stato notificato un decreto relativo ad altro soggetto), e (2) illogicità della motivazione sul rigetto della richiesta di applicazione dell'art. 131-bis c.p.
La decisione
La Suprema Corte ha ritenuto fondato il primo motivo: è emerso che il decreto spedito dalla cancelleria risultava relativo a procedimento con diverso numero di registro e ad altro imputato (Osarodion Frank), con invio via PEC di atto non riferibile al ricorrente; si è quindi configurata l'omessa notifica del decreto di citazione all'imputato e al suo difensore, determinando nullità assoluta che travolge tutti gli atti successivi, compresa la sentenza impugnata. Perciò la Corte ha annullato la sentenza impugnata senza rinvio e ha trasmesso gli atti alla Corte d'Appello di L'Aquila per il prosieguo.
Norme richiamate
art. 515 c.p.
La condotta consistente nella vendita di mascherine con indicazioni di qualità e marcatura CE non supportate da documentazione è stata ritenuta idonea a integrare il reato previsto dall'art. 515 c.p., in quanto può trarre in inganno il consumatore inducendolo ad acquistare un bene diverso da quello dichiarato
art. 131-bis c.p.
La questione relativa all'applicazione dell'art. 131-bis (criteri di sostituzione della pena o misure alternative) è stata sollevata dal difensore come motivo di doglianza; tuttavia la Corte di Cassazione non ha esaminato nel merito tale motivo giacché ha ritenuto determinante la nullità originata dall'omessa notifica
Massime di principio
- La corretta notifica degli atti processuali (in particolare del decreto di citazione in appello) è essenziale: la notifica di un atto relativo a diverso procedimento o soggetto configura omessa notifica e può determinare nullità assoluta degli atti successivi
- La nullità assoluta per difetto di notifica travolge tutte le fasi successive, inclusa la sentenza; la Cassazione può annullare la sentenza senza esaminare i motivi di merito quando prevale un vizio formale decisivo
- In caso di contestazione della notifica è utile produrre le evidenze di quanto ricevuto (PEC, stampe di mail, numeri di registro) per dimostrare che l'atto notificato non era quello relativo all'imputato
- Sulle questioni di merito (es. applicabilità dell'art. 131-bis) la Suprema Corte interviene solo se i vizi formali non assorbono i motivi; la mancata valutazione di un vantaggio penitenziario o attenuante può essere rilevante solo se il procedimento è regolare dal punto di vista formale
- La vendita di prodotti medicali con dichiarazioni fraudolente o marcature ingannevoli può integrare la frode in commercio (art. 515 c.p.) quando risulta che il consumatore è stato indotto in errore circa qualità o caratteristiche essenziali del bene
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